#3libri senza parole. I Silent books di Stella da “leggere” alla scuola materna

#3libri senza parole. I Silent Books imprescindibili per Stella Brambilla. Da “leggere” alla scuola materna, e non solo, perché i bei libri sono belli per tutti. 

di Valeria

Con Stella Brambilla, psicomotricista, esperta di lettura ad alta voce e letteratura per l’infanzia, presidentessa dell’Associazione Ludica e Dirigente della Scuola materna San Luca di Monza, non si può non parlare di Silent Books e di Albi Illustrati. Il suo è un mondo fatto di parole e gesti preziosi, capaci di creare relazioni creative con i piccoli che sono affidati alle sue cure e con gli adulti che in qualche modo hanno a che fare con lei. In questo mondo i libri (silent books e albi illustrati, in particolare) hanno un ruolo primario. Nelle mani di Stella diventano strumenti potenti che, in un connubio equilibrato di immagini e parole, suggeriscono percorsi emozionali, da fare in due (lettore e ascoltatore, ma anche di più!), tenendosi per mano.

Stella: Non hanno età. Silent Books e albi illustrati sono libri adatti a tutti. Se proprio devo limitare la mia scelta a tre titoli:

tre libri2

se proprio devo limitare la mia scelta…

Pietro pizza, di William Steig, edizioni Salani. 

Un libro storico, che rappresenta magnificamente un percorso psicomotorio. Un libro divertente per i bambini che ascoltano e per gli adulti che leggono. In cui l’adulto rimane adulto ed entra pian piano nella cornice di gioco del bambino, costruendo un pezzo alla volta tutto ciò di cui il bambino ha bisogno.

Fuori piove, un bimbo è molto triste e il papà, che “non sopporta di vederlo così”, decide di farne una pizza! Lo impasta, lo condisce e lo mette a cuocere in forno! Il bimbo si cala nel ruolo di una coccolatissima e amatissima pasta di pane e trova le ragioni per riaffrontare la giornata.

pietro pizza

La storia guida il bambino nel passaggio dal piacere di “agire le emozioni” al “piacere di pensarle”. Il bambino deve mettere pensieri, emozioni e azioni in stato di quiete per poter metabolizzare il significato dell’agire. Il gioco che col corpo ha fatto poco prima ha bisogno di una zona di latenza prima di passare al pensiero. Questo libro rappresenta questo percorso e aiuta a compierlo.

Orso Buco, di Nicola Grossi, edizioni Minibombo

La caratteristica di questo libro é la semplicità, grafica e narrativa. Ma c’é anche la ritualità. C’é l’idea di un viaggio alla ricerca di una tana, con tutto quello che una tana evoca in un bambino e l’idea che dal più piccolo al più grande ci si possa mettere alla ricerca di una strada, che diventa sempre più complessa (prima é una striscia dritta, poi compaiono le onde, le colline, gli zigzag) e prevede degli imprevisti (All’improvviso…). Anche qui c’é un adulto che si mette a disposizione dei piccoli e consente loro di proseguire il viaggio quando si é fatto troppo difficile.

I personaggi sono rappresentati in modo molto essenziale. Cerchi di colore e dimensioni diversi. Abbiamo potuto usare questi disegni per chiedere ai bambini cosa dice il libro, ad esempio, della formica, ma anche cosa non dice e quindi cosa dobbiamo ricostruire noi.

orso buco

All’inizio dell’anno abbiamo usato questo libro nel percorso di affiatamento, che si é svolto in quattro sedute.  Di solito i bambini scoprono il libro che fa da sfondo al percorso man mano che passa il tempo. Questa volta le nonne lo hanno letto all’inizio.

Le insegnanti avevano il compito di rimaner in disparte ad osservare il gioco condotto da due specialiste. Quando é arrivato il personaggio dell’elefante le insegnanti hanno indossato le calze antiscivolo e si sono messe a giocare con i bambini!

Gli uccelli di Germano Zullo e Albertine, Topipittori

Non tutti i giorni sono uguali, la strada gialla percorsa dall’omino con il furgone rosso sembra liscia e identica a se stessa, ma all’improvviso si interrompe e  quando lui apre il portello per far uscire i suoi passeggeri, il rimorchio sembra rimanere vuoto, ma forse non é così. Un dettaglio, un piccolo dettaglio che potrebbe sfuggire o essere trascurato, un piccolo uccellino nero che forse ha paura di volare.

gli uccelli

Questa storia mi fa pensare al nostro mestiere di educatori (genitori, maestri, professori): tutti i giorni ci si ritrova a scuola e ogni giorno sembra uguale all’altro, ma ci sono gli imprevisti e soprattutto i dettagli, che possiamo trascurare, ma, se li prendiamo sul serio, ci cambiano la giornata e anche la vita!

3 libri

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