Calendario d’Avvento 5 dicembre. La culla di Bo-Bossu, di Ruth Sawyer. Parte #5/5


SANTO NATALE 2025
CALENDARIO DELL’AVVENTO
OGNI GIORNO UNA STORIA

5 DICEMBRE
PARTE #5/5 ULTIMA PARTE
LA CULLA DI BO-BOSSU
di RUTH SAWYER
la trovate in Aspettando Natale 2


Le campane della cattedrale, che suonavano a distesa, lo fecero risvegliare di soprassalto.
– È troppo tardi, mormorò, ancora tutto insonnolito.
Ma tacque subito, non appena vide il suo misterioso compagno, che, senza torce né candele, lavorava in un chiarore dorato che gli illuminava il viso e le mani. La culla era terminata, lucida come il raso e così bella, così straordinariamente bella, che Bo-Bossu rimase senza parole per lo stupore, come davanti a qualcosa di sacro.
– Chi sei? – domandò infine, in un sussurro.
– Un apprendista come te. Mio padre è carpentiere ed io lavoro con lui.
Il piccolo gobbo scosse le sue povere spalle, senza più speranza.
– È troppo tardi – mormorò – Quasi sicuramente avranno già messo il bambino nella mangiatoia e in ogni modo non posso avvicinarmi al presepio all’ultimo momento.
– Non è troppo tardi – disse il bambino – Vieni, svelto, andremo insieme.

Subito sollevarono la culla. Sembrava un piccolo battello terminante a punta da tutti e due i lati, con due angeli come statue di prua e una ghirlanda di foglie di agrifoglio e di gigli di campo intrecciati, lungo tutto il bordo. Da solo, Bo-Bossu non avrebbe potuto sollevarla che con grande sforzo, ma, con l’altro bambino, la culla pesava come una piuma.
Arrivati fino alla cattedrale, entrarono attraverso la sagrestia e sgattaiolarono nell’oscurità, fino al presepio di cui distinguevano il velo, che ancora non era stato sollevato.
– Vai – disse il bambino – Metti la tua culla al posto di quella che c’è ora e che io porterò via.
A fatica, il piccolo gobbo si mise in ginocchio e con gesti pieni di amore e di umiltà prese il Bambino Gesù tutto avvolto in una lunga veste azzurra, raddrizzò un po’ la minuscola aureola e lo depose sulla paglia, nella culla a forma di barca.

Ed ecco che, mentre stava posando il Bambino Gesù nella culla, con grande cura, vide che questi gli sorrideva, proprio a lui, a Bo-Bossu! Gli occhi del Bambino erano azzurri come i mirti delle brughiere e i suoi capelli erano dorati come la luce delle candele. Stupito, Bo-Bossu alzò gli occhi verso la Madonna: ella era lì, in persona, non più di pietra, lo guardava con occhi pieni di tenerezza e gli sorrideva…
La Madonna era discesa dal cielo, pensate un po’ bambini miei, per benedire il piccolo gobbo che l’amava tanto. Dall’alto si udì la voce dell’angelo che cantava:
Vi annunzio una grande gioia:
è nato oggi il Salvatore del mondo.
Allelua!
La sua voce risuonava sotto le volte della cattedrale, ed arrivava fin lassù, nel più alto dei cieli.
Dall’altra parte del velo si accesero mille candele, mentre le voci dei bambini cantavano: “Gloria nell’alto dei cieli”. Infine, il velo fu sollevato…

Nella cattedrale tutti trattennero il respiro. Nel presepio il Bambino Gesù riposava in una culla di una bellezza quasi miracolosa e al suo fianco, in ginocchio, c’era Bo-Bossu: ma nessuno, da quel momento in poi, lo avrebbe più chiamato così perché la Madonna lo aveva guarito…
Da quella notte il piccolo gobbo si chiamò Giovanni, come il discepolo più amato dal Signore. Di generazione in generazione, nella notte di Natale, gli abitanti della città mostrano ai loro figli la culla a forma di barca, nel mezzo del presepio. Essa termina a punta da tutti e due i lati: due angeli, dalla bocca arrotondata, cantano “Alleluia”.

Trovate, giorno dopo giorno dall’1 al 25 dicembre, tutte le storie del Calendario a questa pagina:

Tutto quello che potete leggere sul blog su Aspettando Natale volume 2

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