Calendario d’Avvento 12 dicembre. La festa di Natale, di Carlo Collodi. Parte #3/4


SANTO NATALE 2025
CALENDARIO DELL’AVVENTO
OGNI GIORNO UNA STORIA… in 5 minuti

12 DICEMBRE
LA FESTA DI NATALE
DI CARLO COLLODI
Parte #3/4
trovate la storia su Aspettando Natale 2

All’ultimo momento, di Bella Vichon 1922

… riprendiamo da dove siamo arrivati ieri.
– Oh come dev’essere cattivo il freddo! Brrr…- E dopo aver detto e ripetuto per due o tre volte – Oh come dev’esser cattivo il freddo! – si addormentava saporitamente e faceva tutto un sonno fino alla mattina.

Pochi giorni dopo accadde che Alberto incontrò per le scale di cucina la Rosa: la quale era l’ortolana che veniva a vendere le uova fresche alla villa.
– Sor Albertino, buon giorno signoria -, disse la Rosa: – quanto tempo è che non è passato dalla casa dell’Orco?
– Chi è l’Orco? –
– Noi si chiama con questo soprannome quell’uomo dalla barbaccia rossa, che sta laggiù sulla via maestra.
– O il suo bambino che fa?
– Povera creatura, che vuol che faccia?… È rimasto senza babbo e senza mamma, alle mani di quello zio Bernardo…
– Che dev’essere un uomo cattivo e di cuore duro come la pietra, non è vero? -, soggiunse Alberto.
– Pur troppo! Meno male che domani parte per l’America… e forse non ritornerà più.
– E il nipotino lo porta con sé?
– Nossignore: quel povero figliuolo l’ho preso con me, e lo terrò come se fosse mio.
– Brava Rosa.
– A dir la verità, gli volevo fare un po’ di vestituccio, tanto da coprirlo dal freddo… ma ora sono corta a quattrini. Se Dio mi dà vita, lo rivestirò alla meglio a primavera. – Alberto stette un po’ soprappensiero, poi disse:
– Senti, Rosa, domani verso mezzogiorno ritorna qui, alla villa: ho bisogno di vederti.
– Non dubiti.

Il giorno seguente, era il giorno tanto atteso, tanto desiderato, tanto rammentato: il giorno, cioè, in cui celebravasi solennemente la rottura de’ tre salvadanai.
Luigino trovò nel suo salvadanaio dieci lire: l’Ada trovò nel suo undici lire, e Alberto vi trovò nove lire e mezzo.
– Il tuo salvadanaio -, gli disse la mamma, – è stato più povero degli altri due: e sai perché? Perché in quest’anno tu hai avuto poca voglia di studiare.
– La voglia di studiare l’ho avuta -, replicò Alberto, – ma bastava che mi mettessi a studiare, perché la voglia mi passasse subito.
– Speriamo che quest’altr’anno non ti accada lo stesso – soggiunse la mamma: poi volgendosi a tutti e tre i figli, seguitò a dire: – Da oggi alla pasqua di Natale, come sapete, vi sono otto giorni precisi. In questi otto giorni, secondo i patti stabiliti, ognuno di voi è padronissimo di fare quell’uso che vorrà, dei danari trovati nel proprio salvadanaio. Quello poi, di voialtri, che saprà farne l’uso migliore, avrà da me, a titolo di premio, un bellissimo bacio.
– Il bacio tocca a me di certo! -, disse dentro di sé Luigino, pensando ai ricchi finimenti e alla bella gualdrappa che aveva ordinato per il suo cavallo.
– Il bacio tocca a me di certo! -, disse dentro di sé l’Ada, pensando alle belle scarpine da ballo che aveva ordinato al calzolaio per la sua bambola.
– Il bacio tocca a me di certo! -, disse dentro di sé Alberto, pensando al bel vestito che voleva fare al suo Pulcinella. – Ma nel tempo che egli pensava al Pulcinella, sentì la voce della Rosa che, chiamandolo a voce alta dal prato della villa, gridava:
– Sor Alberto! sor Alberto! – Alberto scese subito. Che cosa dicesse alla Rosa non lo so: ma so che quella buona donna, nell’andarsene, ripeté più volte:
– Sor Albertino, lo creda a me: lei ha fatto proprio una carità fiorita, e Dio manderà del bene anche a lei e a tutta la sua famiglia.
… finiamo la storia domani.

Trovate, giorno dopo giorno dall’1 al 25 dicembre, tutte le storie del Calendario a questa pagina:

Tutto quello che potete leggere sul blog su Aspettando Natale volume 2



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