Calendario d’Avvento 23 dicembre. Il Messaggero, di Valeria De Domenico. Parte #1/2


SANTO NATALE 2025
CALENDARIO DELL’AVVENTO
OGNI GIORNO UNA STORIA… in 5 minuti

23 DICEMBRE
IL MESSAGGERO
DI VALERIA DE DOMENICO

PARTE #1/2

Pala dell’Annunciazione di Montecarlo, Beato Angelico

Al messaggero piaceva immergere i piedi nell’acqua.
Ogni qual volta gli capitava di fermarsi nei pressi di un ruscello, anche se era inverno e il sole era tramontato da un pezzo, non rinunciava mai a questo piccolo piacere. Quella sera sollevò la lunga veste bianca per non bagnarne l’orlo e rimase ad ascoltare l’acqua che scorreva allegra, gorgogliando, come in preda a una vaga eccitazione.
Il cielo era già pieno di stelle. Pulsavano a turno nel buio, frementi. A Est brillava la più grande di tutte, circondata da un alone così intenso da rischiarare il profilo delle montagne. Dai cespugli che orlavano la radura si udiva ogni tanto il verso di un uccello notturno.
Sembrava impaziente. Egli, però, sapeva che non era ancora l’ora.
“Non hai freddo?”
Il bambino si era avvicinato alla riva del ruscello senza farsi sentire, muovendosi tra le fratte nella semioscurità, come solo chi é abituato alla vita all’aperto sa fare. Indossava una tunica di panno e un coprispalle di lana grezza incrociato sul petto. I piedi erano fasciati di pelle di pecora e lacci di cuoio: non v’era dubbio, si trattava di uno dei pastorelli che bivaccavano oltre il boschetto. Doveva essersi allontanato in cerca di acqua.
“Hai ragione” rispose l’uomo e uscì dall’acqua gelida. Il bambino intanto aveva lasciato scivolare a terra le grosse otri che portava a tracolla e si apprestava a riempire la prima. Era un tipetto sottile, con il mento a punta e gli occhi grandi, che sembravano fatti apposta per non farsi sfuggire nulla.
“Sei uno straniero.” osservò “Vieni da lontano?”
“Da molto lontano.”
“Io sono di queste parti, invece. Porto il gregge al pascolo con mio padre e i miei fratelli. Abbiamo acceso un fuoco per la notte oltre quegli alberi. Siamo stanchi. Abbiamo camminato tutto il giorno… “, poi si voltò a guardarlo, “Ma anche tu hai l’aria seria. Qualcosa ti preoccupa?”
L’uomo non sapeva cosa rispondere e si sentì sollevato quando il pastorello riprese a riempire l’otre e a parlare.
“Mio padre ha cotto il pane d’orzo sulle pietre e per i grandi c’è un otre di vino da annacquare. Sono certo che puoi unirti a noi, se non sai dove andare.”
“Oh, ma io lo so!” si affrettò a dire quello “Ho un compito…”
“Un compito? A quest’ora della notte? Nessuno lavora dopo il tramonto. Quale padrone ti costringe a far così tardi?”
L’uomo sorrise.
“Non é un cattivo padrone. Diciamo che il mio lavoro… non ha orari.”
“E quale sarebbe il tuo lavoro?”
“Sono un messaggero. “
I grandi occhi del bambino si accesero d’ammirazione.
“Bello! Viaggerai tanto e incontrerai un mucchio di gente!”
“È così.”
“Gente importante?”
L’uomo sorrise di nuovo: “Molto importante.”
“Fammi un esempio!”
La Stella brillava sulla collina, prossima a lambirne la cima. Mancava ancora un po’. C’era un masso lì vicino: il messaggero ci si sedette e iniziò a ricordare.
“Circa un anno fa ho fatto visita a una ragazza, nel portico di casa sua. Stava filando la lana. Era così assorta… Le ho annunciato che sarebbe presto diventata madre.”
“Ne sarà stata felice!”
“Da principio ha avuto paura. Ma poi ha detto: – Sia fatta su di me la volontà di Dio -.”
“Devi essere un tipo convincente!”
L’uomo ci pensò un po’ su, poi la cosa gli apparve ridicola: “Oh, no, no! Se la conoscessi, non diresti così. Avrebbe potuto tirarsi indietro, invece ha detto sì. Semplicemente.”
Il bambino annuì.
“E chi altro?”
“Il suo sposo. Sono andato da lui di notte. L’ho trovato addormentato. Era sfinito. Aveva lavorato tutto il giorno nella sua bottega. Poi era rimasto a pregare finché gli occhi non gli si erano chiusi per la stanchezza, perché non sapeva come comportarsi e chiedeva a Dio che gli indicasse la via giusta da seguire.”
“E cosa gli hai detto?”
“L’ho rassicurato. Gli ho detto che il mio Signore non lo avrebbe abbandonato. Che io stesso avrei vegliato sulla sua famiglia…”
“E lui?”
“Lui si è fidato.”
Il bambino tappò per bene l’otre.
“In definitiva, tu porti solo buone notizie!” osservò con il tono di chi è giunto a una conclusione così evidente da non richiedere spiegazioni.
Ma il messaggero non sembrava affatto convinto.
continuiamo, e finiamo, la storia domani.
Trovate qui la seconda parte

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