Un’immagine dai bastioni della Cittadella di H.C.Andersen. Bellezza salvifica a Copenaghen

Un’immagine dai bastioni della Cittadella, di H.C.Andersen. La descrizione del Kastellet di Copenaghen con la penna di Andersen diventa un inno alla bellezza che salva il mondo. Indicato, più di altre cose, per promuovere la città danese.

Non posso credere di non aver ancora inserito nel blog questo racconto di Andersen che è uno dei miei preferiti e che dimostra in maniera definitiva che le fiabe non sono solo per bambini. Dice bene A. Marciano, in Andersen, Verne e Barrie: una lettura pedagogica, “Si prenda il magnifico raccontino Un’immagine dai bastioni della Cittadella, e si provi a catalogarlo come fiaba. Non c’è un solo elemento o oggetto non realistico. Eppure è un racconto fantastico, pieno di magia intensissimo.”

Leggete e immaginate, non è difficile farlo con le parole e le magie che usa Andersen. E se le parole hanno senso e il coinvolgimento con la vita del mondo e dell’uomo e di tutte le cose, è il modo di scrivere di Andersen, ecco, scoprirete, inaspettatamente, come per magia (è una fiaba ricordate!), qualcosa di più anche su di voi.

E quando andrete a Copenaghen, guarderete i bastioni del Kastellet, e quell’uomo vicino a voi, con altri occhi. (…l’uomo vicino a voi, anche se non ci andrete).

I bastioni con la prigione

 

«E’ autunno, siamo sui bastioni della Cittadella e guardiamo verso il mare, le molte navi che lo solcano e la costa svedese che si innalza nel sole della sera; dietro di noi i bastioni scendono ripidi; ci sono splendidi alberi, le foglie gialle cadono dai rami; laggiù sorgono tetri edifici con palizzate di legno e l’interno, dove cammina la sentinella, è stretto e tetro, ma dietro il buco protetto dalla grata é ancora più buio; lì vivono gli schiavi prigionieri, i peggiori criminali. Un raggio di sole che tramonta entra nella stanza spoglia. Il sole splende sui malvagi e sui buoni! Il cupo e truce prigioniero guarda con orridi occhi il freddo raggio di sole. Un uccellino vola verso la grata. Canta un breve “cip” ma rimane lì, sbatte le ali, si toglie una piuma, fa frusciare le altre piume sul collo, e l’uomo malvagio, in catene, lo guarda; un’espressione più dolce attraversa l’orrido volto; un pensiero che non è chiaro nemmeno a lui si illumina nel suo petto, è simile al raggio di sole attraverso la grata, simile al profumo delle viole che a primavera crescono così ricche lì fuori. Ora risuona, deliziosa e forte, la musica del corpo dei cacciatori. L’uccello vola via dalla grata del prigioniero, il raggio di sole scompare e si fa buio nella stanza, buio nel cuore dell’uomo malvagio, ma il sole vi è entrato, l’uccello vi ha cantato. Continuate belle note della tromba dei cacciatori! La sera è mite, il mare tranquillo e liscio come l’olio. ».

Pubblicato in Fiaba, Frasi per pensare | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Alla scoperta di Roald Dahl e dei suoi bambini prodigiosi. Venerdì 12 maggio

Nel caso foste da queste nordiche parti, venerdì 12 maggio ore 21, faccio una lezione “animata” su Roald Dahl, i suoi bambini, i suoi libri, i misteri e la meraviglia, la sua proverbiale cattiveria, pare fosse una “carogna” che però poteva sentire tutti “i secreti mormorii dell’universo”, e proveremo a scoprire qualcuno dei suoi grandi segreti nascosti.

E soprattutto osservate con occhi sfavillanti tutto il mondo intorno a voi, perché i più grandi segreti sono sempre nascosti dove meno ve li aspettate. Solo chi non crede nei prodigi non li scoprirà mai.

da Minipin di Roald Dahl

12maggio_roald_ DAHL

Pubblicato in Frasi per pensare, Libri | Contrassegnato , , , , | 1 commento

La Sardegna tra colori di primavera e… il Giro d’Italia. #Giro100. Fotostoria

La Sardegna tra colori di primavera che esplodono di luce e… il Giro d’Italia. #Giro100. Cosa cambia? Quale bellissimo colore si aggiunge a quelli che già illuminano gli occhi e allargano il cuore? Seguite la fotostoria

Sapete che tra una fiaba e un libro per bambini, si aggiunge il … e poco altro, che altro non è se non il mio parlare della Sardegna, mia terra di adozione (così come il mio gatto sardo ha adottato me, io ho adottato la sua terra) e di come risparmiare per raggiungerla. Oggi vi voglio parlare dei suoi colori in primavera, quest’anno sono riuscita a rimanerci per ben venti giorni, anche se purtroppo non vedrò sfrecciare i ciclisti del Giro d’Italia, (che passano proprio sotto casa mia dopo 10 anni di assenza, e c’è anche il Premio della Montagna!!),

Giro d'Italia 2017 Prima tappa Alghero-Olbia

Trinità d’Agultu, Premio della Montagna

ma ho potuto assaporare anticipatamente i benefici che sono derivati dal loro passaggio!!

