Libri e leggende sulla Santa Pasqua per bambini

Leggende legate alla S.Pasqua. La leggenda della passiflora, La leggenda del pettirosso, La leggenda del salice piangente, La leggenda dei tre alberi, La leggenda dell’ulivo (e della palma) 

Premessa, sto facendo ordine, per quel che posso, sui blog cui collaboro, questo di mammaoca e l’altra nuova avventura di villaggiomamma, e quindi ho pensato che mammaoca si occuperà di fiabe, favole e leggende e invece parlerò delle altre cose su villaggiomamma. Mi sembra una maniera più semplice per me di gestire e per voi di trovare archivi e indici ragionati.

Post-premessa, ovviamente è uno di quei sistemi con cui cerco di organizzare la mia vita disorganizzata e quindi potrebbe subire ulteriori cambiamenti.

Tutto questo per dire che una maestra mi ha fatto questa richiesta

Buongiorno, sono un’educatrice di asilo nido, volevo da lei un suggerimento per un libro che possa preparare i bambini alla Santa Pasqua. Un libro semplice (vista l’età), e con belle immagini. 
grazie
 Barbara

e, per quanto riguarda i libri, le rispondo su villaggiomamma. Siete liberi di scrivermi sia qui, sia sull’altro blog, pieno anche lui di belle cose e che spero possa esservi utile come questo. Qui invece inserisco le Leggende sulla Pasqua che conosco. Ne conoscete altre?

LE LEGGENDE SULLA SANTA PASQUA

In realtà sono leggende legate alla passione e alla sofferenza di Gesù, esperienze che ogni uomo, anche piccolo, può vivere e condividere, di cui può partecipare. Difficile sentir parlare della Resurrezione in una storia che non sia il Vangelo, (se il seme non muore non porta frutto, Lazzaro). 

A me viene in mente solo il bellissimo episodio ne “Il leone, la strega e l’armadio” nelle Cronache di Narnia, della morte e resurrezione del leone Aslan, (figura che, a detta dello stesso autore C.S.Lewis, è raffigurazione di Gesù). Nel sentire questa storia partecipi anche tu della solitudine, della sofferenza e della gioia delle bambine protagoniste, Susan e Lucy che accompagnano Aslan, a tal punto che conosco bambini che nel sentire questo episodio, hanno pianto e riso nello stesso momento. Si può essere felici e tristi nello stesso-stesso momento?

Conoscete altre storie o leggende che parlano di morte ma anche di resurrezione? Queste che seguono sono le leggende che conosco legate alla Santa Pasqua, nate da occhi di uomini attenti alla natura e alla sua bellezza e, nello stesso tempo, al suo significato. In un’ esperienza condivisibile.

LA LEGGENDA DELLA PASSIFLORA, IL FIORE DELLA PASSIONE

Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto. Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana… “Fa’ che anch’io fiorisca, o Signore! ” Pregò la piantina. “Tu pure fiorirai ” rispose il Signore. “Quando? ” chiese con ansia la piccola pianta senza nome. “Un giorno… ” e l’occhio di Dio si velò di tristezza.

Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell’anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome. Il vento portò l’eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue… “Vorrei piangere anch’io come piangono gli uomini” pensò la piantina con un fremito… Gesù in quel momento le passava accanto, e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa. Subito sbocciò un fiore bizzarro, che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi… era la passiflora, il fiore della passione.

 

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO

Gesù era sulla Croce. Le spine della corona che stringeva la fronte si conficcavano nelle sue bianche carni facendo uscir grosse gocce di sangue. Un uccellino, che volava poco distante, vedendo la sofferenza di Gesù, sentì tanta pietà per Lui. Gli si avvicinò con un leggero bisbiglio. Cosa disse l’uccellino? Forse rimproverò gli uomini di essere stati cattivi, forse rivolse a Gesù tenere parole di consolazione. Poi tentò di portargli aiuto e col becco tolse alcune di quelle spine che lo torturavano. Le piume dell’uccellino caritatevole si macchiarono di rosso. L’uccellino conservò, come prova di amore, quelle gocce di sangue sul suo cuore. Gli uomini vedendolo lo chiamarono “pettirosso“. Ancora oggi tutti gli uccellini che appartengono alla famiglia dei pettirossi hanno sul petto qualche piumetta sanguigna.

