#10righe più una. “La banda delle quattro strade” di Mario Schiani

#10righe più una de La banda delle quattro strade di Mario Schiani, Salani editore. Un bellissimo libro sul tempo libero estivo, creativo e magnifico, le vacanze in campagna di un bambino, un altro classico libro per l’estate.

la banda delle quattro strade

Mi spiace proporvelo solo ora, mi era stato segnalato dalla maestra Laura, nella lista dei libri che non devono mancare alle elementari. Secondo la prof. Grazia, che ha appena finito di leggerlo è perfetto come libro da leggere nell’estate tra la V elementare e la I media, (sapete che io non riesco a suddividere più di tanto i libri per età, per me va bene da quando uno sa leggere bene in poi)… comunque, care maestre, tenetene conto per le prossime vacanze estive, ne vale veramente la pena.

…. e se non lo trovate, (io ho dovuto comprarlo usato nonostante sia relativamente recente), non demordete, fate come in una scuola di mia conoscenza, scansioni e pdf. Anche per il prossimo libro che vi proporrò, vale la stessa cosa. Per alcuni libri #preziosi e #introvabili non possiamo aspettare i tempi e la politica “stampatoria” delle case editrici!!

Ingredienti salienti e preziosi di questo libro:

  • C’è una banda, un’amicizia, un fiume, un segreto, un pericolo, qualcosa di prezioso e di strano e il grande mistero che muove il mondo e fa crescere nel tempo libero di un’estate, e cambiare nel tempo libero di un istante.
  • C’è la nostra vita di tutte le estati.

 

I pomodori, per esempio. Mostravano sempre facce verdi e impassibili. Mai che si facessero sorprendere a diventare rossi.

Accovacciato nell’orto, Lino ne fissava uno per qualche tempo nella speranza di assistere al prodigioso cambiamento.

Era essenziale, secondo lui, tenerlo sotto costante osservazione: per questo, nonostante il prepotente sole d’agosto, si sforzava di non sbattere le palpebre. Capacissimo, il pomodoro, di cambiar colore in una frazione di secondo.

Niente da fare: quello verde era e verde restava. Lui invece si ritrovava a barcollare tra le piante con gli occhi pieni di macchie luminose.

Ogni volta, così. Senza sforzo il pomodoro vinceva la sfida e Lino doveva battere in ritirata. Più tardi gli sarebbe capitato di rivederlo e senza dubbio l’avrebbe trovato trasformato: rosso, quasi paonazzo, certo per la soddisfazione di avergliela fatta sotto il naso.

Quanto tempo era passato? Un giorno, due? Lino non poteva esserne sicuro. Sapeva soltanto che qualcosa cospirava per tenergli nascosto il significato delle cose.

… Un grande mistero. E Lino, che grande non era (aveva da poco compiuto nove anni), non poteva affrontarlo ad armi pari.

Oltretutto, nelle ultime settimane, di faccende misteriose ne aveva viste parecchie.

Finita la scuola, i genitori lo avevano trapiantato in campagna, a casa della nonna.

…”Quando torneremo a prenderti sarai rifiorito” gli avevano detto ….Ora, nonostante tutti i suoi sforzi, Lino non si sentiva affatto ‘rifiorito’. Piuttosto si ritrovava in balìa di un mondo molto diverso rispetto a quello cui era abituato.

 

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