Ma cominciamo il nostro giro a colori, che quest’anno è all’insegna del rosa, con foto fatte tra il 12 e il 30 aprile 2017. Ovviamente #Giro100

Cominciamo col giallo sole

color giallo ginestra e rosso caneddi

color giallo ginestra, verde, blu e rosso caneddi

color giallo feruli su grigio tavolara

giallo feruli su grigio Tavolara

color giallo ginestra tra verdi e rosa

giallo ginestra tra verdi e rosa

color giallo ginestra su blu

giallo ginestra su blu cielo

e quanti verdi abbiamo?

color verde cactus con figliolini

verde cactus con figliolini

color verde coltivato orosei con blu

verde coltivato a Orosei contro blu cielo

color verde vigneti

verde vigneti a S. Maria Coghinas

e il colore dell’orizzonte?

color orizzonte con trinità e nuvole

color orizzonte da casa mia con nuvole che corrono ( gran premio della montagna #Giro100)

color orizzonte con nuvole coghinas

orizzonte sul fiume Coghinas, tra bianchi e blu

color orizzonte con nuvole e blu san pietro

orizzonte tra verdi, rosa e blu a isola rossa

e poi l’orizzonte si infuoca

color tramonto fuoco casa mia

color tramonto fuoco da casa mia a Trinità

color crepuscolo fuoco casa

e  color crepuscolo fuoco

color tramonto ohhhh

color tramonto, sarà questo il più bello? Ohhh

color crepuscolo da casa

color crepuscolo notte

e con le nuvole, non è bello anche così?

e se è bianco?

color bianco perfezione

bianco perfezione a Orosei

color religiosità madonna santa teresa bianco blu

bianco perfezione su blu perfezione, Madonna di Santa Teresa che guarda la Corsica

ma abbiamo anche altri colori

color surfista con nero

color surfista in nero su blu e rosso

color surfista blu rosso bianco

color surfista nero e bianco

e altri ancora, belli, belli, belli, fuori stagione estiva

color silenzio marinedda

color silenzio Marinedda

color silenzio stintino

color silenzio Stintino

color silenzio vignola

color silenzio Vignola

color silenzio santa teresa

color silenzio Santa Teresa di Gallura

e poi i colori di casa…

colori di casa rosa

rosa

colori di casa rosa con rouge

rosa su Rouge

colori di casa rosso con muro

colori di casa, rosso su muro

colori di casa rosso con blu

rosso con cuore giallo su blu

ed ecco i favolosi rosa. Percorso di rosa verde e blu tra Marinedda e Isola Rossa

color rosa giallo caneddi

color rosa e giallo Torre aragonese di Isola Rossa

color rosa tamerice

rosa tamerice sul Cedrino

color rosa sfacciato

rosa sfacciato del Drosanthemum hispidum con cuore giallo

e finalmente il colore dell’anno #Giro100. Color asfalto nero nuovo con strisce bianche brillanti. A Trinità, entusiasti per le strade nuove, si richiede #UnGiroOgniDueAnni

color asfalto nuovo verso trinità

verso Trinità, da qui è appena sceso il Giro d’Italia 2017

in quasi diretta il passaggio da Paduledda, Trinità d’Agultu. (grazie a Doriana)

ed ecco per finire nella bellezza più bella e grande il rosa rosa rosa

color rosa giro d'italia 2017

Giro d’Italia 2017. Alghero

Rachele rosa

#Giro100. In diretta da Trinità d’Agultu una piccola grande tifosa. Vedete il mio fischietto? Ho fischiato tantissimo. Grazie Rachele

E’ finito il nostro tour primaverile di Sardegna 2017. Spero vi sia piaciuto

 

 

 

 

 

Pubblicato in Quasi il Paradiso, Sì Viaggiare, Vacanze con i bambini...per i bambini | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Libretti fai da te come bomboniera per Comunione e Cresima. “Vassilissa la Bella”, di A.Afanasjev

Libretti fai da te come bomboniera per Comunione e Cresima. Come promesso ecco la versione “femminile”, “Vassilissa la Bella” che, come l’altra fiaba è stata scritta dallo scrittore russo A. Afanasjev. Qui il pdf

La tradizione favolistica russa mi è sempre sembrata adatta a momenti importanti della vita, e queste due fiabe, quella di Vassilissa che, se volete leggere trovate qui, e quella del principe Ivan che trovate qui, sono proprio adatte perché hanno come protagonisti due giovanissimi che hanno scelte da fare, strade da percorrere, affrontano la vita con paura vinta dal coraggio, tra sbagli e pentimenti, e hanno sempre qualcuno che li aiuta. Anche se non è molto di moda dirlo oggi, perché la parola ha perso significato e questa in particolare è distorta completamente, Vassilissa e Ivan sono buoni, intelligentemente buoni, per questo sono benedetti dal Cielo.

These tales say that apples were golden only to refresh the forgotten moment when we found that they were green. They make rivers run with wine only to make us remember, for one wild moment, that they run with water.

Queste novelle ci dicono che le mele erano d’oro solo per rinfrescarci la memoria svanita di quando ci accorgemmo che erano verdi; scorrono fiumi di vino solo per ricordarci, in un attimo folle, che nei fiumi scorre l’acqua.

G.K.Chesterton

  • Anche questo libretto, come quello de La Bella e la Bestia e del principe Ivan,  è stato studiato da Raffaella e ha sempre le bellissime illustrazioni di Ivan Bilibin. Le pagine formato A4 sono 3, fogli da 80 gr. (una pagina in meno questa volta), più la copertina che io ho realizzato con cartoncino da 190 gr., elastico o nastrino.
  • I fogli sono numerati, e ciò aiuta nell’intuizione dell’assemblaggio, sono stampati fronte-retro, anche se io non ho messo insieme i pdf, perché ogni stampante agisce in maniera differente dalle altre, sono un po’ magiche!!. Lettera uguale, fronte retro: A e A retro, ecc.
  • Ora pieghiamo i fogli in tre, 9,9 cm. per parte, e li sovrapponiamo dalla lettera B come primo foglio alla lettera D.
  • Ora assembliamo, mettendo subito un qualsiasi elastico (può anche non essere il definitivo), per tenere fermi i fogli, nella seconda piega.
con elastico

con elastico (da cambiare immediatamente!!)

