Roald Dahl, il Grande Gigante Gentile che sentiva “tutti i secreti mormorii dell’universo”

Roald Dahl (1916- 1990), il Grande Gigante Gentile che aveva il grande dono di sentire “tutti i secreti mormorii dell’universo”, e li ha regalati a tutti i bambini del mondo e anche a noi, popolli magicosi.

Quella che segue è una delle pagine più belle de Il GGG, libro chiaramente autobiografico, riscoperto da tanti bambini, e anche mamme che non sono mai cresciute a Giganti, Coccodrilli enormi e Streghe vicine di casa e non hanno neppure mai mangiato, poverine!!!, il cioccolato al triplosupergusto. E tutto questo può accadere perché hanno visto il il GGG di S.Spielberg.

In occasione del centenario della nascita di Dahl, l’editore Salani ha ri-edito tutti i suoi libri, approfittatene per rifornire la vostra libreria. Per ora leggete e gustate questa pagina de Il GGG, tra le più belle di tutta la letteratura per l’infanzia (e no) e recitatela ai vostri bambini, immedesimandovi nel Grande Gigante Gentile e nella sua lingua sgarruposa.

IL GGG

Il GGG di Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake

Le orecchie meravigliose

<<Se veramente tu vuole sapere che cosa faceva nel vostro villaggio>> disse il GGG,<<bene, ecco: stava soffiando un sogno nella camera di quei bambini>>.

<<Soffiando un sogno?>>

<<Sì, io è un gigante-soffia-sogni>>disse il GGG; <<quando tutti gli altri giganti se ne trotta in giro per papparsi la gente dei vari popolli, io corre in altri posti per soffiare sogni nelle camere dei bambini dormentati. Bei sogni. Sogni d’oro. Sogni che rende felici>>. <<Un momento>> disse Sofia,<<ma dove li va a prendere, questi sogni?>> <<Li colleziona>> disse il GGG mostrando con un ampio gesto le file e file di barattoli sugli scaffali. <<Ne ha a bilioni>>.

<<Ma come fa a prenderli? E poi i sogni non si possono imprigionare!>>

<<Tu non ci capirà mai niente>> disse il GGG. << E’ per questo che non voleva parlarti>>.

<<Oh, per favore, mi racconti ! Sono sicura che capirò! Continui! Mi dica come fa ad acchiappare i sogni, mi dica tutto!>>

Il GGG si installò comodamente sulla sedia e accavallò le gambe.<<Sogni>> disse<<è una cosa molto misteriosa. Flotta nell’ aria come bollicine di gazosa in cerca della gente dormentata>>.

<<Si possono vedere?>> chiese Sofia <<Al primo momento, no>>. <<E allora come fa ad acchiapparli, se sono invisibili!>> <<Ah,ah!>>esclamò il GGG, <<è qui che si arriva ai bui secreti nascosti>>

<<Non ne farò parola con nessuno>>.

<<Lo crede bene>> disse il GGG. Chiuse gli occhi e se ne stette immobile per un momento, mentre Sofia rimaneva in attesa. <<Un sogno>>proseguì finalmente,<<mentre fila nell’aria della notte, emette un sottile sssibilo. Ma questo sssibilo è così leggero e argentino che nessun popollano riesce a udirlo>>.

<<E lei può?>> chiese Sofia. IL GGG accennò col dito alle sue orecchie, enormi come la ruota di un camion, e si mise a muoverle avanti e indietro. Era orgoglioso di quella esibizione, e sul suo viso aleggiava un sorriso soddisfatto.<<Tu vede questo?>> chiese. <<Impossibile non vederlo>>disse Sofia.

il-ggg-di-r-dahl

Io sente tutti i secreti mormorii dell’universo

<<Forse ti pare un pò ridicocole, ma deve credermi se dice che è orecchie straordinarie. Non c’è da farsi baffo>>.

<<E chi si fa beffe? Non certo io>> disse Sofia.

<<Mi permette di sentire assolutamente tutto, perfino il rumore più infinitèsile>>.

<<Lei cioè sente rumori che io non posso sentire?>>

<<Confronto a me, tu è sorda come un budino!>> esclamò il GGG.<<Tu sente solo i grandi rumori bombardosi, con quelle tue orecchiottole. Ma io sente tutti i secreti mormorii dell’universo!>> <<Come? Cosa?>>

<<Nel tuo paese sente i passetti di una coccinella che cammina su una foglia>>.

<<Davvero?>> fece Sofia, che cominciava a impressionarsi.

<<E inoltre>> continuò il GGG << sento questi passi molto forte, pataplùm, pataplùm, pataplùm, come quelli di un gigante>>

<<Oh Dio mio !>> esclamò Sofia.<<E che cos’altro sente?>>

<<Sente spegolettare le formichine quando cammina sul terreno>>.

