Su “gossip girl”. E domanda finale

L’amica Maria commenta, in due fasi,  un articolo di Mamma Oca scritto sul settimanale “Tempi”, sul telefilm “Gossip girl”. Interessanti, articolo e, ancor di più i commenti, utili per la battaglia di tutti i giorni. Come disse quel bambino con gli occhi che si illuminavano

“Mamma, se fai con me il castello io NON vedo Dragon Ball”.

“Un amico mi spedisce un articolo de “Le Figaro” che parla “dell’influenza sulle ragazze adolescenti dei modelli culturali Tv di ragazzine americane ricche, spendaccione e sessualmente attivissime.” Il tema, con poche varianti, da “Dallas” a “Beverly Hills” passando da “Beautiful” è il fulcro di telenovele e telefilm, modificandosi nel tempo soprattutto per la destinazione ad un pubblico sempre più giovane, e oggi ha il suo cult in “Gossip girl”. C’è un intero mondo, virtuale, che cavalca l’onda di questo telefilm, siti per bambini passano dai cartoni alle ragazze gossip, per arrivare come da tv-merchandising che si rispetti là dove tutto va a parare: i siti che spiegano e vendono tutto ciò che indossano le gossip girl. Continua l’amico “l’articolo conclude che, se da una parte questo rievoca il mito della principessa che cerca il principe, con cui tutte le favole sono condite, il mettere a modello gli aspetti peggiori della nostra società ai nostri figli è colpa nostra…che offriamo ai nostri figli solo un mondo progettato sull’apparenza e scompariamo.”  Al di là di una certa lettura e risposta scontate, la domanda è: se fino a pochi anni fa le tempeste ormonali e spenderecce di adolescenti televisive piombava dal sogno alla realtà, solo guardando in faccia la propria mamma, come la mettiamo oggi se le madri sono in prima fila ad augurarsi un futuro fatto di sogni da girl?”Mamma oca

greche croce

“E’ proprio vero, è difficile “fare per loro” perchè il mondo rema contro! Educare è una gran fatica ma non bisogna desistere, non mollare mai sui giudizi, le regole, non mollare mai neanche alla stanchezza semmai dirlo; è incredibile come i bambini ti comprendano, ti sappiano ascoltare…loro sì e rispettare anche la stanchezza che per loro è una sconosciuta!
Ho letto la rubrica su tempi di “gossip girls” fortuna che le mie figlie sono ancora piccole…ma comunque attratte da un altro cult “il mondo di Patty”, ho fatto fatica a capire perchè piaccia così tanto, ho anche pensato di non farlo vedere più, poi ho iniziato a sedermi vicino a loro, quando possibile, e a remare contro tutte le stupidità dicendo “Che cretino questo! Che assurdità” facendo, insomma, passare un giudizio perchè i nostri figli sono di questo mondo e non possiamo evitare che vengano contaminati ma possiamo fare alzare lo sguardo ed insegnare un metodo che gli servirà per tutte le cose: Educare al giudizio…sembra facile!

Il giudizio sconfigge l’idiozia.

Potrebbe essere il titolo di un racconto! Ma quello che vi dirò è reale fortunatamente. Vi ricordate ” Il mondo di Patty”? Ebbene l’altra sera ho accompagnato le mie figlie dalle cuginette, in verità cugine di sacramento… (un giorno vi racconto anche questa), loro giocano sempre tanto insieme, ma si era fatta l’ora di vedere il fatidico serial e si erano sedute per vederlo insieme, senonchè io faccio: ”tra mezz’ora andiamo via!” Guardandosi in faccia si alzano dai divani e corrono in cameretta per poter godere nell’ultima mezzora della compagnia reciproca e al diavolo il mondo di Patty. Come dire che il giudizio supportato da una grande affezione vince sull’imbecillità.”
Mamma contenta                                                                                       Maria

DOMANDA: E I REGALI DI NATALE?   CI AVETE PENSATO?  LIBRI? GIOCATTOLI? FAI DA TE?