  • Ed ora, una dopo l’altra, pieghiamo e sovrapponiamo le pagine D, poi C, poi B
  • Ecco ora il libretto finito. Non vi preoccupate se non riuscite immediatamente, l’ho già detto e lo ribadisco, è questione di mano, ma il risultato come si dice…vale il lavoro e le difficoltà. E neppure guardate troppo le pieghe spaventose che ho fatto.. è stata la fretta di finire. Per avere pieghe migliori aiutatevi con una riga!!
cop rose e libretto finito

libretto finito e la mia copertina di rose

  • Le pieghe create nel libro, l’elastico o nastrino che trattiene e le pagine numerate, saranno la traccia per capire come si aprono le pagine e seguire la storia.
    Io ho poi inserito il libretto di Vassilissa nella copertina di rose che avevo già fatto per il libretto de La Bella e la Bestia, e in cui avevo già inserito la Favola del principe Ivan.
  • Do It Yourself and enjoy
  • Fai da te coi tuoi bambini e divertiti
    ……….e molti auguri alle bambine che fanno comunione e cresima
Pubblicato in DIY libretti fai da te, Frasi per pensare, Libri | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

23 Aprile, San Giorgio. Giornata mondiale del libro. Perché si celebra oggi la festa catalana del libro e della rosa?

23 Aprile, San Giorgio. Perché si celebrano proprio in questo giorni la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e nei paesi catalani si celebra la “Festa del libro e della rosa”?

Anche se quest’anno 2017, il 23 aprile cade nella domenica cosiddetta in Albis o della “Divina misericordia”, è tradizionalmente il giorno di san Giorgio. Ripropongo un post scritto il 23 aprile dello scorso anno, che ripercorre la nascita, la storia e il significato di questa festa, dei libri e delle rose che ci si scambia in Catalogna, sperando vi sia utile. Premettendo che il 23 aprile è il giorno di nascita e morte di W.Shakespeare ( 23 aprile 1564 – 23 aprile 1616) e il giorno di morte di M.de Cervantes (29 settembre 1547 – 23 aprile 1616), abbiamo ricordato lo scorso anno il 400entenario della loro morte. Se invece volete leggere ai vostri bambini le leggende su San Giorgio e il drago le ho riportate qui.

raffaello-studio-per-san-giorgio-e-il-drago

Raffaello, studio per San Giorgio e il drago

Pubblicato in Frasi per pensare, Leggende | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Libretti fai da te come bomboniera per Comunione o Cresima. La “Favola del principe Ivan”, di A.Afanasjev

Favola del principe Ivan, dell’uccello di fuoco e del lupo grigio, di Aleksandr N. Afanasjev è il primo dei due libretti che proponiamo come bomboniera per Comunione e Cresima. Ed è sempre graficamente studiato e costruito da Raffaella. Qui il pdf da stampare

La versione “maschile”, diciamo così. La versione “femminile” sarà il libretto di Vassilissa la Bella, anche se qualcuna delle mie amiche ha usato il libretto de La Bella e la Bestia e qualcuna si fa fare dalla sottoscritta libretti con entrambe le fiabe.

Quella di un libretto o libro con una storia, come ringraziamento per chi partecipa a feste importanti che coinvolgono i figli, è una cosa che sperimento da tanto tempo, con amiche fidate. Tutti rimangono sempre contentissimi di ricevere un pensiero che allo stesso tempo dice qualcosa del festeggiato e della vita, anche chi ha sempre “snobbato” le fiabe si stupisce di quel che possono dire di significativo.

E pensate che due dei libretti che abbiamo fatto con Adriana e Raffaella per la Comunione dei nostri figli nel 2011, sono stati le scintille che hanno fatto nascere la collana di libri per bambini della casa editrice Lindau! Se ne volete sapere di più leggete la bella storia che racconto qui.

Tornando al libretto del principe Ivan, storia di scelte grandi e strade difficili, ho già detto ampiamente nell’introduzione alla fiaba che ho trascritto qui, adesso viene la parte che riguarda la realizzazione del libretto, che segue, in maniera identica, le linee e direttive di quello de La Bella e la Bestia, e probabilmente anche le sue difficoltà, ma prima di partire con il libretto nuovo ecco le foto che mi ha mandato Luisa dei bellissimi libretti che ha realizzato per la Cresima della figlia Regi, che, proprio quest’anno, in prima media, affrontando fiaba e favola come argomenti, aveva appena letto, analizzato e recitato La Bella e la Bestia, e le è piaciuto così tanto il significato, che l’ha voluto offrire come sua bomboniera.

I bellissimi libretti  de La Bella e la Bestia fatti da Luisa e Regi come bomboniera per la Cresima

Per la favola del principe Ivan abbiamo optato per bellissime illustrazioni a colori di Ivan Bilibin, le pagine formato A4 sono 4, consiglio i fogli da 80 gr., più la copertina che io ho realizzato con cartoncino 190 gr., poi elastico o nastrino per legare.

Copertina chiusa, copertina aperta e retro copertina, che chiamiamo pdf A

These tales say that apples were golden only to refresh the forgotten moment when we found that they were green. They make rivers run with wine only to make us remember, for one wild moment, that they run with water.

Queste novelle ci dicono che le mele erano d’oro solo per rinfrescarci la memoria svanita di quando ci accorgemmo che erano verdi; scorrono fiumi di vino solo per ricordarci, in un attimo folle, che nei fiumi scorre l’acqua.

