I Re Magi, di Gabriele D’Annunzio. Un nuovo splendore e la terra s’ingiglia

Cari bambini di tutte le età, ho letto alcune poesie sui tre Re Magi, perché volevo proporvene una, che fosse semplice ma allo stesso tempo degna, che avesse belle parole e che facesse sorgere, nel cuore e nella testa, una sorpresa, una meraviglia, così come deve essere stato per quei tre Re essere arrivati davanti a Gesù Bambino, Colui che veniva annunciato come “fulgore che illumina tutte le tenebre, … luce che illumina ogni uomo”.

Non ho potuto resistere a quel verbo, a quella terra che “s’ingiglia“, tutta la terra diventa candida come fosse piena di gigli, pensate alla luce vermiglia della cometa che risplende e alla terra che s’ingiglia, che meraviglia! … Ecco, non ho potuto resistere: “ingigliare“, spero piaccia anche a voi questa parola e la usiate. Guardate come con un verbo il grande poeta ci fa vedere un’immagine, un paesaggio, e ci fa intuire, nella splendida luce che illumina per miglia e miglia, una presenza sorprendente.

I Re Magi, di Gabriele D’Annunzio

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia.

O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.

Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
e Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso e oro.

Utile

2 risposte a "I Re Magi, di Gabriele D’Annunzio. Un nuovo splendore e la terra s’ingiglia"

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