#6FIABE DI RINASCITA
PER 6 DOMENICHE
QUARTA DOMENICA
CINQUE IN UN BACCELLO
DI HANS CHRISTIAN ANDERSEN
EDIZIONE INTEGRALE
ANNOTATA DA ANNALENA VALENTI
Per questa quarta domenica di quaresima vi propongo una fiaba per i vostri bambini piccoli, ma anche per voi, tutti troviamo quello che vi cerchiamo, e qualche riflessione per questo nostro tempo.
Ma una fiaba su cinque piselli lanciati da una cerbottana nel vasto mondo può parlare del prodigioso duello tra vita e morte? Può parlare di attesa, di “inatteso desiderato”, di speranza, fede, destino? E un piccolo germoglio verde può far tornare la voglia di vivere, ed essere un segno divino? Tanta roba, direbbe il Gio!
Ma se è quel genio di Andersen a scrivere sì, perché riesce a far nascere storie e magie da tutto, aveva uno sguardo sulla realtà tale da percepirne il mistero nascosto che lo legava a tutto il mondo e a noi.
E a quei due altri geni, grandi scrittori e pensatori che ho scomodato come commentatori di quel che racconta questa fiaba. Ritroverete queste frasi all’interno delle mie annotazioni, così da coglierne i fili, i collegamenti con la storia.
Tutto è necessario. Ogni minimo particolare. È questa in fondo la lezione. Non si può fare a meno di nulla. Nulla può venire disprezzato. Perché vedi, non sappiamo dove stanno i fili, i collegamenti. Cormac McCarthy
La speranza induce a esplorare il mondo alla ricerca di una piccola, minuscola crepa che potrebbe aver lasciato rapporti e legami: una fessura – sia pur sottilissima – che aiuti a ordinare e centrare il mondo indefinito perché l’inatteso desiderato dovrà infine uscirne fuori come felicità definitiva. Hannah Arendt
Dedicata a quelle Scuole Smart, di cui parlo sotto, che non desistono dal prodigioso duello e non si stancano mai di cercare minuscole crepe di speranza.
Ecco che qui Andersen ci racconta la storia di cinque piselli che vengono sparati nel vasto mondo e con loro andiamo anche noi partecipando del loro destino e alla fine sapremo di più sulla natura delle cose, delle persone e dei piselli, ma anche del male di vivere, e di fede e speranza.
È vero, in questa fiaba non ci sono rose, nonostante avessi detto che Andersen ha sempre rose nelle sue fiabe, ma… qui c’è un povero fiore di pisello che fa rinascere il desiderio della vita e questo è assai bello e un po’ incredibile. Potremmo parlare di magia?
- Avevo già scritto questa fiaba sul blog, la trovate qui con allegato il PDF da stampare. Cinque in un baccello, di Hans Christian Andersen
- Qui sotto invece la fiaba è annotata da me, per i grandi, seguendo il tema del prodigioso duello che avviene tutti i giorni della nostra vita, il duello tra l’affermazione del senso di tutte le cose, che dà vita e speranza, e la mancanza del senso, che non fa neppure alzare dal proprio letto. Con l’ipotesi iniziale che guida il mio cammino e le mie annotazioni che ricominciare, rinascere, rialzarsi è sempre possibile da che Cristo ha vinto il duello, che è il grande annuncio della Pasqua cristiana.
Potete trovare questa fiaba, Cinque in un baccello, anche nel libro Aspettando Pasqua. Il prodigioso duello, 25 storie di intrepida speranza, Comunica. Con il Podcast delle storie lette da Mariarosa Grieco.
Il libro è in vendita su Amazon e sul sito dell’editore dove troverete anche la scheda di presentazione e l’introduzione.

Cinque in un baccello
di Hans Christian Andersen
C’erano cinque piselli in un baccello, erano verdi e anche il baccello era verde, e così credevano che tutto il mondo fosse verde, ed era proprio vero! 1) Andersen è proprio il genio delle fiabe. E che ironia! Vedete come riesce in due righe, cinque piselli e un colore a rendere un mondo! Il piccolo mondo di quando siamo piccoli è tutto quello che conosciamo e pensiamo che tutto sia così. E leggete le riflessioni, le impazienze che hanno... mi ricordano qualcuno!
Il baccello cresceva, e anche i piselli crescevano; si sistemarono secondo la conformazione della casa, mettendosi tutti in fila. Fuori il sole splendeva e scaldava il baccello; la pioggia lo rendeva chiaro. L’aria era tiepida e si stava bene, luce di giorno e buio di notte proprio come doveva essere. E i piselli diventavano sempre più grandi e pensavano sempre di più: se ne stavano sempre lì seduti, qualcosa dovevano pur farla!