G.K.Chesterton

  • I fogli sono numerati, e ciò aiuta molto nell’intuizione dell’assemblaggio, che ha dato qualche difficoltà a qualcuno (prometto che quanto prima imparerò a fare i video e a caricarli), sono stampati fronte-retro, anche se io non ho messo insieme i pdf, perché ogni stampante agisce in maniera differente dalle altre (probabilmente hanno un cuore magico!). Lettera uguale, fronte retro: A e A retro, ecc.

Ora pieghiamo i fogli in tre, 9,9 cm. per parte, e li sovrapponiamo dalla lettera B come primo foglio alla lettera E.

pag B piegata

pag B piega

pag B retro piegata

pag B retro piega

pag B e C retro piegate e sovrapposte

pag B e C retro piega e sovrapposizione

pag B,C,D, retro piegate e sovrapposte

pag B,C,D, retro piega e sovrapposizione

pag B,C,D,E, retro piegate e sovrapposte

pag B,C,D,E, retro piega e sovrapposizione

con elastico

mettiamo elastico

  • Ora assembliamo, mettendo subito un qualsiasi elastico (può anche non essere il definitivo), per tenere fermi i fogli, nella seconda piega.
  • Ed ora, una dopo l’altra pieghiamo e sovrapponiamo le pagine dalla E,D,C, alla B
  • Ecco ora il libretto finito. Non vi preoccupate se non riuscite immediatamente, ho tuttora anch’io qualche difficoltà, ma il risultato merita proprio.
con copertina

libretto con copertina

  • Le pieghe create nel libro, l’elastico o nastrino che trattiene e le pagine numerate, saranno la traccia per capire come si aprono le pagine e seguire la storia.

Io ho poi messo il mio nuovo libretto nella copertina di rose che avevo già fatto per il libretto de La Bella e la Bestia, ci staranno ancora due libretti di fiabe,  ed ecco il risultato

  •  Do It Yourself and enjoy
  • Fai da te coi tuoi bambini e divertiti

……….e molti auguri ai bambini che fanno comunione e cresima

Pubblicato in Frasi per pensare, Libri | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Vassilissa la Bella, di Aleksandr N.Afanasjev

Vassilissa la Bella, di Aleksandr N.Afanasjev. Meraviglie e prodigi grandi, domande e risposte attese, paura e un aiuto inaspettato, una tra le più famose fiabe russe per rincuorare e infondere coraggio. 

  • Avere una matrigna e due sorellastre che ti maltrattano è un classico nelle fiabe di tutti i tempi, (nonché il pensiero che ogni bambina prima o poi avrà nei confronti di madre e sorelle), ma sapere che si può sempre contare su un aiuto e una protezione dal cielo, ecco, questo fa la differenza. In questa fiaba è una bambola la protezione materna e divina per Vassilissa; la aiuta, le dà coraggio per arrivare dalla baba-yaga, la cattiva strega russa, nella sua casa del bosco fatta di ossa umane. E che gioia sapere che nulla può una malvagia strega contro una ragazza buona e benedetta! 

In un certo reame viveva una volta un mercante. Visse con la moglie dodici anni, ma nacque solo una bambina, la bella Vassilissa. Quando la madre morì la bambina aveva otto anni. Sul letto di morte la mercantessa chiamò a sé la figlia, trasse da sotto le coperte una bambola, gliela diede e disse: – Ascolta piccola Vassilissa! ricorda e adempi le mie ultime parole. Io muoio, e insieme alla materna benedizione ti lascio questa bambola; tienila sempre vicina a te e non mostrarla a nessuno; e se ti capiterà qualche malanno, dalle da mangiare e chiedile consiglio. Essa mangerà e ti dirà come tirarti fuori dai pasticci -. Poi la mamma baciò la figlia, e morì.

Il mercante soffrì per la morte della moglie, com’è naturale, ma poi cominciò a pensare di risposarsi. Era un bell’uomo e trovare una fidanzata non gli era difficile; ma più di tutte gli piacque una vedovella. Essa era già d’una certa età, e aveva due figlie sue, su per giù coetanee di Vassilissa; era dunque un’esperta donna di casa e madre. Il mercante la sposò; ma s’era ingannato, perché non trovò in lei una buona madre per la sua figliola. Vassilissa era la più bella bambina del paese; la matrigna e le sorelle, invidiando la sua bellezza, la tormentavano imponendole ogni più duro lavoro, affinché dimagrisse dalla fatica e diventasse nera nera sotto il sole e il vento; proprio non la lasciavano vivere!

kinuku y craft

illustrazione di Kinuku Y Craft

Vassilissa sopportava tutto senza lamentarsi, diventando ogni giorno più bella e più piena; invece la matrigna e le sue figlie si facevano sempre più magre e più brutte dalla rabbia, pur standosene sempre sedute a far niente, come signore. Come succedeva? Era la bambola che aiutava Vassilissa. Altrimenti come avrebbe potuto cavarsela una bambina con tutto quel lavoro? Perciò Vassilissa magari non mangiava lei, ma per la bambola metteva da parte il boccone più gustoso; e la sera, quando tutti erano andati a dormire, lei si chiudeva nel bugigattolo dove viveva e dandole da mangiare le diceva: -Toh, bambolina, mangia di cuore e presta orecchio al mio dolore! Vivo a casa dal mio babbino, ma per me non c’ è nessuna gioia; la matrigna cattiva mi perseguita sin dall’alba. Insegnami: come debbo comportarmi? e cosa debbo fare? – La bambolina finisce di mangiare, poi la consiglia, calma il suo dolore, e al mattino tutto il lavoro di Vassilissa è fatto; mentre lei riposa al fresco e coglie i fiorellini, l’orto è ripulito, il cavolo preparato, e l’acqua portata e la stufa accesa. La bambola le mostra persino l’erba che preserva dall’abbronzatura. Era bello vivere con la bambolina.