Perché il S.Natale sia un avvenimento come deve essere. Aspettiamo idee e spunti ……e tempo per scrivere. Amiamo la realtà, che incalza incessantemente con mercatini, libri, fiabe, avventure e letture (ne parleremo),  più del web.

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2 risposte a Su “gossip girl”. E domanda finale

  1. Chiara Cirinnà ha detto:

    Cara Maria, io sono mamma di una bambina che l’anno prossimo andrà in prima elementare. Il tuo commento mi colpisce particolarmente in quanto in questo periodo sono alle prese con la scelta della scuola elementare. E con tutto ciò che questo comporta, dalle scelte educative della scuola (assai diverse l’una dall’altra), al tentativo di capire quanti maestri ‘unici’, o non, avranno, all’organizzazione della frequenza. Compito assai arduo, almeno dal mio punto di vista (trasferita a Roma da meno di un anno, non conoscendo persone di ‘fiducia’ che abbiano le mie stesse preoccupazioni). Tralasciando i primi due, sto cercando di capire cosa le varie scuole propongano: 2 rientri, 3, tutto il giorno a scuola, mattina, pomeriggio….Le mie domande che rimangono senza risposta sono tante: chi segue l’educazione di mia figlia? Cosa fa in tutte queste ore per lei ‘lavorative’? Le viene insegnato cosa significhi dedicarsi allo studio? Chi la educa al desiderio di conoscere? ….
    Tu non sei affatto esagerata secondo me. Nelle realtà odierne dove il bambino è sempre più affidato ad educatori ‘altri da noi’ (e dentro il ‘noi’ ci sta la mia nonna che mi ha suscitato la curiosità di voler imparare a leggere e scrivere quando andavo ancora all’asilo, il mio nonno con cui ripetevo le tabelline, la mamma che mi insegnava a riempire di contenuti significativi i temi), bisogna porsi il problema dell’educazione. Premesso che vorrei non dover delegare tutto il compito educativo ad altre persone, non so se potrò materialmente occuparmi dei suoi compiti tutti i giorni.
    Secondo me questa tua presenza nella vita della tua bambina è il primo passo di un’educazione vera, è l’insegnamento di una strada da percorrere, assumendoti il rischio, “perché educare vuol dire assumersi il rischio, entrare in rapporto con la libertà di un altro” (come disse don Giussani).

    PS. Mi farebbe piacere entrare in contatto con genitori che abitano a Roma per un aiuto in questo momento importante.

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  2. maria de domenico ha detto:

    Leggevo su Tempi di del 2 Dicembre un articolo in cui si racconta di due genitori Canadesi che, dopo due anni di lotte contro la scuola dei propri figli, hanno ottenuto di non dover far fare i compiti a casa ai figli…è esilarante il commento del direttore…ma dopo le risa penso che quest’anno Anna, la piccola che compirà 6 anni a Dicembre, si è vista catapultata alla scuola elementare, stare seduti, fare i compiti, ascoltare in silenzio la maestra, torare a casa da una madre stress che ti chiede com’è andata…tutto questo è per Anna un incubo. Il pomeriggio i compiti! Dall’inizio della scuola ad oggi Anna è sempre la stessa bambina che preferisce il gioco allo studio (chiamala scema!), ma sta imparando che la sua giornata è anche studiare e se prima impiegava due, ore ora ne impiega una per finire i compiti, come dire sta imparando, sta imparando l’impegno quotidiano che oggi è fare i compiti, domani sarà aiutare in casa, lavorare, tutto quello che la vita la chiamerà a fare. A volte penso che noi crediamo che educare significhi guardare un figlio a 13,14,15… anni e dire questo si fà, questo non si fà e pretendere che lui ci ascolti.
    Cosa viene prima? Molti non si pongono questa domanda e educare diventa sinonimo di proteggere/si da stress e rimandare la responsabilità ad un altro giorno ad un altro momento ed intanto lo zaino (sacca di esperienza e di giudizio) dei nostri figli, che noi dovremmo aiutare a riempire di strumenti, rimane semivuota e quando i nostri figli vi cercheranno dentro le risposte si troveranno smarriti di fronte al vuoto.
    Vi sembro esagerata?

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