chi siamo

Cinque amiche. Cinque madri.

Di cui una mammaoca.

Cinque mariti, sempre quelli. Sedici figli. Una redazione che è una cucina. Una cucina che è una officina. Si parla, si mangia, si giudica un libro, un film, cosa è successo a scuola, l’ultima frase detta da mio figlio. Dove posso andare domenica, e a pranzo, e in vacanza? Perché, quanto costa? Mi fai un biglietto d’auguri? E un aereo? Perché leggere quel libro, e quella fiaba? con la più piccola dei sedici che gioca tra il tavolo e la mamma. Amiamo la realtà più del web, forse per questo abbiamo partorito questo blog nei canonici nove mesi. Dove alla fine siamo tutte un po’ mammaoche. Che si sappia: il mondo gira perché e se

Si fa tutto per i bambini.

Queste siamo noi:

Mammaoca considera le fiabe l’unico tipo di lettura degna dei bambini. Più qualche altro libro. Vorrebbe fare la contadina nella sua casa in Gallura, un incrocio tra uno stazzo e una ex-scuola, ma ha sei figli: un principe che ancora non vuol lasciare il regno del re suo padre, due principesse in cerca di principe azzurro, due principessine in cerca d’avventura ed un principino che vuole conquistare il mondo. Così per il momento, invece di dedicarsi a ulivi e rose si dedica a bambini e adolescenti più i molti amici dei bambini e degli adolescenti. Dice che, a volte, la famiglia più che stancarla la prosciuga. Per questo ha bisogno di ricrearsi. In questo momento, 26 luglio 2009, si ricrea davanti a “L’usignolo” di Andersen, un tramonto rosso sul mare d’oro, e davanti ad un piatto di spaghetti con le arselle innaffiato da un bicchiere di vermentino di Gallura. Seduta davanti ad una lunga tavola apparecchiata per sedici. Mammaoca da otto anni scrive una rubrica sul settimanale “Tempi” , che parla, indovinate un po’, di famiglia, bambini, e tutto ciò che ruota intorno al tema della vita. Sempre perchè si fa tutto per i bambini.
Sono Ladri. Non mi sono mai piaciuti i bambini sin da piccola, ma mi si appiccicavano sempre come mosche. Se potessi starei da sola, in qualche isola selvaggia ad odorare il mare, a leggere e con le mani sporche di colore e colla a costruire qualcosa, così come faceva mio nonno, grandissimo costruttore di aerei con bottiglie di plastica e di oggetti straordinari con le cose buttate da altri e riutilizzate (oggi va anche molto di moda). Ora sono addirittura sposata, con tre figli: un piccolo principe sempre nel suo mondo a pensare alla sua rosa e due gemelle scatenate che si divorerebbero il mondo. Ma le mani riesco a sporcarmele lo stesso di farina, di colore, di colla, di sabbia…insieme ai corridoi della scuola in cui per il momento insegno.

Maia aveva progettato tutto: un buon marito, tanti bambini ed una bella casa vicino a parenti ed amici. Ma la vita spesso e volentieri stravolge e sorprende: un figlio unico e tanti traslochi, attraverso Italia, Svizzera e Germania, all’inseguimento del “buon” marito e del suo buon lavoro. Tanta fatica, lingue nuove da imparare ma ovunque nuove amicizie che rimangono. Adesso Maia fa la mamma (del suo Cico)…..e la zia dei suoi numerosi nipoti con relativi amici, tutti sempre presenti (per fortuna) anche in vacanza, rumorosamente sempre insieme, intorno ad unico tavolo per pranzi, cene, compiti e giochi. Dopotutto si fa tutto per i bambini.

Ciao sono Cala. Ho studiato quello che davvero mi piaceva, l’arte e l’architettura. Quindi mi sono messa all’opera ed il risultato è una chiassosa famiglia con marito e quattro figli. Abito dove non vorrei e pascolo volentieri sui monti. La mia radice e la mia dimora sono costituite piuttosto dagli amici. Faccio progetti per quando avrò del tempo libero, ma è talmente ricco e travolgente il presente che ogni giorno lascia felici e senza fiato. E, di tanto in tanto, mio marito prova a ricordarmi che di opere no-profit in famiglia ne basta una.

