“Lo zar Saltan” di A. Puskin

Henri_RousseauLo zar Saltan di AleKsandr Puskin

Dedicata a chi: a chi sa di avere un padre, a chi crede che nella vita avvengano dei prodigi
Tema principale:il viaggio della vita ti riporta al padre
Temi: tre sorelle, la piccola umile e dolce, uno ha ciò che desidera, invidia, nella vita viene fatto un dono, amore materno, figlio eroe, contrapposizione buono e cattivo, sogno e realtà, la vita è un’avventura in cui si intraprende un viaggio, sofferenza, la natura amica, Dio, chi aiuta viene premiato, incantesimi, prodigi incredibili, nostalgia di casa, ripetizione, bellezza, stupore e meraviglia, l’uomo ha bisogno di vedere, amore, perdono, gioia.
Frase: “- Se fossi zarina, – disse la prima – cucinerei con le mie mani un banchetto squisito per tutte le genti del reame. – Se fossi zarina, – disse la seconda – tesserei un abito meraviglioso per ogni abitante della terra. – Se fossi zarina, – disse la terza dolcemente – regalerei allo zar un figlio eroe.”
Mi piace perché: racconta il viaggio della vita, in cui uno scopre sé, trova casa e ritrova suol padre

Lo zar Saltan di Aleksandr Puskin

In una graziosa casetta dalle finestre fiorite vivevano una volta tre sorelle. Un giorno esse stavano filando nel giardino davanti alla casa e chiacchieravano tra loro. – Se fossi zarina, – disse la prima – cucinerei con le mie mani un banchetto squisito per tutte le genti del reame. – Se fossi zarina, – disse la seconda – tesserei un abito meraviglioso per ogni abitante della terra.
– Se fossi zarina, – disse la terza dolcemente – regalerei allo zar un figlio eroe.
In quel momento un giovane aprì il cancello di ferro battuto ed entrò nel giardino. – Sono lo zar Saltan – egli annunciò. – Passavo da queste parti e mi è capitato di sentire i vostri discorsi. Vuoi essere mia sposa, graziosa fanciulla? – soggiunse rivolgendosi alla terza sorella. – E voi, damigelle, volete essere la cuoca e la tessitrice di corte? Lo zar fece salire la sua futura sposa su un bianco cavallo e la condusse a palazzo. Quando vi giunsero, si celebrarono subito le nozze e, in onore degli sposi fu indetto un grandioso banchetto. Le stanze del castello risuonavano di allegre grida e di risate; ma nella grande cucina e nella stanza degli arcolai le due sorelle, si rodevano per l’invidia e non riuscivano in nessun modo a darsi pace. Era trascorso poco tempo quando lo zar dovette balzare sul suo cavallo e partire per la guerra. Per lunghi mesi egli rimase lontano, occupato a combattere i nemici del suo regno, e nel frattempo Dio donò alla zarina un bimbo bellissimo, alto quasi un metro. La zarina lo guardò con amore orgoglioso, come un’aquila guarda il suo aquilotto. Subito fu inviato un messo allo zar con la bella notizia. Ma le due invidiose sorelle e la vecchia comare Barbarica fermarono per strada il messaggero, lo distrassero con una scusa e gli infilarono nella bisaccia un altro messaggio che diceva: “ La nostra zarina ha donato allo zar un essere mostruoso, un animale sconosciuto. Che dobbiamo fare?” Non appena lo zar ebbe letto quest’orribile notizia, sentì una pena acuta stringergli il cuore. Poi prese uno stilo e scrisse: “ Si attenda il mio ritorno”. Il messaggero ritornò al castello, ma non aveva ancora varcato il ponte levatoio quando le due invidiose sorelle, che avevano spiato ansiosamente il suo arrivo, gli afferrarono le briglie, lo fecero scendere da cavallo e lo condussero in cucina. Qui con mille chiacchiere e qualche bicchiere di vino, riuscirono di nuovo a sostituire il messaggio con un altro che diceva: “ Che la zarina e la sua creatura siamo chiusi in una botte e gettati immediatamente in fondo al mare. Ordine dello zar”. Il nunzio portò il messaggio ai nobili del palazzo ed essi, benché inorriditi e sconvolti, dovettero eseguire l’ordine del loro sovrano. Presero la zarina e il suo bellissimo bimbo, li chiusero in una botte e li gettarono nel nero mare, in balia delle onde. Poi tornarono al castello e, assaliti dal rimorso, si coprirono il capo di cenere.
Scese la notte: le stelle si accesero, la luna mandò i suoi raggi a inargentare le onde del mare.

Informazioni su mammaoca

raccontastorie, mamma di sei figli. What else?
Questa voce è stata pubblicata in Fiaba e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...