kinuku y craft 2

illustrazione di Kinuku Y Craft

Passò qualche anno; Vassilissa crebbe e divenne una ragazza da marito. Tutti i giovanotti in paese gettavan gli occhi su Vassilissa; le figlie della matrigna invece nessuno le guardava. La matrigna, sempre più cattiva, rispondeva ai pretendenti: – Non darò la più piccola prima delle maggiori! – e respinti i giovanotti sfogava la sua cattiveria picchiando Vassilissa. Ecco che una volta il mercante dovette star via di casa a lungo, per i suoi affari. La matrigna andò a vivere in un’altra casa; dietro quella casa c’era un bosco fitto, e nel bosco, in una radura, stava una casetta, e nella casetta viveva la baba-jaga, che non lasciava avvicinare nessuno, e si mangiava gli uomini come pulcini. Trasferitasi nel nuovo paese, la mercantessa non faceva che mandare nel bosco, ora per questo ora per quello, la povera Vassilissa detestata; ma lei tornava sempre a casa, senza che le capitasse nulla: la bambolina le indicava la strada e non la lasciava avvicinare alla casetta della baba-jaga.

Venne l’autunno. La matrigna distribuì a tutte e tre le ragazze il lavoro serotino: a una diede da intrecciare un merletto, l’altra doveva far la calza e Vassilissa doveva filare; e tutto secondo le regole. Spense le luci in tutta la casa, lasciando una candela sola, là dove lavoravano le ragazze, e lei se ne andò a dormire. Le ragazze lavoravano. Ecco che la candela cominciò a filare; una delle figlie della matrigna prese le pinze per raddrizzare lo stoppaccino, ma invece, per ordine della madre, spense la candela, come se non l’avesse fatto apposta. – Che faremo adesso? – chiesero le ragazze, -in tutta la casa le luci sono spente, e i nostri doveri non sono finiti. Bisogna correre dalla baba-jaga e farsi dare un po’ di fuoco! -Per me, m’illumina abbastanza la luce che riflette il mio uncinetto! – disse quella che intrecciava il merletto, – io non vado. -Neanch’io vado, – disse l’altra, che faceva la calza, – a me vien chiaro dai ferri! – Tocca a te andare a cercare il fuoco, – gridarono entrambe, – corri dalla baba-jaga! – e spinsero Vassilissa fuori della stanza.

Vassilissa andò nella sua cameretta, pose dinanzi alla bambolina la cena preparata, e disse: – Toh, bambolina, mangia di cuore e porgi orecchio al mio dolore: mi vogliono mandare dalla baba-jaga a chiedere il fuoco; la baba-jaga mi mangerà! – La bambola mangiò, e i suoi occhi luccicarono come due candeline. – Non temere, piccola Vassilissa! – disse, – va’ dove t’han mandato, solo sta’ attenta a tenermi sempre vicino a te. Con me accanto, la baba-jaga non potrà farti niente -. Vassilissa si preparò ad andare, mise in tasca la sua bambolina e, fattasi il segno della croce, entrò nel folto del bosco. Cammina e trema. D’improvviso scalpita vicino a lei un cavaliere: era bianco, vestito di bianco, e il cavallo era bianco, e le redini eran bianche. Cominciò ad albeggiare.

Va avanti, ed ecco scalpitare un altro cavaliere: tutto rosso, vestito di rosso, su un cavallo rosso. Cominciò a sorgere il sole.

Dopo aver camminato tutta la notte e tutto il giorno solo la sera seguente Vassilissa sbucò nella radura dove stava la casetta della baba-jaga; lo steccato che l’attorniava era fatto d’ossa umane, sul recinto eran piantati crani umani, provvisti d’occhi; invece dei battenti, al portone, gambe umane; invece di chiavistelli, mani; invece della serratura, una bocca con denti aguzzi. Vassilissa impietrì dal raccapriccio.

D’un tratto arrivò un altro cavaliere: nero, tutto vestito di nero, su un cavallo nero; galoppò verso la porta della baba-jaga e scomparve, come inghiottito dalla terra. Sopraggiunse la notte. Ma l’oscurità non durò a lungo: in tutti ì crani del recinto si accesero gli occhi, e nella radura fu chiaro come in pieno giorno. Vassilissa tremava dallo spavento, ma non sapendo dove scappare restò ferma sul posto.

Presto s’udì nel bosco un terribile rumore: gli alberi scrosciavano, le foglie secche scricchiolavano; uscì dal bosco la baba-jaga: a cavalcioni su un mortaio, l’incitava col pestello, trascinandosi dietro la scopa. S’avvicinò al cancello e annusando attorno gridò:-Fu-fu! sa odore di russo! chi c’è qui? – In preda al terrore Vassilissa s’avvicinò alla vecchia e, inchinatasi profondamente, disse: – Sono io, nonna! Le figlie della matrigna mi hanno mandata a chiederti del fuoco. – Bene, – disse la baba-jaga, – le conosco; adesso vivi un po’ qui e lavora per me, e allora ti darò del fuoco ; se no, ti mangerò! – Poi si rivolse al cancello e gridò: – Ehi voi, chiavistelli miei forti, apritevi; cancelli miei larghi, spalancatevi! – I cancelli s’aprirono e la baba-jaga entrò fischiando; dietro a lei passò Vassilissa, poi tutto si richiuse di nuovo. Entrata in camera la baba-jaga si distese, e dice a Vassilissa: – Dammi un po’ quel che c’è nella stufa, voglio mangiare. Vassilissa accese uno stecco di legno a quei crani che stavan sulla staccionata e cominciò a tirar fuori il cibo dalla stufa e a porgerlo alla strega; ce n’era per dieci persone; portò dalla cantina sidro, miele, birra e vino. La vecchia mangiò e bevve tutto; a Vassilissa restò solo un po’ di minestra di cavoli, una crosta di pane e un pezzetto di porchetta. La baba-jaga si preparò a dormire, e dice:- Guarda, domani, quando me ne andrò, tu pulisci il cortile, spazza la casa, prepara il pranzo, lava la biancheria, poi va’ alla madia, prendi uno staio di grano e puliscilo dal loglio. E che sia tutto pronto, se no ti mangio! – Dopo aver dato quegli ordini la baba-jaga si mise a russare; allora Vassilissa pose dinanzi alla bambola i resti della cena della vecchia, pianse e disse: – Toh, bambolina, mangia di cuore, e porgi orecchio al mio dolore! la baba-jaga m’ha dato un lavoro pesante, e minaccia di mangiarmi se non l’eseguo tutto; aiutami! – La bambola rispose: – Non temere bella Vassilissa, prega, e mettiti a dormire; la notte porta consiglio!

