La Primavera, di Grazia Deledda. Prima (e unica) donna italiana Nobel per la letteratura

Per questo 8 marzo 2021, voglio dedicare alle amiche e a tutte le donne questa poesia di Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura nel 1926, prima e unica donna italiana ad averlo mai vinto. Voglio dedicarla in particolare alle ragazze, che mirino sempre in alto, a cose grandi, come ha fatto la giovane Grazia che, pur mantenendo salde e forti radici sarde, aveva “un irresistibile miraggio del mondo”, conquistandolo definitivamente col premio Nobel. L’altro augurio è di essere sempre riconoscibili anche se non riconosciute, siamo in buona compagnia se a una scrittrice straordinaria come la Deledda, che ha saputo parlare “al cuore dell’uomo”, non è bastato un Nobel per la letteratura (unica donna in Italia) per essere archiviata.

Prima di donarvi la poesia, perché sia ben chiaro qual è stato e qual è il grande valore di questa autrice dimenticata e nascosta (un po’ come la “nordica” Ada Negri, con cui condivide, oltre all’ostracismo della cultura italiana, la passione per la natura e la realtà, come si vede nella poesia che segue, e uno sguardo che spazia oltre), ecco, prima della poesia, vi riporto alcune frasi tratte dal discorso pronunciato dall’Accademia al conferimento del Nobel alla scrittrice.
Scusate se mi dilungo un po’, ma veramente se vogliamo dare esempi forti e degni alle nostre ragazze, questa è una donna straordinaria da ricordare.


Leggendo il discorso, sotto trovate il link, a parte lo sconcerto nel capire che è sicuramente stata l’intellighenzia italiana, quella che si reputa superiore, a relegarla in soffitta (un premio Nobel!!!!) catalogandola come arcaica in quanto sarda o viceversa, e mi son fatta persuasa che anche il forte sentimento religioso deve aver contribuito a cancellarla dalle antologie, e non è il primo caso certo, mi sono resa conto che la Deledda ha proprio saputo parlare al cuore di ogni uomo, pur intessendo i suoi romanzi, e novelle, di quanto più sardo possa esistere. Lo capirete meglio da queste parole, tratte dal discorso alla consegna del Nobel il 10 dicembre 1927 (Il Nobel è del 1926, ma consegnato nel 1927).

… Come pittrice della natura ha pochi eguali nella letteratura europea. Non spreca inutilmente i suoi vividi colori; ma anche allora, la natura che lei descrive ha le linee semplici e ampie dei paesaggi antichi, … È una natura meravigliosamente vivace in perfetta armonia con la vita psicologica dei suoi personaggi. Come una vera grande artista, riesce a incorporare la sua rappresentazione dei sentimenti e dei costumi delle persone nelle sue descrizioni della natura.

Nei romanzi di Grazia Deledda più che nella maggior parte degli altri romanzi, l’uomo e la natura formano un’unica unità. Si potrebbe quasi dire che gli uomini sono piante che germinano nel suolo stesso della Sardegna. La maggior parte di loro sono semplici contadini con sensibilità e modi di pensiero primitivi, ma con qualcosa in loro della grandiosità dell’ambiente naturale sardo. Alcuni di loro raggiungono quasi la statura delle figure monumentali dell’Antico Testamento. E per quanto possano sembrare diversi dagli uomini che conosciamo, ci danno l’impressione di essere incontestabilmente reali, di appartenere alla vita reale. Non assomigliano in alcun modo a burattini teatrali. Grazia Deledda è una maestra nell’arte di fondere il realismo con l’idealismo.

… una visione seria e una profonda impronta religiosa. È spesso triste, ma mai pessimista. Crede che le forze del bene alla fine trionferanno nella lotta per la vita.

Alfred Nobel voleva che il Premio per la letteratura fosse assegnato a qualcuno che, nei suoi scritti, aveva donato all’umanità quel nettare che infonde la salute e l’energia di una vita morale. Conformemente ai suoi desideri, l’Accademia Svedese ha assegnato il Premio a Grazia Deledda, «per i suoi scritti idealisticamente ispirati che con plastica chiarezza dipingono la vita nella sua isola natale e con profondità e simpatia affrontano i problemi umani in generale».