«Dobbiamo restare qui per sempre?» si chiedevano «purché non diventiamo duri a star seduti così a lungo! Mi sembra quasi che ci sia qualcosa fuori di qui; ne ho la sensazione!»
E passarono le settimane; i piselli divennero gialli e anche il baccello si fece giallo. «Tutto il mondo diventa giallo!» dicevano, e potevano ben dirlo.
Poi sentirono uno scossone nel baccello; era stato strappato dalla pianta preso in mano e messo nella tasca di una giacca insieme a molti altri baccelli ancora pieni.
«Tra poco ci apriranno!» esclamarono, e si misero a aspettare.
«Ora mii piacerebbe sapere chi di noi andrà più lontano!» disse il pisello più piccolo. «Già, si saprà presto!»
«Accada quel che deve accadere!» disse il più grande.
Crash! il baccello fu aperto e i cinque piselli rotolarono fuori alla luce del sole; erano nella mano di un bambino che li teneva sul palmo, dicendo che erano dei bei piselli e che andavano proprio bene per la sua cerbottana. Subito un pisello fu messo nella cerbottana e fu sparato lontano.
«Ora volo nel vasto mondo! Mi segua chi può!» ed era scomparso.
«Io invece» esclamò il secondo «volerò fino al sole; è un vero baccello e mi si addice proprio!»
E fu lanciato anche lui.
«Dovunque arriveremo, ci metteremo a dormire» dissero gli altri due «ma avanzeremo anche noi!» e subito rotolarono sul pavimento prima di finire nella cerbottana, ma poi venne anche il loro turno. «Andremo più lontano di tutti!»
«Accada quel che deve accadere!» esclamò l’ultimo che venne sparato in aria, volò contro una vecchia assicella che si trovava sotto la finestra di una mansarda, e s’infilò proprio in una fessura dove c’erano muschio e terra umida. Il muschio gli si richiuse sopra; era nascosto ma non era stato dimenticato da Nostro Signore.
«Accada quel che deve accadere!» 2) Che sguardo di ironia, di grande simpatia a tutte le cose ha Andersen… lo strappo è forte, quello di un bambino che si vuole divertire con una cerbottana, e così ognuno va nel vasto mondo, ognuno seguendo una strada diversa. Uno dei piselli è più sfortunato degli altri? Cade sotto un’asse, nascosto dalla terra, finito, dimenticato da tutti? Un po’ di muschio e di terra umida possono compiere un destino? Sapete quante domande mi fanno i bambini proprio in questo punto? No, non può essere dimenticato quel pisello. Quando leggiamo una fiaba o una qualsiasi storia abbia significato non sappiamo mai cosa passa per la testa di un bambino ma sono tante le domande che suscitano o che dobbiamo sollecitare e le parole devono essere degne del loro desiderio.
In quella piccola mansarda abitava una povera donna che di giorno andava a pulire le stufe, a tagliare la legna e a fare lavori pesanti, perché era forte e piena di volontà, ma sempre povera rimaneva. In casa, nella cameretta, c’era anche la sua unica figlia, una adolescente delicata e gracile; da un anno intero era a letto e non voleva né vivere né morire. 3) e con quei colpi di coda e capovolgimenti improvvisi che sono la forza dei grandi scrittori ecco che passiamo dall’ironia di cinque piselli, alla tristezza di vedere che il male di vivere adolescente abita anche nelle fiabe, nelle storie.
«Andrà dalla sua sorellina!» diceva la donna. «Avevo due figlie, era troppo faticoso mantenerle entrambe, e così Nostro Signore le ha divise con me e se ne è presa una; ora io vorrei tenere quest’unica che mi è rimasta, ma lui non vuole tenerle separate e così lei andrà a raggiungere la sorellina.»
Ma la fanciulla rimase. Se ne stava a letto immobile e paziente per tutto il giorno, mentre la madre era fuori per guadagnare qualcosa.
Era primavera, e una mattina presto, mentre la madre stava andando al lavoro e il sole splendeva chiaro attraverso la finestrella e si posava sul pavimento, la fanciulla malata guardò attraverso il vetro più basso.
«Che cos’è quel verde che spunta dietro il vetro? Si muove col vento!»
La madre andò alla finestra, e la aprì. «Oh!» esclamò «è un piccolo pisello che ha messo fuori delle foglioline verdi. Come avrà fatto ad arrivare in quella fessura? Adesso hai un giardinetto da guardare!» 4) Adesso hai un giardinetto da guardare!!! Un piccolo pisello nato per caso in una minuscola crepa del nulla, qualche fogliolina verde, non sappiamo neppure se resisterà! È il grande insegnamento delle fiabe, tutto conta, ogni cosa è destinata, anche la più piccola cosa, il caso non esiste. Fanno eco e spiegazione alcune parole di Cormac McCarthy che ho letto su un grande manifesto davanti ad una Scuola decisamente Smart: “Tutto è necessario. Ogni minimo particolare. È questa in fondo la lezione. Non si può fare a meno di nulla. Nulla può venire disprezzato. Perché vedi, non sappiamo dove stanno i fili, i collegamenti”.