bilibin 4

illustrazione di Ivan Bilibin

Al mattino presto Vassilissa si svegliò, la baba-jaga era già in piedi; la bambina guardò dalla finestra: gli occhi dei crani si spegnevano; poi apparve il cavaliere bianco, e albeggiò. La baba-jaga uscí nella corte, fischiò, dinanzi a lei comparve il mortaio col pestello e la scopa. Guizzò il rosso cavaliere, e comparve il sole. La baba-jaga sedette sul mortaio e uscí dalla corte, incitandolo col pestello, trascinando dietro la scopa. Rimasta sola Vassilissa ispezionò la casa della strega, si meravigliò dell’abbondanza d’ogni cosa e rimase perplessa da dove cominciare il lavoro. Guarda meglio, e vede che è già tutto fatto; la bambolina stava togliendo dal grano gli ultimi semi di loglio.

– Ah, tu sei la mia salvatrice! – le disse Vassilissa, – tu m’hai liberato d’ogni pena. – Non ti resta che da preparare la cena, – rispose la bambolina scivolando nella sua tasca, preparala e riposati, e buon pro ti faccia! A sera Vassilissa apparecchiò la tavola, e attese la baba-jaga. Cominciava ad annottare; dietro il cancello guizzò il cavaliere nero, e fu buio completo; solo gli occhi dei teschi scintillavano. Gli alberi scrosciarono, le foglie scricchiolarono: arriva la baba-jaga. Vassilissa le andò incontro. -Fatto tutto? – chiede la strega. – Guarda tu stessa, se vuoi, nonna! – dice Vassilissa. La baba-jaga osservò tutto; s’irritò di non trovar niente da ridire, e disse: – Va bene! – Poi gridò: – Servi miei fedeli, amici sinceri, portate via il mio grano! – Apparvero tre paia di mani che afferrarono il grano e lo portarono lontano dai suoi occhi. La baba-jaga mangiò, si preparò per andare a letto, e di nuovo diede ordine a Vassilissa:- Domani farai lo stesso che hai fatto oggi; e in soprappiú prenderai dalla madia i semi di papavero e li pulirai dalla terra che contengono, semino per semino; chi sa chi è che per rabbia li ha mescolati alla terra! – Cosi disse la vecchia, poi si voltò verso il muro e dormì della grossa; e Vassilissa si mise a rifocillare la sua bambolina. Mangiato che ebbe, la bambola le disse come il giorno prima: – Prega Iddio e mettiti a dormire; la notte porta consiglio, tutto sarà fatto, mia piccola Vassilissa! Al mattino la baba-jaga uscí di nuovo dalla corte a cavalcioni del mortaio, e Vassilissa con la bambola fece subito tutto il lavoro.

Tornò la vecchia, guardò ogni cosa, e gridò: – Servi miei fedeli, amici sinceri, spremete olio dai semi di papavero! – Comparvero tre paia di mani, afferrarono i semi e li portarono via dallo sguardo. La baba-jaga si sedette a cenare; mentre lei mangia, Vassilissa resta in piedi, silenziosa. – Perché non mi parli? – dice la baba-jaga, – stai lì come una muta! – Non oso, – risponde Vassilissa, – ma se permetti, vorrei chiederti qualcosa. – Parla, però non tutte le domande portano buon pro; molto saprai, presto invecchierai! – Voglio chiederti, nonna, solo una cosa che ho visto: quando venni da te mi sorpassò un cavaliere su un cavallo bianco, lui stesso era bianco, tutto vestito di bianco; chi è? – Quello è il mio giorno chiaro, – rispose la baba-jaga. – Poi mi raggiunse un altro cavaliere su un cavallo rosso, era rosso lui pure, tutto vestito di rosso; chi è? – Quello è il mio bel solicello! – rispose la baba-jaga. – E cos’è il cavaliere nero, che mi raggiunse proprio sulla tua porta, nonna? – Quella è la notte mia tenebrosa. Son tutti e tre miei servi fedeli!

Vassilissa si ricordò le tre paia di mani, e tacque. – Perché non chiedi ancora? – disse la baba-jaga. – Mi basta così; tu stessa hai detto, nonna, chi molto sa, presto invecchia. – Bene, – disse la baba-jaga, – è bene che tu domandi solo di quel che hai visto fuori della corte, e non dentro la corte! Non amo la gente che sparge le chiacchiere fuori di casa, la gente troppo curiosa me la mangio!

Adesso domando io: come riesci a fare il lavoro che ti assegno?

