#10righe di Heidi, di Johanna Spyri. Si legge per un sussulto

#10righe di Heidi, di Johanna Spyri (1827 – 1901)
Il film Heidi, trasmesso tre giorni fa in televisione, mi ha ricordato un passaggio bellissimo del libro, che ho citato spesso alle maestre, parlando della lettura coi bambini. Si impara a leggere e si continua a farlo nel tempo solo per un sussulto, senza quell’iniziale sussulto del cuore che attira e affascina, tanto da superare ogni difficoltà per arrivare alla meta, si smette presto di farlo: i maschi a 9 anni, dice l’impietosa statistica dello stato della lettura in Italia. 

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Nel libro, il precettore cerca di far leggere Heidi, facendole imparare a memoria l’alfabeto, senza riuscirci, solo la potenza educatrice della nonna Sesemann ci riesce, e ci riesce per attrazione, perché con un’immagine riesce a risvegliare il desiderio che fa superare lo scoglio, la fatica, la difficoltà. Non è possibile scindere l’imparare a leggere da un’attrattiva che ti fa sussultare e, se hai l’animo sensibile di Heidi, ti fa anche arrivare a piangere.
Torniamo al romanzo, tradotto in più di cinquanta lingue, che rimane, tra i classici per bambini (e per coloro che amano i bambini come da sottotitolo dell’autrice), totalmente leggibile e godibile anche oggi, pur essendo stato scritto nel 1880.
Conosciamo tutti la storia di Heidi, fatta di personaggi memorabili, di montagne che hanno un nome e che si infuocano, di città che danno lavoro ma non fanno vedere il tramonto, di un avvicinamento discreto e certo alla preghiera e alla bontà di Dio, e poi un mix di grazia, innocenza, sensibilità, stupore, tristezza, gioia, ironia, nostalgia, che ha accompagnato e unito generazioni intere di lettori e che si percepisce, pur con tagli e dimenticanze (uno su tutti il tema religioso), nelle numerose trasposizioni cinematografiche e nel famoso anime giapponese degli anni 70 che ne ha decretato il successo travolgente in tutto il mondo.

Moltissimi sono i temi ricchi di significato del libro, quelli per cui Heidi si eleva dalle leggi dello spazio e del tempo e si fa leggere con piacere anche oggi dai bambini e da chi ama i bambini, ne tornerò a parlare sicuramente, ma oggi le 10 righe (più 10 più 10, per non saltare tutti i passaggi, …e più 10 perché lo sproloquio incredulo del professore è la dimostrazione lampante dell’ironia di cui è farcito tutto il libro) sono dedicate ad Heidi che impara a leggere, al genio di una vera educatrice, alla lettura ad alta voce che fa sembrare i racconti “ancora più belli”, e al miracolo della lettura ( non avviene così anche coi nostri bambini, soprattutto con chi ha più difficoltà, quando 3 lettere staccate, d’improvviso, come un fulmine o come un miracolo, diventano una parola!!!). E dopo averle lette, anche voi vorrete avere in regalo il bel libro della signora Sesemann.

Molti illustratori si sono confrontati con Heidi, c’è di che sbizzarrirsi a cercare tutte le edizioni. Le illustrazioni che ho scelto sono di Jessie Willcox Smith (1863 – 1935), un po’ per i pixel e un po’ perché fra tutte quelle pubblicate, c’è la mia preferita.

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Heidi. Una storia per bambini e per coloro che amano i bambini. Di Johanna Spyri

Le darò da leggere qualcuno dei bei libri che ho portato con me.
– Libri? – esclamò la signorina Rottenmeier battendo nervosamente le mani.
– Proprio questo è il punto! Cosa volete che se ne faccia, signora, dei vostri libri? In tutto questo tempo, non siamo riusciti ancora a farle imparare l’alfabeto! Non c’è modo di farle entrare in testa il concetto più elementare, lo chieda un po’ al signor professore! Se quell’uomo non avesse la pazienza di un santo, avrebbe già rinunciato da molto tempo!
– E’ davvero strano – osservò pensierosa la signora Sesemann. – A me la bambina sembra sveglia. In ogni caso, portatela in camera mia: guarderemo insieme le illustrazioni.

