I Santi: storia di un incredibile intreccio con il presente.

I Santi: storia di un incredibile intreccio con il presente.
La festa dei Santi ci ha suggerito di ricordarne alcuni che abbiamo in qualche modo intercettato di recente. La loro storia non rimane solo un devoto ricordo, ma è straordinariamente legata alla nostra vita, al nostro presente. In questo caso, si sono creati legami che spaziano dalle ricerche scientifiche, a pittori, scultori,  illustratori, e anche a libri per bambini. L’affermazione dell’opera di un Altro che permane nella storia.

di Raffaella
Sono stata sulle tracce di San Francesco e Santa Chiara meno di un anno fa, durante il nostro viaggio ad Assisi. In quella occasione, durante il viaggio ho letto e ampiamente guardato con i miei figli più piccoli il libro di Guido Visconti, “Chiara e Francesco”, con le belle illustrazioni di Bimba Landmann. Dopo aver letto la storia dei due santi, era come se sapessimo esattamente cosa saremmo andati a cercare: luoghi legati ad alcuni fatti specifici, reliquie, che però i bambini chiamavano “tracce”, profumi di rose, ruvidi giacigli, rifugi per chi era in fuga, i boschi e l’isolamento che permisero il raccoglimento e la preghiera, e crocifissi parlanti. Storia di un passato che ci raggiungeva nel presente.

Chiara e Francesco

Le tavole illustrate ricordano gli affreschi medioevali di Giotto. Così, già durante il viaggio in macchina abbiamo osservato gli stessi paesaggi boschivi e rocciosi, con rocce nude e scheggiate, che avremmo ritrovato negli affreschi. La corrispondenza è stata evidente e i bambini erano molto più interessati e curiosi.

Della storia di san Francesco, i bambini hanno ricordato soprattutto il momento della decisione di lasciare tutte le sue ricchezze e indossare un povero abito, che aveva l’aspetto di un sacco dritto, munito di maniche, e fatto di un tessuto grossolano e ruvido. Nella basilica di Assisi abbiamo osservato a lungo il saio, logoro e pieno di rammendi. Ed ecco che di nuovo il passato ci raggiunge nel presente. La storia di questi rammendi è notizia tornata alla ribalta in questi giorni, con la scoperta della studiosa tedesca Mechthild Flury-Lemberg: «Le molte pezze marroni poste con cura sulla tonaca di Francesco provengono tutte dal mantello di Chiara. I pezzi usati per la tonaca di Francesco mancano al mantello all’altezza del punto dove una volta c’era la cucitura mediana. Le pezze, attaccate con cura particolare, non lasciano alcun dubbio sul fatto che l’operazione sia stata compiuta da una sola persona. Chiara è sopravvissuta a Francesco diversi anni. È possibile che lei abbia rappezzato la tonaca del suo fratello di fede quando questi era ancora in vita, ma è anche possibile che lei abbia “abbellito” col suo mantello quella veste come ultimo atto d’amore dopo la morte del santo, quanto era già diventata una reliquia». Accade inoltre che la copertina della rivista francescana che racconta la scoperta è opera di Mimmo Paladino, artista contemporaneo, anche lui con le mani in pasta nella storia di san Francesco!

Mimmo Paladino,

Durante il ritorno del nostro viaggio ad Assisi, abbiamo fatto tappa a Città di Castello, città natale di Alberto Burri. Qui è possibile vedere moltissime opere di questo grande artista umbro, e tra queste alcune fra le più note che appartengono alla serie dei “Sacchi”. Questi sacchi di juta hanno un aspetto «povero»: sono logori e pieni di rammenti e cuciture. I bambini non credevano di avere davanti agli occhi delle opere d’arte, ma senza avanzare dubbi hanno pensato che c’entrassero qualcosa col vestito del poverello di Assisi.

D’altronde anche Mimmo Paladino, prendendo spunto dai rammendi di santa Chiara,
propone un’ipotesi suggestiva a proposito di Burri, e cioè che fosse «consapevolmente o inconsapevolmente ispirato a un’idea francescana… Le toppe aggiunte al saio di Francesco hanno un’origine speciale… e Burri aggiungeva delle toppe ai suoi sacchi, e forse non lo poteva sapere. Ma probabilmente, come tutti gli artisti importanti e grandi, aveva delle antenne speciali per capire di più di coloro che poi studiano sui libri».

Alberto Burri, I Sacchi

Peccato che oggi non si ha più la pazienza di rattoppare, di ricomporre e ricucire, ma tutto si usa e poi subito si getta via.

Comunque ho deciso di andare a caccia di libri che possano accompagnarci così bene anche in altri viaggi, facendoci immergere nei luoghi ed immedesimare nelle persone. Avete libri da suggerire o esperienze da raccontare? E Santi cui siete legati per qualsiasi motivo? Scriveteci nei commenti e condivideremo con tutti.

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