LA LEGGENDA DEL SALICE PIANGENTE

Gesù saliva verso il Calvario, portando sulle spalle piagate la croce pesante. Sangue e sudore scendevano a rigare il volto santo coronato di spine. Vicino a Lui camminava la Madre, insieme ad altre pie donne. Gli uccellini, al passaggio della triste processione, si rifugiavano, impauriti, tra i rami degli alberi.

Ad un tratto Gesù stramazzò al suolo. Due soldati, armati di frusta, si precipitarono su di Lui, allontanando la Madre, che tentava di rialzarlo “Su, muoviti! E tu, donna, stattene da parte.” Gesù tentò di rialzarsi, ma la croce troppo pesante glielo impediva.

Era caduto ai piedi di un salice, cercò inutilmente di aggrapparsi al tronco. Allora l’albero pietoso chinò fino a terra i suoi rami lunghi e sottili perché potesse, afferrandosi ad essi, rialzarsi con minor fatica. Quando Gesù riprese il faticoso cammino, l’albero rimase coi rami pendenti verso terra: perciò fu chiamato “Salice Piangente “.

 

LA LEGGENDA DEI TRE ALBERI

C’erano una volta tre alberi che crescevano uno accanto all’altro nel bosco. Erano amici e come tutti gli amici anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti della stessa altezza. Un giorno gli alberi parlavano di ciò che sarebbero voluti diventare da grandi:

“Da grande sarò un baule intagliato, il più bello di tutti, di quelli dove si conservano i tesori e i gioielli”, disse il primo albero, e il secondo continuò: “Da grande sarò un potente veliero, il più forte di tutti e trasporterò il più famoso esploratore del mondo”, e il terzo disse: “Da grande sarò il più alto e bello di tutti gli alberi e agli uomini parlerò di Dio”.

Passarono gli anni, un giorno nella foresta arrivarono i boscaioli per abbattere il primo albero. “Ora il mio desiderio di diventare un baule di tesori si realizzerà”. Ma non fu così. Anziché essere trasformato in un baule di tesori, il primo albero diventò una mangiatoia per animali. Passarono alcuni anni. Poi una notte la vita del primo albero cambiò. Nacque un bambino, con tutta evidenza non era un bambino comune. Gli Angeli cantarono ed i pastori vennero a visitarlo. Indovinate quale mangiatoia usò come culla la Madre del Bambino? Quando capì cosa era successo, il cuore del primo albero si riempì di gioia. “È vero, non sono stato riempito d’oro e di gioielli, ma ho portato il più prezioso tesoro del mondo”.

Anche il secondo albero, quando venne abbattuto, fu molto contento. “Ora il mio desidero di diventare un potente veliero si potrà realizzare”. I boscaioli portarono via il secondo albero ma anziché un agile veliero diventò un semplice peschereccio. Passarono molti anni, in tutto circa trenta, e un giorno anche la vita del secondo albero cambiò. Era fuori in mezzo al mare, quando si scatenò una tempesta terribile. Il vento soffiava le onde erano tanto alte che la barchetta sembrava affondare, ma a quel punto accadde qualcosa di incredibile. Gesù vedendo i suoi Discepoli spaventati si alzò e ordinò al vento e al mare di calmarsi, ed essi obbedirono. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia, poi disse loro: “Perché avete paura, non avete ancora fede?” Ma chi è costui che anche il vento ed il mare gli obbediscono? Quando il secondo albero capì ciò che gli era accaduto, anche il suo cuore si riempì di gioia. “I miei desideri si sono realizzati, non ho trasportato un grande esploratore, ma ho trasportato il Creatore del cielo e della terra”.