-Mi aiuta la benedizione di mia madre, – rispose Vassilissa. – Ah, è così? vattene via, figlia benedetta; non servono a me i benedetti! – Trascinò Vassilissa fuori dalla camera, la spinse al di là del cancello, strappò dallo steccato un cranio dagli occhi che ardevano, e, infilatolo al bastone, glielo diede e disse: – Eccoti il fuoco per le figlie della matrigna, portalo. È ben per questo che t’hanno mandato qui. Vassilissa si gettò di corsa verso casa, alla luce del teschio, che si spense solo sul far del giorno; finalmente la sera del giorno dopo raggiunse la sua casa. Avvicinatasi al cancello, essa avrebbe voluto gettare il teschio; certo a casa non avran più bisogno del fuoco, pensa fra sé. Ma all’improvviso s’udì una voce profonda uscire dal teschio: – Non gettarmi via, portami alla matrigna!

bilibin 5

illustrazione di Ivan Bilibin

Guardò verso la casa della matrigna e non vedendo illuminata neppure una delle finestre, decise di andar là col teschio. Per la prima volta le vennero incontro con mille moine e le raccontarono che da quando lei se n’era andata, non avevano avuto fuoco in casa: loro non erano state capaci d’accenderlo, e qualunque fuoco portato dai vicini si spegneva subito, non appena entravano in camera. – Magari il tuo fuoco terrà! – disse la matrigna. Portarono il cranio nella camera; e gli occhi del teschio sembravan fissare la matrigna e le sue figlie, ardendo sempre più! Quelle avrebbero voluto nascondersi, ma non sapevano dove rannicchiarsi: gli occhi le seguivano dappertutto; sul far del giorno erano completamente ridotte in cenere; solo Vassilissa non fu toccata.

Al mattino Vassilissa seppellì il teschio sotto terra, chiuse l’uscio col catenaccio, andò in città e chiese a una vecchietta senza parenti di lasciarla vivere con lei, aspettando il ritorno del padre. E dice alla vecchia: – Mi annoio a non far niente, nonna! va’ e comperami del lino, del migliore; almeno potrò filare-. La vecchietta comperò del buon lino; Vassilissa si mise al lavoro; il filato s’ammonticchiava vicino a lei, preciso, sottile come un capello; ne radunò molte matasse. Era tempo ormai di mettersi alla tessitura, ma non si trovavano telai adatti al filo di Vassilissa, e nessuno volle fargliene. Lei cominciò a chiedere alla sua bambolina, e quella dice: – Portami qualche vecchio telaio da filare, e del crine di cavallo; e io arrangerò tutto. Radunato tutto quel che occorreva, Vassilissa si mise a letto, e durante la notte la bambola preparò un ottimo telaio. Alla fine dell’inverno la tela era tessuta, ma una tela così sottile che si poteva farla passare attraverso la cruna d’un ago, come un filo. A primavera la sbiancarono, e Vassilissa dice alla vecchia: – Nonna, vendi questa tela e i soldi tienili per te -. La vecchia guardò la stoffa e rimase senza fiato: – No, figlia mia, nessuno potrebbe indossare questa tela al di fuori dello zar; la porterò a corte -. Andò alla reggia, e si mise a camminare avanti e indietro, proprio sotto le finestre. Lo zar la vide e le chiese: – Ti serve qualcosa, vecchietta? – Maestà, – risponde la vecchia, – ho portato una merce rara; non voglio mostrarla a nessun altro che a te -. Lo zar ordinò di lasciarla entrare da lui, e quando vide la tela rimase tutto stupito. – Quanto ne vuoi? – chiese lo zar. – Non ha prezzo, piccolo padre zar! Te l’ho portata in dono -. Lo zar la ringraziò e la mandò indietro carica di regali.

Con quella tela si misero a cucire delle camicie per lo zar. Le tagliarono, ma non poterono trovare una cucitrice che si prendesse l’incarico di cucirle. Cercarono a lungo, finché lo zar chiamò la vecchia e le disse: – Tu che hai saputo filare e tessere una tela come questa, sappi anche cucirne delle camicie. – Non io ho filato e tessuto la tela, o sovrano, – disse la vecchia, – questo è lavoro della mia trovatella. – Che le cucia lei, allora! – Tornata a casa la vecchia raccontò tutto a Vassilissa. -Lo sapevo io che questo lavoro non sarebbe sfuggito alle mie mani, – rispose lei. Si chiuse nella sua cameretta e si mise all’opera; cuciva senza neanche appoggiar le mani, e presto fu pronta una dozzina di camicie. La vecchia le portò allo zar; Vassilissa intanto si lavò, si pettinò, si vestì e sedette accanto alla finestra. Se ne sta seduta e aspetta cosa accadrà. Guarda: nel cortile, dalla vecchia, arriva un servo dello zar; entra nella stanza e dice:

– Lo zar sovrano vuol vedere l’artista che gli ha lavorato le camicie, e ricompensarla con le sue mani di zar -. Quando lo zar vide Vassilissa la Bella s’innamorò di lei di colpo, da perderne la ragione. – No, bellezza mia! – dice, – io non mi separerò da te; tu sarai mia sposa -. Qui lo zar prese Vassilissa per le bianche mani, la fece sedere accanto a sé e lì si celebrarono le nozze. Presto fece ritorno anche il padre di Vassilissa, che fu tutto contento di quel matrimonio, e restò a vivere con lei. Vassilissa prese con sé la vecchietta; e finché visse portò sempre in tasca la bambolina.

kinuku y craft 6

illustrazione di Kinuku Y Craft

Pubblicato in Fiaba | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Tempo di Pasqua. Un libro per respirare resurrezione e speranza. L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono.

Tempo di Pasqua. Un libro per respirare resurrezione e speranza. L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono. Semplicemente uno dei miei libri imprescindibili.

