Il Libro che divenne un Bambino: Maria e il segreto di Nazaret.
Una storia di mattoni, gatti spaventati e le pagine di un libro.
Dell’amico Giuseppe Luppino, di Recanati, già Bibliotecario presso UniMc
Non è la prima volta che Mammaoca ospita amici che raccontano belle storie. Il 25 marzo è la festa dell’Annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria, ne ho già scritto sul blog raccontando per voi e i vostri bambini in quanti modi e paesi si è manifestato l’incredibile annuncio dell’Incarnazione del Dio Eterno in un bambino. Li riporto nei link a fondo pagina.
L’amico Giuseppe vive a Recanati, è stato bibliotecario all’università di Macerata, ama i libri, ça va sans dire, è un profondo conoscitore di Leopardi, ça va sans dire 2, e del Santuario della Santa Casa di Loreto, ça va sans dire 3 e… sa scrivere!!! Soprattutto sa raccontare storie ai bambini, con intelligenza associata a semplicità e meraviglia, e sa “narrare i quadri”. Ha “letto” la storia dell’Annunciazione attraverso due quadri e la racconta per noi. Chissà se ci racconterà altro bambini? Magari qualche poesia e libro di Leopardi o la storia della Santa Casa di Loreto trasportata dagli Angeli… Pensate che bello!
Grazie Giuseppe
“C’era una volta una ragazzina di nome Maria.
Era il 25 marzo di oltre 2000 anni fa…”.
Ma non è una favola, bambini, è un fatto accaduto veramente! E per raccontarlo Dio stesso ha usato dei veri mattoni, un gatto spaventato e un libro. Maria, infatti, viveva a Nazaret in una casetta di mattoni (quella che oggi potete andare a toccare a Loreto, perché da laggiù trasportata dagli Angeli) e faceva una cosa bellissima: leggeva.
- Due quadri, una sola Storia
Per capire cosa è successo a Maria, dobbiamo guardare almeno due “fotografie” diverse dell’Annunciazione. Una è il quadro di Lorenzo Lotto (quello col gatto!), conservato nella mia Recanati; l’altra è il bassorilievo di marmo che decora la Santa Casa di Loreto realizzato dal Sansovino. In entrambe le raffigurazioni Maria sta leggendo. Ma attenzione: Maria non sta studiando per un esame, non leggeva per studiare; ma per preparare il cuore ad un Imprevisto. Il libro era come una mappa del tesoro, e lei stava cercando il Tesoro proprio tra quelle pagine. Sta leggendo per vedere se Dio mantiene le sue promesse.
Avete presente quando a scuola o a casa leggiamo un libro e ci sembra che parli proprio di noi? Maria faceva proprio così. Leggeva le promesse di Dio scritte nei Testi sacri, e diceva: “Ma quando accadrà? Quando verrai a trovarmi?”
- Il “Sussulto” di Lotto
Guardate l’Annunciazione di Lotto. È un terremoto! L’Angelo entra in casa come un uragano. Il gatto scappa col pelo dritto perché ha visto l’Imprevisto! E Maria? Maria si volta di scatto, quasi spaventata. Il libro è lì sul leggio alle sue spalle, ma lei lo ha quasi dimenticato. Perché? Perché quando il Signore è davanti a te in carne e ossa, non hai più bisogno della carta. La Presenza ha vinto sulla pagina! È lo shock di chi vede che la storia non è più scritta in un libro, ma è lì, viva, nella stanza.

- Il “Segno” di Loreto: il dito che aspetta
Ma se andate a Loreto, sulla facciata centrale dell’ornamento marmoreo della Santa Casa, c’è un dettaglio incredibile. Lì Maria non scappa: lì Maria si volta candidamente verso l’angelo Gabriele e tiene il dito tra le pagine del libro. Perché quel dito? Perché è il segno dell’Appartenenza. Maria sta dicendo: “Aspetta, Angelo! Stavo proprio leggendo di Te!”. Tenere il segno significa che quello che c’è scritto nel libro e quello che sta succedendo nel suo grembo sono la stessa cosa. La Sacra Scrittura, tutte le profezie si stanno avverando in quel momento! Il libro di pelle (la pergamena) sta diventando la pelle del Bambino Gesù. L’inchiostro si fa sangue.