Non molto tempo dopo anche la vita del terzo albero subì un cambiamento. Non fu molto contento quando i boscaioli lo abbatterono. “Ora non potrò più essere l’albero più alto della foresta e non potrò parlare agli uomini di Dio”. I boscaioli lo portarono via. Con sua grande costernazione però non fu lavorato per farne qualcosa di bello. Di lui ne fu fatta una grezza croce di legno. Là in cima ad una collina fu inchiodato sopra le sue travi un uomo condannato a morte. Sarebbe dovuto essere il giorno più brutto della vita dell’albero, ma chi era l’uomo inchiodato sulla croce? Era Gesù Cristo Figlio di Dio. E quando il terzo albero capì cosa era successo, il suo cuore pianse contento. “Eccomi” disse “Non diventerò l’albero più alto del bosco, ma sarò la Croce, e quando gli uomini mi guarderanno, penseranno a Dio che, attraverso suo figlio Gesù, salva tutto il mondo”.

 

LA LEGGENDA DELL’ULIVO (E DELLA PALMA)

Una volta gli ulivi erano gli alberi più alti e dritti del bosco, invece ora sono piccoli, bassi, tutti storti, e crescono pochissimo. Perché sono tutti storti gli alberi dell’ulivo? Li conoscete anche voi, ogni albero è una scultura, li vedete bassi, pieni di fronde, si godono il calore del sole e poi hanno quei meravigliosi loro frutti, le olive. Vedete tutto quel verde argento punteggiato di nero abbracciato dal cielo azzurro?

Ed ecco la leggenda che hanno scritto tanto tempo fa sull’ulivo.

Quando dovevano mettere in croce Gesù, il sommo sacerdote Caifa mandò a cercare due lunghe e robuste travi di legno per la croce del Nazzareno. Nel bosco il vento sparse la voce di questa ricerca, le palme tremarono dalla paura, non volevano essere il legno buono per la croce, persero le lunghe foglie e si svuotarono nell’interno, gli incaricati le esaminarono e le scartarono. E loro erano felicissime di non poter essere state utili e iniziarono a far danzare le loro foglie col vento. Allora quegli uomini si diressero verso l’uliveto, vi ho già detto che gli ulivi erano gli alberi più alti e dritti del bosco! Nel vederli arrivare uno per uno furono assaliti da un dolore immenso, nessun albero voleva fare una cosa così atroce, non volevano essere loro il legno della croce, volevano morire, volevano sradicarsi dalla terra e dal dolore si attorcigliarono su se stessi, si strapparono le viscere, volevano sprofondare e nascondersi alla vista di tutti, non volevano essere complici dell’uccisione del Figlio di Dio. Si ridussero a delle forme rattrappite, storte, si piegarono e torsero talmente tanto che i rami si spezzarono, e il tronco si piegò spaccando la corteccia. Allora gli uomini, nel vedere quei mostri di alberi ne furono quasi spaventati e se ne andarono. Proseguirono la loro ricerca in un’altra foresta poco distante, una foresta di faggi e querce e fu proprio una grande quercia a dare il legno per la croce. Gli ulivi furono felici e dalla felicità piansero. Le lacrime si tramutarono in piccole gocce, chiamate olive, buone per tante cose, per nutrire, per alleviare, per abbellire, per dar la benedizione ai morenti. E’ il dono fatto loro dal Padre Creatore per essersi rifiutati di diventar complici dell’uccisione di Suo Figlio Gesù.

ulivo oca

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6 risposte a Libri e leggende sulla Santa Pasqua per bambini

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  4. villmamm ha detto:

    La leggenda degll’ulivo!? Quando ero bambina me la raccontava la mia catechista. Un tempo l’ulivo era un albero dritto e robusto ma quando i soldati scelsero il suo legno per fare la croce si vergognò tanto che si contorse su se stesso e così rimase nei secoli…
    Ne trovi traccia?

    Mi piace

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