Il letto della malata fu spostato più vicino alla finestra, così poteva vedere il pisello che germogliava; e la madre andò al lavoro.
«Mamma, credo che guarirò!» disse la bambina alla sera. «Il sole oggi era così caldo su di me. Il pisello cresce proprio bene, e anch’io voglio crescere e uscire al sole.»
«Se solo fosse così!» esclamò la madre, ma non lo credeva possibile; intanto però a quel verde germoglio che aveva donato alla bambina la voglia di vivere mise un bastoncino, perché non venisse spazzato dal vento. Legò un filo dall’assicella alla finestra così che il gambo del pisello avesse qualcosa a cui appoggiarsi e arrampicarsi, crescendo; e così infatti fece, e di giorno in giorno cresceva a vista d’occhio. 5) Roba da fiabe? Basta una crepa, una fessura, un germoglio verde per sperare? Sì, racconta Andersen in tutte, tutte le sue fiabe e storie ma anche Hannah Arendt nel nostro mondo, che scrive: “La speranza induce a esplorare il mondo alla ricerca di una piccola, minuscola crepa che potrebbe aver lasciato rapporti e legami: una fessura – sia pur sottilissima – che aiuti a ordinare e centrare il mondo indefinito perché l’inatteso desiderato dovrà infine uscirne fuori come felicità definitiva.” E lo hanno raccontato quegli adulti che durante il periodo Covid facevano piantare patate dolci e semini in bicchieri di plastica e ovatta ai bambini chiusi in casa per vedere spuntare piantine e speranza. E lo insegnano in quella Scuola Smart di cui sopra e in altre dove non si desiste mai dal prodigioso duello che fa cercare minuscole crepe di speranza e vita.
«Oh, sta mettendo i fiori!» disse un mattino la donna, e ora anche lei ebbe la speranza e la fede che la fanciulla malata guarisse. Pensò che in quel periodo la bambina aveva parlato più vivacemente. Le ultime mattine si era alzata sul letto da sola ed era rimasta seduta a guardare con occhi splendenti il suo orticello di piselli con un pisello solo. La settimana successiva per la prima volta la malata restò alzata per più di un’ora. Felice si sedette al sole, con la finestra aperta, e fuori c’era un fiore bianco e rosso di pisello completamente sbocciato. La fanciulla piegò la testa e baciò con delicatezza quei petali lievi. Quel giorno era come un giorno di festa!
«Nostro Signore in persona lo ha piantato e lo ha fatto crescere, per dare a te gioia e speranza, bambina benedetta, e anche a me!» disse la madre felice, e sorrise al fiore come se fosse un angelo del Signore.
E che ne è stato degli altri piselli? Quello che volò nel vasto mondo: «Mi segua chi può!» cadde sulla grondaia e finì nel gozzo di un piccione, e lì rimase come Giona nella balena.
I due pigri fecero la stessa fine, anche loro furono mangiati dai piccioni, e questo significa essere utili in modo concreto. Il quarto, che voleva raggiungere il sole, cadde nella fogna e restò per molti giorni e settimane nell’acqua stagnante, gonfiandosi tutto.
«Divento così bello grasso!» diceva il pisello. «Sto per scoppiare e non credo che nessun pisello abbia mai fatto altrettanto. Sono sicuramente il più notevole dei cinque che erano nel baccello!»
E la fogna lo approvò.
Alla finestra della mansarda stava la fanciulla con gli occhi scintillanti e con il colore della salute sulle guance; congiunse le manine delicate sul fiore del pisello e ringraziò Nostro Signore per averglielo dato.
«Per me» esclamò la fogna «il mio è il migliore!» 6) Beh, ogni pisello ha avuto il suo destino, raccontatene voi la storia!
Il libro di Pasqua e le #6fiabe di rinascita
- Introduzione al percorso e la storia Il brigante e gli Angeli di Valeria De Domenico
- Il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen. Qui la fiaba annotata con il l testo in PDF da scaricare e stampare
- Il Giovane Re, di Oscar Wilde. Qui la fiaba annotata
Trovate a questa pagina il testo in PDF da scaricare e stampare con anche qualche esempio di “Giovani Re e regalità” del nostro mondo - La rosa più bella del mondo, di Hans Christian Andersen. Qui il PDF da scaricare e stampare
- Cinque in un baccello, di Hans Christian Andersen. Qui trovate la fiaba e il PDF da scaricare e stampare
Qui trovate le fiabe di Andersen e tutte le altre pubblicate.