<<Sente veramente parlare le formiche?>>

<<Ogni singola parola, anche se non capisce la loro lingua affurmicata>>.

<<Continui>>.

<<Qualche volta, quando la notte è molto chiara e io orienta le mie orecchie nella giusta direzione >> proseguì il GGG, e così dicendo girò le orecchie verso il soffitto,<<se le giravoltola in questo modo e la notte è molto chiara, qualche volta riesce a sentire una musica lontana che viene dalle stelle del cielo>>.

Sofia rabbrividì leggermente. Sedeva in silenzio, in attesa del seguito.

<<E’ le mie orecchie che mi ha detto che tu stava guardandomi dalla finestra, la notte scorsa>> disse il GGG.

<<Ma se non facevo nessun rumore!>>

<<Io sentiva il tuo cuore battere attraverso la strada. Forte come un tamburo>>.

<<Mi dica che altro sente>>pregò Sofia,<<per favore>>.

<<Io può sentire gli alberi e le piante>>. <<Perché, parlano?>> <<Loro non parla proprio>> disse il GGG. <<Loro fa suoni. Per esempio, quando io coglie un bel fiorellino, se io torce il gambo finché si rompe, allora la pianta grida. Io può sentirla gridare e continuare a gridare molto chiaramente>>. <<Davvero?>>esclamò Sofia.<<Che orrore!>> <<Grida proprio come tu griderebbe se qualcuno ti torce il tuo braccio>>.                                  il-ggg-roald-dahl

<<Proprio così?>> chiese Sofia.              

<<Credi che io ti racconta balle?>>

<<No, ma è difficile crederci>>.

<<Allora io finisce qui>> disse bruscamente il GGG.<<Io non vuole che sembra un contaballe>>. <<Oh no, non ho mai detto questo!>> esclamò Sofia. <<Le credo. Veramente. Per favore, continui!>>

Il GGG posò uno sguardo grave sulla bambina, Sofia lo fissò apertamente negli occhi. <<Io le credo>> sussurrò. L’aveva offeso, se ne rendeva conto.

<<Io non ti racconterà mai balle>>disse il GGG.

<<Lo so bene, ma deve capire che non è facile per me credere a cose così straordinarie al primo colpo>>.

<<Questo io lo capisce>>.

<<Così, per favore, mi perdoni e continui>>.

Il gigante tacque un attimo, poi riprese:<<E con gli alberi è lo stesso come con i fiori. Se io pianta un’ascia nel tronco di un grande albero, io sente un suono terribile che viene dal cuore dell’albero>>.

<<Che tipo di suono?>> <<Un lamento soffocato, come quello di un vecchio che sta morendo lentamente>>. Tacque ancora. La caverna si riempì di silenzio.

<<Gli alberi vive e cresce proprio come tu e me>> disse.<<E’ vivi. Così è le piante>>. Sedeva rigido sulla sedia, con le mani congiunte. Il suo volto era luminoso, e gli occhi tondi brillavano come stelle. <<Suoni così belli e terribili io sente!>> disse.<<Qualcuno tu non vorrebbe sentire mai, ma altri è musica sublime!>>

Sembrava quasi trasfigurato dall’eccitazione che gli provocavano i suoi pensieri: gli risplendeva il viso, tanto che pareva persino bello.

<<Mi racconti ancora>> disse Sofia a voce bassa.

<<Tu dovrebbe sentire parlare i topinetti! I topinetti chiacchiera continuamente, e io li sente forte come la mia stessa voce>>.

<<E che dicono?>>

<<Solo loro lo sa. Anche i ragni è assai chiacchierone. Tu non ci crederebbe, ma i ragni è i più grandi mulini a parole che io conosce. E quando sta tessendo la sua tela, canta per tutto il tempo. E il suo canto è più dolce che quello dell’usiùgola>>.

<<E che altro sente?>>

<<Anche il bruccolo è pegottelissimo>>.

<<Che dice?>>

<<Non fa che discutere continuamente per sapere chi diventerà la più bella farfalla>>.

<<C’è qualche sogno che sta volando qui in giro in questo momento?>> chiese Sofia.

Il GGG mosse le grandi orecchie in tutte le direzioni, ascoltando attentamente. Poi scosse la testa.<<Non c’è sogni da queste parti>> disse, <<meno che nei barattoli di vetro. I sogni arriva raramente nel Paese dei Giganti>>.

Bella anche la il GGG versione animata del 1989

 

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2 risposte a Roald Dahl, il Grande Gigante Gentile che sentiva “tutti i secreti mormorii dell’universo”

  1. Miss E. ha detto:

    Un libro davvero da scoprire. Presto 😉

    Mi piace

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