Arpi è mamma di due maschietti, prof di lettere alle medie, quando andrà in pensione (quando?)vorrebbe, a scelta, aprire un negozio di ortofrutta, incontrare i protagonisti de “La casa nella prateria”, imparare a cucinare, diventare ordinata. Per il momento, il suo obiettivo a breve termine è dare finalmente avvio a una collezione di soprammobili a forma di gallina (ad oggi, ne ha solo due). Solare con la nebbia e il termometro vicino allo zero, si rabbuia con il sole a picco. Per farle tornare il sorriso, bastano un piatto di fiori di zucca, un brodo (di dado), una collana etnica o una bella chiacchierata. Ha un debole per il colore verde, le ricerche d’archivio (è appassionata di Medioevo), l’impacchettare regali e l’ascoltare storie. Anche inventate.

10 risposte a chi siamo

  1. josephpastore ha detto:

    Con tutta l’ammirazione che posso…..

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  2. Maru ha detto:

    Carissima mammaoca,
    da quando ci hai fatto conoscere la bravura del mare della Sardegna non ci siamo appena sentite. Ma la tua forza e desiderio nel guardare la bellezza che abbiamo a torno e a dire le verità anche se non “politically correct”, le ho sempre cercati nella tua rubrica di Tempi. Sono molto fiera di voi che, malgrado i tempi che corrono (sicuramente proprio per quello), siete riuscite a portare avanti il vostro spirito critico-positivo allargandolo ancora con questo blog.
    Da Vienna vi ringrazio perché quando il sole è troppo timido per tirarti su l’animo ancora servono di più le parole sagge di una amica anche se sotto il mantello di un blog.
    Tanti auguri e grazie per quello che fatte!!
    Maru

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    • mammaoca ha detto:

      Carissima Maru, quanto è strana e sorprendente la vita. E le tecnologie non sono fenomenali Ci ri-vediamo, ri-sentiamo, dopo anni, su un blog. Per ora grazie per quello che ci scrivi, continua a esserci. Insieme. mammaoca

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  3. benedetta ha detto:

    volevo raccontare ai miei bambini la vera storia di babbo natale (san nicola) avete dei suggerimanti?

    grazie benedetta

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  4. Jolanda ha detto:

    Ciao!
    Avete voglia di registrare il vostro blog su mammacheBlog, il mio aggregatore di blog di mamme?

    http://www.mammacheblog.com

    Se vi va, vi aspetto, ciao, Jolanda

    PS: se volete potete anche visitare il mio blog:
    http:// jolanda.filastrocche.it
    e il mio sito web:
    http://www.filastrocche.it

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  5. noradlf ha detto:

    Ciao, ho scoperto il sito da qualche giorno, passando da Tempi, e sono molto contenta perché cercavo storie da raccontare al mio nipotino, che a quattro anni ancora non parla.

    Siccome non ha nemmeno la pazienza di ascoltare, mi tocca approfittare del tempo in cui lo porto a scuola in macchina. Per Dante e Carducci mi pare un po’ presto, però.

    Vorrei inventare qualche storia che comprenda gli oggetti che si vede intorno – quelli “eterni”, come le montagne, le mucche, il verde del grano e l’azzurro del cielo – ma non lo so fare. Il lupo e i sette capretti, però, è un’ottima idea!

    Grazie e buon lavoro,
    Umberta

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  6. mammaoca ha detto:

    Hai ragione, infatti ci abbiamo messo 9 mesi solo per farlo nascere il blog. Amici miei ci hanno messo un pomeriggio!!!E adesso bisogna scriverlo e per adesso in vacanza io mammaoca riuscivo nonostante la casa sempre piena, e la realtà viene prima del web. ma se abbiamo qualcosa da spartire, di reale che possa essere utile a tutte? perchè non condividere? magari ci impieghiamo due giorni prima di rispondere, e 9 mesi per partorire? Ma le fiabe che ho inserito, originali, e i loro temi , nessuno ne legge più, non ti potrebbero essere utili? E i libri, non si sa mai cosa far leggere ai bambini!! E dove sei stata in vacanza? Va bene per tutte le famiglie? Ci proviamo…per i bambini e senza togliere loro del tempo.
    P.S. per dire..ci ho messo 10 minuti per capire come fare a risponderti

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  7. Barbara ha detto:

    Ciao sono Babi, ho appena sfogliato tempi e la rubrica di mammaoca con il sio web mi ha subito incuriosito. Sono mamma di due bambini (9 e 3 anni) e ho un lavoro a tempo pieno. Come si fa? Mi sembra che per fare bene una cosa ne devo trascurare un’altra… e voi?

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