Non solo questo, ma al banchetto, l’arcivescovo Nathan Söderblom, membro dell’Accademia svedese, si è rivolto alla Deledda, simpaticamente e semplicemente in italiano, dicendole queste bellissime parole, che ho il dubbio non siano mai state riportate in italiano da nessuno (certo che siamo un popolo strano!!!!):

Cara signora – Il proverbio dice: “Tutte le strade portano a Roma”. Nella sua opera letteraria, tutte le strade portano al cuore dell’uomo. Non ci si stanca mai di ascoltare con affetto le sue leggende, i suoi misteri, conflitti, ansie e desideri eterni. I costumi così come le istituzioni civili e sociali variano a seconda dei tempi, del carattere e della storia nazionale, della fede e della tradizione, e dovrebbero essere rispettati religiosamente. Fare altrimenti e ridurre tutto a un’uniformità sarebbe un crimine contro l’arte e la verità. Ma il cuore umano e i suoi problemi sono ovunque gli stessi. L’autore che sa descrivere la natura umana e le sue vicissitudini nei colori più vividi e, cosa più importante, che sa indagare e svelare il mondo del cuore, un tale autore è universale, anche nel suo confino locale.
Lei, signora, non si limita all’uomo; svela, prima di tutto, la lotta tra la bestialità dell’uomo e l’alto destino della sua anima. Per lei la strada si allunga. Ha visto il cartello stradale che molti viaggiatori passano senza accorgersene. Per lei la strada conduce a Dio. Per questo crede nella rinascita nonostante il degrado e la fragilità dell’uomo. Sa che è possibile bonificare la palude in modo che diventi terra ferma e fertile. Pertanto, un raggio luminoso brilla nei suoi libri. Attraverso l’oscurità e la miseria umana fa risplendere il conforto della luce eterna.

Più leggo queste parole e più sono basita dalla censura fatta a questa autrice, dal suo incasellamento in un ambito ristretto e regionale. Vi invito a leggerla, personalmente mi piacciono molto le sue novelle, che comprendono anche fiabe e leggende sarde, e tra i romanzi il mio preferito è “Canne al vento”. Sto per leggere “La fuga in Egitto” e il romanzo su una mia omonima “Annalena Bilsini”. Cercherò di pubblicare i racconti con descrizioni sulla natura, tra quelle particolarmente adatti ai bambini o ragazzi. Sotto il link a quello che ho già pubblicato.

Ed ecco la poesia. Mi ha fatto ricordare Ada Negri, a entrambe sicuramente scorreva nelle vene sangue e speranza.

La Primavera

L’inverno aveva rinfrescato anche
il colore delle rocce. Dai monti scendevano,
vene d’argento, mille rivoletti silenziosi,
scintillanti tra il verde vivido dell’erba.
Il torrente sussultava in fondo alla valle tra
i peschi e i mandorli fioriti. E tutto era puro,
giovane, fresco, sotto la luce.

  • Alla consegna del Nobel la Deledda, riservata e non abituata a discorsi, ringraziò solamente. Negli ultimi anni della vita però, registrò questo discorso, una sorta di testamento, che qualcuno riporta come scritto per il Nobel.

Sono nata in Sardegna. La mia famiglia, composta di gente savia ma anche di violenti e di artisti primitivi, aveva autorità e aveva anche biblioteca. Ma quando cominciai a scrivere, a tredici anni, fui contrariata dai miei.
Il filosofo ammonisce: se tuo figlio scrive versi, correggilo e mandalo per la strada dei monti; se lo trovi nella poesia la seconda volta, puniscilo ancora; se fa per la terza volta, lascialo in pace perché è un poeta. Senza vanità anche a me è capitato così.
Avevo un irresistibile miraggio del mondo, e soprattutto di Roma. E a Roma, dopo il fulgore della giovinezza, mi costruii una casa mia dove vivo tranquilla col mio compagno di vita ad ascoltare le ardenti parole dei miei figli giovani.
Ho avuto tutte le cose che una donna può chiedere al suo destino, ma grande sopra ogni fortuna la fede nella vita e in Dio.
Grazia Deledda

Se volete ascoltarlo dalla voce della Deledda

  • Questo è il link all’intero discorso in inglese per il conferimento del premio Nobel.
  • Dell’autrice ho pubblicato una fiaba “Nostra Signora del Buon Consiglio“, e un racconto Natalizio “Il dono di Natale”
  • Trovate le poesie di Primavera e tutte le altre del blog alla pagina Poesie e filastrocche. Ho notato che ormai sono specializzata in autori dimenticati e cancellati dalle antologie, d’altronde mi occupo … di fiabe,… più cancellate di loro!!! 🙂
  • Le foto del post sono state fatte in Sardegna dalla sottoscritta. In primavera.

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