Pasqua in Sicilia. Sepolcri e cuddure.

Sepolcri e cuddure. Valeria ci porta nella sua bella isola, ci fa conoscere una antica tradizione pasquale, Il giro dei Sepolcri, e ci ingolosisce con una dolce ricetta che la nonna prepara con i nipoti nei giorni di Pasqua, le cuddure. 

Nel periodo di Pasqua, anche in Brianza può capitare di incontrare mamme e papà di origine siciliana, che avendo manifestato l’intenzione di fare insieme ai loro pargoli il “giro dei Sepolcri”, gironzolino a vuoto tra chiese silenziose e semibuie.
Dove sono i Sepolcri?
Soprattutto, cosa sono i Sepolcri?

piantine grano

Per chi non avesse trascorso la propria infanzia al di sotto del 41º parallelo, i Sepolcri sono installazioni tipiche del triduo Pasquale che possono assumere un aspetto monumentale, richiedono settimane di lavoro e arrivano ad occupare all’interno delle chiese anche intere cappelle. Sull’Isola la tradizione dei Sepolcri è ancora vivissima.
Si tratta di creare dei veri e propri scenari di pietà popolare, ricchi di simboli della Passione, davanti ai quali è impossibile non sostare in raccoglimento, meditazione e preghiera… dopo aver smaltito la meraviglia, ovviamente!
Perché queste installazioni, come sempre avviene dalle mie parti, per destare l’attenzione del pubblico, non risparmiano gli effetti speciali.
Immancabili sono le piantine di grano cresciute al buio, che simboleggiano il passaggio dalle tenebre della morte alla Resurrezione, i lumini, emblema della veglia funebre, e i fiori bianchi, in riferimento all’innocenza di Cristo, condannato ingiustamente alla croce. Da qui in poi è un tripudio di trovate scenografiche, che raggiungono il culmine nelle infiorate, ovvero le immagini sacre riprodotte fin nei più piccoli dettagli con i petali dei fiori. Di recente qualcuno è ricorso al sale o alla sabbia colorata. Il risultato è meno prezioso, ma sempre commovente.

Cuddure ovvero Corona con pasta di pane dolce
Ed eccoci alle cuddure. Anche per quanto riguarda la cucina, infatti, al di sotto del 41º parallelo ci si è sempre spesi molto per celebrare al meglio la Santa Pasqua e non siamo stati certo ad aspettare le uova di cioccolato perfezionate nelle cucine di Luigi XIV e rimaste appannaggio di pochi facoltosi fino alla metà dello scorso secolo: a Pasqua i bambini siciliani ricevevano in dono uova sode incastonate in meravigliosi dolcetti a forma di paniere, colomba, campana o corona. Decine di nomi: aceddu cull’ovapupi cull’ova, soprattutto, cuddura dal greco κολλύρα, corona. Decine anche le ricette.
Le cuddure che si fanno a tutt’oggi a Messina sono realizzate con una pasta di pane dolce aromatizzata ai chiodi di garofano e alla cannella, assolutamente deliziosa.
Uno dei ricordi più gustosi della mia infanzia, che sarebbero stati preclusi ai miei figli, se mia madre, smessi i panni della maestra e indossati quelli della nonna, non si fosse misurata con la tradizione: i risultati sono stati dignitosissimi! Cuddure belle e buone!
Il fatto che, a differenza dei dolci pasquali più in voga, le cuddure si possano fare in casa, non è marginale, perché realizzarle insieme, nonne e nipoti, fa parte integrante dei preparativi per il Giorno della Festa ed è un modo concreto e semplice per riflettere sui simboli della Resurrezione.

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Gli ingredienti sono facilissimi da trovare e, per chi volesse cimentarsi, ecco una ricetta.
Per 4 cuddure medie:

  • Impasto
    250 gr di farina 00,
    250 gr di farina manitoba,
    50 gr di burro,
    30 gr di olio di semi,
    60 gr di zucchero,
    10 gr di sale,
    1 cubetto di lievito,
    500 ml di acqua,
    10 chiodi di garofano,
    1/2 cucchiaino di noce moscata,
    1 pizzico di cannella.
    Decorazione
    4 uova sode,
    1 uovo per spennellare,
    semi di sesamo,
    zuccherini colorati (facoltativi).

cuddure2

In un pentolino versare l’acqua e i chiodi di garofano, portare a bollore e lasciare sul fuoco fino a che l’acqua non assume un colore ambrato (circa 5 minuti). Filtrare l’acqua.
Per la nostra ricetta bastano 230 ml di acqua aromatizzata ai chiodi di garofano, ma è meglio abbondare dato che una parte evaporerà durante la bollitura.
In una ciotola versare 230 ml di acqua aromatizzata ancora tiepida, l’olio, il burro a pezzetti e lo zucchero. Lavorare per 1 minuto con le fruste. Aggiungere il lievito, tagliato a dadini, e continuare a lavorare fino a quando il lievito si è sciolto.
Unire al composto le farine, la noce moscata, la cannella e infine il sale.
Lavorare fino a quando l’impasto non risulterà morbido ma non appiccicoso.
Coprire con uno strofinaccio e lasciare a lievitare per 1 ora.
Se fa ancora freddo riscaldate il forno a 30° (non di più!!!), spegnetelo e mettete l’impasto a lievitare nel forno.
Nel frattempo mettere a bollire le uova e farle sode.
Passata l’ora, stendere la pasta dandole uno spessore di circa 1 cm.
A questo punto si ritagliano le forme che si vogliono dare alle cuddure, possono essere ghirlande, colombe, campane o cestini.
Si sistemano le uova sode sulla cuddura bloccandole con due “fascette”, o un altro strato di impasto e si fa lievitare per altre due ore.
Spennellare per bene con l’uovo sbattuto e ricoprire di semi di sesamo o zuccherini colorati.
Infornare in forno ventilato a 180° per 15-20 minuti, finché le cuddure diventano dorate.

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3 risposte a "Pasqua in Sicilia. Sepolcri e cuddure."

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