Leggende sulla Mimosa. Il fiore della resilienza

La bellissima mimosa è il fiore simbolo di resilienza, per la sua grande capacità di rinascere dopo le catastrofi…

Per introdurre le due leggende sulla mimosa che vi propongo copio spudoratamente l’articolo di un amico, che vi cito in fondo, perché descrive meglio di quel che saprei fare io la mimosa e la sua resilienza. Simbolo di questo drammatico momento.

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Nel linguaggio comune il termine mimosa indica molte specie appartenenti al genere Acacia originarie dell’Australia dove comparvero 35 milioni di anni fa. I fiori, soffici globi d’oro, sono raccolti in racemi dal profumo delicato. La mimosa è detta pioniera perché, come i fiori sono i primi ad annunciare la fine dell’inverno, la pianta è la prima a spuntare dopo incendi devastanti. Desidera un clima temperato e terreni ben drenati e acidi. Acida deve essere anche l’acqua dove vengono immersi i fiori: se si vuole conservarli a lungo occorre aggiungere 10 gocce di limone ogni litro di acqua.
In Italia la mimosa è dedicata alle donne nella festa dell’8 marzo dal 1946 grazie all’onorevole Teresa Mattei, partigiana e segretaria nell’ufficio di presidenza dell’ Assemblea Costituente. La Mattei, volendo offrire fiori alle “compagne”, come facevano in Francia con viole e mughetti, scelse la mimosa perché “fiore povero e reperibile dappertutto”.

Ma è l’Australia la patria della mimosa, ora classificata in ben 1057 specie diverse di Acacia. Utilizzata dai nativi come nutrimento, come medicinale, come materiale per costruire armi, in particolare il famoso boomerang, e dai coloni nella costruzione delle prime case, è diventata simbolo di resilienza per la sua grande capacità di rinascere dopo le catastrofi naturali come i devastanti e numerosi incendi che colpiscono il paese e di unità per il popolo australiano. Ancor prima che gli stati si unissero per formare il Commonwealth, il verde e l’oro della mimosa sono stati scelti come colore per le divise sportive. Il fiore giallo era posto su medaglie e onorificenze e le madri e le fidanzate ne mettevano un ramoscello nelle lettere spedite ai loro cari in guerra.

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Molte leggende celebrano questa bellissima pianta, io ho scelto le due che mi sembra siano, pur nella loro drammaticità, le più significative e belle. Non abbiate paura a raccontarle ai bambini. In momenti come questi che stiamo vivendo, con un’emergenza così grave, anche i bambini hanno bisogno di storie di coraggio, resilienza, rinascita ed esempi di dedizione all’altro fino all’estremo. Le leggende sono state create per questo.

Leggenda della mimosa. la leggenda di Mimh

C’era una volta, in un paese lontano, un popolo forte e coraggioso la cui caratteristica principale era il colore dei capelli, che avevano la tonalità del sole. Soprattutto le donne erano orgogliose di quelle nuvole d’oro che pettinavano a lungo durante il giorno, inventando elaborate acconciature con trecce e nastri.
Un giorno Mimh, figlia del capo villaggio, venne rapita dai guerrieri di una tribù nemica, insieme ad altre ragazze, mentre gli uomini del villaggio erano in mare per la pesca.
Il fitto dedalo di scogli dell’arcipelago e l’ostilità dei luoghi fornivano ai rapitori un nascondiglio perfetto. La grotta dove le prigioniere erano state rinchiuse in attesa del loro triste destino era accessibile solo dal mare, e questa aveva un unico condotto d’aria, che sbucava sulla cima di una collinetta, a picco sugli scogli. Tutto intorno il mare, con il continuo soffiare del vento e il rincorrersi dei gabbiani.
La giovane Mimh era però ben decisa a lottare contro il suo triste destino e chiese alle compagne di essere issata sulle loro spalle per potersi infilare nello stretto cunicolo e cercare aiuto dall’alto della collina. Era infatti certa che i loro parenti e soprattutto il suo promesso sposo stessero cercando il nascondiglio per liberarle. Con coraggio e notevole sforzo riuscì infine a raggiungere l’apertura e vi si infilò, incurante dei profondi graffi che la roccia le procurava.
Non appena sporse la testa dalla cavità, Mimh, stremata e mezzo soffocata, vide le veloci imbarcazioni della sua gente ma la sua testa che affiorava dalla collinetta non poteva certo essere notata da così lontano! Allora, consapevole della sua fine ormai prossima, si sciolse le trecce e i suoi lunghi capelli biondi cominciarono a ondeggiare nel vento come una bandiera. Era il segnale che gli uomini stavano ardentemente cercando!
Le compagne di Mimh furono liberate, ma la coraggiosa ragazza morì soffocata e quello stretto cunicolo divenne la sua tomba. Quando il suo promesso sposo si recò sulla collina per onorare la sfortunata compagna con una degna sepoltura, trovò al posto di Mihm una pianta dalle radici profonde e fortissime, e una grande chioma di fiori d’oro che si muovevano al vento… Era nata la mimosa.

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Leggenda della mimosa. La leggenda d’amore 

Questa leggenda, australiana, lega in un unico abbraccio il popolo dei nativi con quello dei coloni bianchi.
Grande e senza speranza era l’amore tra un povero pescatore bello e con la pelle scura e lucente e una principessa dalle chiome dorate. La ragazza venne mandata in sposa a un nobile duca e il giovane disperato abbandonò il suo mare per andare sulla montagna a fare il guardiano nei boschi e poter piangere da solo il suo amore perduto. Scoppia un terribile incendio e il giovane si prodiga per spegnerlo fino a sacrificare la vita. Quando sente questa notizia la principessa accorre, ma trovato il suo amore morente, vuole morire con lui. Dalle ceneri nasce la pianta meravigliosa con le foglie scure e lucenti e la chioma bionda, delicata e molto profumata, la mimosa.

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The Wattle fairy. Ida Rentoul Outhwaite

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