Calendari dell’Avvento e Libri Calendario

Calendario dell’Avvento e Libri Calendario. Il modo più semplice, suggestivo e bello per prepararsi all’attesa della nascita di Gesù Bambino è stato inventato agli inizi del 900, Valeria ce ne racconta le origini. Lo scandire i giorni che avvicinano ad una data così importante con semplici storie o con l’aprire le caselle del calendario, fa percepire ai bambini più piccoli, che ancora non lo capiscono, il senso del tempo che passa e così l’attesa di qualcosa di grande e importante si rinnova di giorno in giorno, e poi di anno in anno.
Si fa tutto per i bambini.

E così a Nico, che ha 4 anni, e da quando in casa sua la mamma ha iniziato a fare il presepe e ad aprire caselline del calendario d’Avvento ha iniziato a chiedere, ogni giorno: “Oggi è Natale?”, possiamo rispondere, aprendo la casellina 22 dicembre: “No guarda, solo 3 giorni e poi nasce Gesù”, leggendogli, se resiste seduto, una storia di Avvento del libro di Valeria o una leggenda di Natale del blog di MammaOca.

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Il primo Calendario dell’Avvento 1903. Inventato da Gerhard Lang.                                    Illustratore Richard Ernst Keppler

Calendario dell’Avvento e Libri Calendario 

di Valeria
Che l’Avvento sia il periodo in cui ci si prepara alla Nascita di Gesù é un’idea che non mi ha mai convinta. Chi potrebbe mai sentirsi pronto a un evento di tale imponderabile e sorprendente portata?
Attenderlo, questo sì, è per tutti!
Ma anche attendere non é facile: se ne perde l’abitudine e addirittura la capacità, se non si fa esercizio. Per questo il tema dell’attesa nella tradizione cristiana é centrale. Non é un caso se la Chiesa scandisce con cura meticolosa i periodi che precedono gli appuntamenti liturgici più importanti. Per il Natale abbiamo a disposizione ben quattro settimane (nel rito ambrosiano addirittura sei!) e molti strumenti pensati per educarci: i fioretti, la novena, i quattro ceri della corona d’avvento e, parecchio più recente, il calendario d’Avvento.
Il Calendario dell’Avvento fu inventato da Gerhard Lang, un editore protestante tedesco, nel 1908.
Lang in realtà industrializzò una tradizione già diffusa in Germania, quella di aspettare il Natale facendo 24 piccoli pacchettini da scartare, uno al giorno, dal 1 dicembre al 25. Il successo specie tra i bambini fu dirompente. Il calendario di Lang era decorato da 24 splendidi disegni. L’anno seguente furono introdotte le finestrelle, che nascondevano le figure della natività da ritagliare o assemblare. Successivamente arrivarono le caramelle e i cioccolatini e i bambini furono definitivamente conquistati dalla promessa di queste golosissime dosi quotidiane di zuccheri composti.

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Un vecchio Calendario dell’Avvento sponsorizzato Pfanni

Oggi é possibile trovare calendari dell’avvento contenenti regali di ogni sorta. A quelli per adulti non vogliamo neppure far cenno, mentre a quelli con i Lego va riconosciuto il merito di tenere occupati i pargoli per dieci minuti al giorno per 24 giorni, cosa non del tutto disprezzabile…

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Ma per quanto riguarda me e “il più piccolo della mia nidiata”, la scoperta di quest’anno sono i libri-calendario. Una storia al giorno per 24 sere. Un appuntamento intimo, consumato in pigiama, dentini puliti, mentre si cerca il calduccio strofinando i piedi sotto il piumone, prima di dire la preghiera.
In libreria ne ho scorsi parecchi. Molti, nemmeno a dirlo, traboccano di renne e Babbi Natale, ma pare non abbiano mai sentito nominare il bambino Gesù.
Noi stiamo leggendo “Mi leggi una storia di Natale”, scritto da Francesca Mascheroni e illustrato da Fabrizio Zubani per le Edizioni Paoline. Nella sua semplicità (soprattutto la grafica non é molto accattivante, dal mio punto di vista, ma al più piccolo della mia nidiata piace!), questo libro ci sta facendo compagnia con storie brevi, come devono essere, ed essenziali, che descrivono il contesto in cui il Fatto atteso si é svolto e poi soprattutto gli effetti di questo Fatto nelle vite di chi Lo ha conosciuto.

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Oltre a Maria, che riceve la visita di un angelo ed “é felice di accettare quello che Dio aveva pensato per lei”, dando inizio con il suo sì a tutta la vicenda, oltre a Giuseppe, a Elisabetta e ai Magi, l’altra sera, ad esempio, abbiamo conosciuto la storia di un pastore prepotente che voleva essere sempre il primo della fila e trattava tutti male, ma andando alla grotta si sloga una caviglia. I compagni allora non solo lo aspettano, ma lo portano in braccio a turno e questo cambia le cose.
Oggi, invece, é stata la volta della vecchia signora Nella, che vive da sola al quarto piano di un palazzo senza ascensore, ma non se ne lamenta, perché salendo gradino dopo gradino con gran fatica incontra i suoi vicini e a ciascuno fa dono di uno dei suoi sei biscotti, fino a rimanere con un solo biscotto eppure felice.
Che dire poi della pecorella di gesso che per anni e anni serba in cuore il tacito desiderio di vedere Gesù un po’ più da vicino e quando cade a terra e si rompe una zampa è certa che per lei sia giunta la fine e invece, visto che non può più stare in piedi da sola, si ritrova appoggiata alla mangiatoia?

Nel nostro cuore, però, rimane il piccolo ciocco di qualche sera fa, che per le sue dimensioni sembra inadeguato a far fuoco nel camino e si sta rassegnando ad essere dimenticato nella legnaia. La Vigilia di Natale, però, il padrone di casa lo prende, lo spoglia del superfluo e ne tira fuori l’angioletto che serbava dentro.

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