Uno di quei libri che sfuggono dalle mani dell’autore, che ne avrebbe voluto fare un racconto “per rendere piacevole piantare gli alberi”, per diventare un inno alla creatività umana, al tempo che matura e fa crescere, alla speranza, alla rinascita, alla responsabilità di ogni uomo, ogni singolo uomo, di fronte al mondo. Resurrezione la chiama l’autore, appropriatamente richiamando il cuore del cristianesimo, perché con quale altro termine potremmo chiamare il passaggio dalla morte di ogni cosa, persino della speranza, alla rinascita di ogni cosa, di alberi e senso, persino della speranza, se non resurrezione?

Altro da manifesto ecologista (come si spaccia in alcune introduzioni) è più un inno al creato, al creatore e alla sua creatura, così credibile che anche oggi in molti pensano che sia una storia vera. Scritto nel 1953, nel 1987 ne viene tratto da Frédérick Back un delicatissimo film di animazione, che trovate anche su youtube che vince il premio Oscar. Dal 2008 è pubblicato da Salani in varie edizioni con e senza dvd. Un racconto di quelli di cui si può proprio dire, consigliato dai 3 ai 99 anni, piacerà a noi come ai bambini che si raduneranno per sentirci leggerlo, che varrà per il nonno che ha fatto la guerra, che tra le pagine echeggia di lontano, e che leggerà la pestifera undicenne per cui i libri sono belli se sono “corti”, binomio non sempre vero, ma in questo caso eccome se è vero!

Ne ho quattro edizioni diverse, oltre al libro con dvd, ho un’edizione pop-up del 2010 illustrata da Joelle Jolivet, poi un’edizione illustrata da Tullio Pericoli del 2012.  E quella del 2016 illustrata da Peppo Bianchessi. Le immagini entrano nel testo, alle volte sono le parole stesse che divengono immagini, come annotazioni a margine, poi invadono la pagina e riscrivono la storia. Un di più di bellezza e di senso. 

Di cosa parla questo libro? Semplicemente parla di

Elzéard Bouffier….. quel vecchio contadino senza cultura che ha saputo portare a buon fine un’opera degna di Dio

senza speranza

La loro condizione era senza speranza……..Ora tutto era cambiato

un'atleta di Dio

Era un atleta di Dio

disegni della Provvidenza

Tutto quel che c’è d’imprevedibile nei disegni della Provvidenza

voglia di abitare

pop up fine

resurrection

Vidi che avevano costruito una fontana; l’acqua vi era abbondante e, ciò che soprattutto mi commosse, vidi che vicino a essa avevano piantato un tiglio di forse quattro anni, già rigoglioso, simbolo incontestabile di una resurrezione. In generale Vergons portava i segni di un lavoro per cui era necessaria la speranza. La speranza era dunque tornata.

Pubblicato in Io leggo le figure, Libri | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Pasqua, di Ada Negri. Una poesia per la S.Pasqua

Pasqua, di Ada Negri. Se è vero, ed è vero, che leggere e imparare le poesie, a memoria, ti rende libero il cervello, ti fa guardare le cose e le faccende con occhi lavati dall’ovvio, con certe poesie lo è ancora di più.

la-primavera

PASQUA

di Ada Negri

Io canto la canzon di primavera,

andando come libera gitana,

in patria terra ed in terra lontana,

con ciuffi d’erba ne la treccia nera.

E con un ramo di mandorlo in fiore

a le finestre batto e dico: Aprite,

Cristo è risorto e germinan le vite

nove e ritorna con l’ApriI l’amore!

Amatevi fra voi, pei dolci e belli

sogni ch’oggi fioriscon su la terra,

uomini della penna e de la guerra

uomini de le vanghe e dei martelli.

Schiudete i cuori: in essi erompa intera

di questo dì l’eterna giovinezza;

io passo e canto che vita è bellezza,

passa e canta con me la primavera.

Resurrezione, Piero della Francesca

Resurrezione di Piero della Francesca

Pubblicato in Frasi per pensare, Quasi il Paradiso | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

La leggenda del corniolo. Leggende della S. Pasqua

La leggenda del corniolo. Un’altra bella leggenda della S. Pasqua nata dall’osservazione della natura, in questo caso l’albero del corniolo ed in particolare il suo fiore.

 

legend-of-dogwood

 

cornioloUna vecchia e bella leggenda dice che, al momento della crocifissione, il corniolo era paragonabile per dimensioni alla quercia e agli altri grandi re della foresta. Per la sua robustezza e durezza era stato selezionato come legno da utilizzare per la croce di Gesù Cristo, e il corniolo era angosciato e triste per essere stato scelto per un uso così crudele. Vedendo e sentendo questo, Gesù crocifisso nella sua delicata pietà per il dolore e la sofferenza di tutti disse: “A causa del suo dolore e pietà per le mie sofferenze, mai più l’albero di corniolo potrà crescere così grande da essere usato per fare una croce. D’ora in poi sarà sottile, piegato e contorto e i suoi fiori saranno a forma di croce – due petali lunghi e due più corti. Al centro del bordo esterno di ogni petalo ci saranno i segni dei chiodi – marrone con ruggine e macchiati di rosso – e nel centro del fiore ci sarà una corona di spine, e tutti coloro che lo vedranno, ricorderanno la passione del Figlio di Dio e la pietà del corniolo “.

fiore del corniolo

D’ora in poi sarà sottile, piegato e contorto e i suoi fiori saranno a forma di croce – due petali lunghi e due più corti. Al centro del bordo esterno di ogni petalo ci saranno i segni dei chiodi – marrone con ruggine e macchiati di rosso – e nel centro del fiore ci sarà una corona di spine

 

 

Pubblicato in Leggende | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento