#6FIABE DI RINASCITA
PER 6 DOMENICHE
TERZA DOMENICA
LA ROSA PIÙ BELLA DEL MONDO
DI HANS CHRISTIAN ANDERSEN
EDIZIONE INTEGRALE
ANNOTATA DA ANNALENA VALENTI
Per la terza domenica di quaresima, essendo l’8 marzo, vi propongo una fiaba che ha come personaggi principali una donna, anzi una regina e una rosa, anzi la rosa più bella del mondo.
Anche se alla fine scoprirete che … c’è anche un altro personaggio.
Non credo ci sia una sola fiaba di Andersen in cui non ci siano rose e non solo come adornamento, come sfondo di una storia, come vezzo estetico casuale, (che niente sia mai casuale è forse la prima legge di ogni fiaba che si rispetti) ma bellezza piena di bene, di vero, di senso, … e di spine.
Questa delle spine è una di quelle cose che ci piacerebbe tanto dimenticare, o almeno non trovarla nelle storie, soprattutto in quelle da far leggere ai bambini, ma, c’è un ma… ho appena fatto i compiti con Nicho!!
… che doveva leggere una storia, che faceva finta di essere una favola, per poter dare i consigli del giorno ai bambini (tipo devi leggere un libro la sera… per far addormentare un drago!!!). Morale: Nessuna avventura, nessun dramma, nessuna identificazione e nessuna gioia finale. Per tornare alla nostra fiaba di oggi, nessuna spina e nessuna rosa più bella del mondo. Nessun realismo, nessun senso e… ci credo che i bambini smettono di leggere. (breve intermezzo dovuto)
La Rosa più bella del mondo è una fiaba breve, una storia d’amore, una verosimile parabola.
L’esordio è il più classico di ogni fiaba, la richiesta di una cosa impossibile: -la regina sta morendo… portatele la rosa più bella del mondo e lei non morirà. –
Qual è la rosa più bella, quella che è espressione dell’amore più alto e più puro? Comincia la ricerca.
Una fiaba d’amore in cui l’annotazione da tenere in mente è tutta concentrata in quella frase evangelica che ne contiene il senso: – Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. – Una fiaba con cui parlare ai bambini della morte e resurrezione di Cristo, dell’inevitabile dolore e della vita che da quando Lui è risorto, rinasce, ricomincia sempre.
E noi abitanti del Regno di Feeria siamo troppo realisti e osservatori per non aver visto tante di quella volte nella storia dell’uomo applicare alla lettera quella frase per ritenerla … solo roba da fiabe.
Potete trovare questa fiaba nel libro Aspettando Pasqua. Il prodigioso duello, 25 storie di intrepida speranza, Comunica. Con il Podcast delle storie lette da Mariarosa Grieco. Trovate qui la presentazione del libro, e qui il Podcast.
Il libro è in vendita su Amazon e sul sito dell’editore dove troverete anche la scheda di presentazione e l’introduzione
La Rosa più bella del mondo
di Hans Christian Andersen
C’era una volta una regina potente, nel cui giardino si trovavano i fiori più belli per ogni stagione dell’anno, provenienti da tutti i paesi del mondo, ma soprattutto erano le rose che lei amava, e per questo possedeva le varietà più diverse, dalla siepe selvatica con le foglie verdi profumate di mela alla più bella rosa di Provenza, e crescevano lungo le mura del castello, avvolgendosi intorno ai pilastri e ai davanzali, nei corridoi e lungo il soffitto di tutte le sale; e le rose cambiavano in profumo, forma e colore.
Ma dentro vi abitavano il dolore e la tristezza; la regina giaceva sul suo letto malata e i dottori dicevano che sarebbe morta.
– Esiste un modo per salvarla! – disse il più saggio tra loro.
– Portatele la rosa più bella del mondo, quella che è espressione dell’amore più alto e più puro: se arriverà davanti ai suoi occhi prima che si spengano, lei non morirà.

Giovani e vecchi venivano da ogni parte con rose, le più belle che fiorivano in ogni giardino, ma quelle rose non erano quella giusta; bisognava cogliere il fiore nel giardino dell’amore; ma quale rosa era l’espressione dell’amore più alto, del più puro?
E i poeti cantavano della rosa più bella del mondo, ognuno cantava la sua. E furono inviati messaggi in lungo e in largo a ogni cuore che batteva innamorato, messaggi furono inviati a persone di ogni ceto ed età.
– Nessuno ha ancora fatto il nome del fiore. – disse il saggio – Nessuno ha indicato il luogo in cui è sbocciata la sua gloria. Non sono le rose della bara di Romeo e Giulietta o della tomba di Valborg, anche se quelle rose profumeranno sempre attraverso la leggenda e il canto, non sono le rose che germogliano dalle lance insanguinate di Winkelried, dal sangue che sgorga sacro dal petto dell’eroe che muore per la patria, benché morte non sia più dolce, né rosa più rossa di questo sangue che così scorre. Né è il magico fiore della Scienza, per ottenere il quale un uomo dedica molte ore della sua giovane vita in notti insonni, in una camera solitaria.
– So dove fiorisce – disse una madre beata, che con il suo bambino venne al capezzale della regina – So dove si trova la rosa più bella del mondo! La rosa che è l’espressione dell’amore più alto e più puro. Sboccia sulle guance arrossate del mio dolce bambino quando, ristorato dal sonno, apre gli occhi e mi sorride con tutto il suo amore!
– Quella rosa è bella, ma ce n’è una più bella! – disse il saggio.
– Sì, una molto più bella. – disse una delle donne – L’ho vista, non sboccia rosa più sublime e più pura. Ma è bianca, come le foglie di una rosa tea. L’ho vista sulle guance della regina. Si era tolta la sua corona d’oro e, nella lunga e triste notte, portava in braccio il suo bambino malato, piangeva per lui, lo baciava e pregava per lui come solo una madre può pregare in quell’ora di angoscia.
– Santa e meravigliosa nel suo potere è la rosa bianca del dolore, eppure non è quella!
– No, la rosa più bella del mondo l’ho vista davanti all’altare del Signore – disse il vecchio devoto vescovo – L’ho vista splendere, sembrava il volto di un angelo. Le fanciulle andavano all’altare della comunione, rinnovavano la loro alleanza battesimale e sulle loro giovani guance divamparono e impallidirono rose; una giovane fanciulla stava lì; guardò con tutta la sua anima piena di purezza e amore verso il suo Dio: era l’espressione dell’amore più puro e più alto!
– Sia benedetta! – disse il saggio – Ma nessuno di voi ha ancora fatto il nome della rosa più bella del mondo.
Poi un bambino entrò nella stanza, il figlioletto della regina; c’erano lacrime nei suoi occhi e sulle sue guance; portava un grande libro, la rilegatura era di velluto, con fermagli d’argento.
– Madre! – disse il piccolo – Oh, ascolta quello che ho letto! – e il bambino sedette accanto al letto e lesse dal libro di Colui che diede se stesso alla morte di croce per salvare gli uomini, anche le generazioni non nate – Nessuno ha un amore più grande! –
E un bagliore di rosa passò sulle guance della regina, i suoi occhi divennero così grandi e limpidi, perché vide sorgere dalle pagine del libro la rosa più bella del mondo, l’immagine di quella che scaturì dal sangue di Cristo sull’albero della croce.
– La vedo! – lei disse – Non morirà mai chi vede la rosa più bella del mondo!
Il libro di Pasqua e le #6fiabe di rinascita
- Introduzione al percorso e la storia Il brigante e gli Angeli di Valeria De Domenico
- Il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen. Qui la fiaba annotata con il l testo in PDF da scaricare e stampare
- Il Giovane Re, di Oscar Wilde. Qui la fiaba annotata
Trovate a questa pagina il testo in PDF da scaricare e stampare con anche qualche esempio di “Giovani Re e regalità” del nostro mondo - La rosa più bella del mondo, di Hans Christian Andersen. Qui il PDF da scaricare e stampare
Qui trovate le fiabe di Andersen e tutte le altre pubblicate.