Quando la nonna le mostrò le belle figure colorate sui suoi libri, Heidi ne rimase letteralmente incantata.
D’un tratto, senza alcun preavviso, ebbe un sussulto e lanciò un piccolo grido. Prima che la nonna potesse rendersi conto di quello che stava succedendo, due grossi lacrimoni erano già caduti sulla nuova figura e, un attimo dopo, Heidi stava singhiozzando disperatamente.
La signora Sesemann, allora, guardò l’illustrazione e capì: c’era un bel pascolo verde, con tanti animali che brucavano tutt’attorno, e al centro un pastore, con il suo lungo bastone, che osservava la scena con aria spensierata. Sembrava che una luce d’oro avvolgesse ogni cosa, perché il sole stava scendendo in quel momento dietro l’orizzonte. La nonna prese la mano della bambina.

…se tu lo vorrai, in poco tempo sarai capace, capacissima di leggere, ne sono più che certa…
E dopo, lo sai cosa succederà, quando avrai imparato? Succederà che potrai prendere in mano questo libro, e invece di guardare solo le figure, conoscerai tutte le storie che ci sono dentro, proprio come se qualcuno te le raccontasse. Vorresti sapere cosa succede a questo pastore con le sue pecore? Gliene capitano di tutti i colori, sai? Be’, quando saprai leggere, sarà come se il libro stesso si mettesse a parlare, e sarà lui a raccontarti tutte quelle incredibili avventure…
– Oh, se soltanto sapessi già leggere! – sospirò Heidi.

…il professore – E’avvenuto qualcosa che, in tutta sincerità, non ardivo più aspettarmi. E del resto, nessuno che fosse stato a conoscenza della situazione che si era venuta a creare in precedenza, in base alle conclusioni che se ne potevano legittimamente trarre, si sarebbe arrischiato a prevedere quanto poi è realmente accaduto, e anzi non avrebbe esitato a dichiarare l’impossibilità di un esito di questo tipo, che oserei per certi versi definire portentoso, giacché, in base alla logica…
-Heidi ha forse imparato a leggere professore? – tagliò corto la signora Sesemann.
Il professore tacque e la fissò un attimo sorpreso, poi:
– E’ veramente miracoloso – confermò. – Per la verità, due sono gli ordini di circostanze che lasciano del tutto increduli in questa faccenda: da una parte, la constatazione che, malgrado tutti gli sforzi profusi dal sottoscritto, la bambina non avesse ancora la benché minima dimestichezza con le lettere dell’alfabeto; dall’altra, il riscontro di un fatto non meno prodigioso, ossia la straordinaria velocità con cui quelle stesse lettere sono state assimilate e fatte proprie nel giro di una sola notte, dalla bambina stessa, tanto che il soggetto in questione appare ora in grado di leggere direi con disinvoltura, e con una correttezza che mi è capitato raramente di osservare in una principiante. E questo dopo che il sottoscritto aveva consapevolmente deciso di rinunciare all’irraggiungibile, moderando di conseguenza i propri sforzi. Non meno incredibile, infine, appare la percezione, che non esiterei a definire soprannaturale, che la signora ha testé dimostrato, davanti ai miei occhi, di quanto venivo a riferirle.
– Succedono molte cose miracolose, nella vita degli uomini – commentò soddisfatta la signora Sesemann con un bel sorriso.

Quella sera Heidi si addormentò sfogliando il suo bel libro, e da quel giorno, qualunque cosa stesse facendo, non vedeva l’ora che finisse, per potersi immergere nella lettura di tutte quelle incredibili storie.
Non se ne stancava mai. Quando, la sera, la nonna diceva: -Adesso Heidi ci leggerà qualcosa”, la bambina acquistava un’espressione raggiante e subito correva al suo libro. Leggendo a voce alta, le sembrava che i racconti fossero ancora più belli, e poi la nonna sapeva arricchirli di tante spiegazioni, e aveva sempre qualche nuova osservazione da aggiungere.

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Utile

 

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