Sapete, vero, di cosa erano fatti i libri ai tempi di Maria? Di pergamena, cioè di pelle! Questo è il segreto: quel libro era già un po’ “vivo”. Come diceva il grande studioso Jean Leclercq, Maria “masticava” le parole. Le mangiava con gli occhi e con il cuore finché quelle parole non diventavano parte di lei. C’è un legame magico: la pelle del libro stava preparando la pelle del Bambino Gesù. L’inchiostro nero si stava trasformando in sangue rosso.


- Maria: la nostra Mammaoca (va bene osare ma… Nota di MammaOca)
Maria – se vogliamo osare – è il prototipo di “Mammaoca” ( va bene osare ma… diciamo che è il modello che Mammaoca vorrebbe imitare o a cui tende…) perché sa che le storie sono vere solo se diventano carne. Quel dito nel libro a Loreto ci dice che Maria non ha mai smesso di “paragonare” la sua vita con la parola di Dio. Ha letto: “Una vergine concepirà”, e ha capito: “Ma quella sono io!”. Che vertigine, bambini! Scoprire di essere scelti da Dio mentre si legge un libro. Vero?
- Conclusione: Il metodo del “Sì”
Quindi, bambini, ecco il segreto: a volte Dio ci sorprende come un vento che fa scappare i gatti (come in Lotto), altre volte ci chiede di tenere il segno nel libro del cuore (come a Loreto). Maria ha detto di “Sì” a entrambi e diventa la Mamma di Gesù. Ha trasformato un libro in un Bambino perché ha creduto che Dio fosse reale. E questa, amici miei, è la “cronaca” più bella del mondo!
N.B.: di rappresentazioni artistiche dell’Annunciazione con la presenza del libro, in giro per il mondo ve ne sono a migliaia (ve n’eravate mai accorti, entrando in una chiesa ad esempio?). Ho scelto il Lotto e la Santa Casa perché a me più familiari.
P.S.: Se poi ce lo diciamo tra adulti, senza girarci intorno con troppi incensi, l’Annunciazione non è una favola per anime belle, è un fatto di cronaca che spacca la storia in due. Cosa sta facendo quella ragazzina di Nazaret con un libro in mano? Non sta facendo salotto intellettuale; Maria sta paragonando quel testo – la promessa di un Dio che ha giurato di non lasciarci soli – con l’urgenza del suo cuore. Il libro è la “Proposta”, ma la risposta non è un’idea: è un’adesione carnale. Come ci ha martellato don Luigi Giussani per una vita, l’uomo è attesa. E quel libro è il segno di un’attesa che non si accontenta di chiacchiere, ma esige una Corrispondenza presente. Tenere il segno tra le pagine è il gesto di chi dice: “Eccomi, sono io quella di cui parla il testo”. Il Verbo non è più un “già scritto”, è un “Qui e Ora” che ti cambia i connotati. Dio ha avuto bisogno di una casa di sassi, di una ragazza che leggeva e di un po’ di inchiostro per venire al mondo. Il resto – direbbe Luigi Amicone – è noia da intellettuali. Noi stiamo col “Sì” di Maria: quello che trasforma la carta in vita e il libro nel corpo del figlio Dio: Cristo Gesù.
Giuseppe Luppino, Recanati, già Bibliotecario presso UniMc
25 marzo, festa dell’Annunciazione. Tutto quello che trovate sul blog
- L’Annunciata di Antonello da Messina. Sola di fronte all’Avvenimento
- Sempre per la festa dell’Annunciazione. Se volete leggere ai vostri bambini la bellissima storia della statua della Madonna di Bonaria, trovata nel mare di Cagliari il 25 marzo 1370, e di tutto quello che successe nei secoli (c’entra persino con papa Francesco), la trovate qui:
Da Bonaria a Buenos Aires, tira sempre Buona Aria. La storia della Madonna di Bonaria. La fantastica storia di come arrivò in Sardegna e da lì “alla fine del mondo”, al di là dei mari. - 25 marzo. Maria “di speranza fontana vivace”
- Qui ho raccontato la storia della Madonna delle Grazie di Sassari
- E qui la storia della Madonna di Caravaggio
