2021. E per primi vennero i bambini


Si fa tutto per i bambini. È sempre stato il motto di MammaOca. Ed è stata la forza movente per tanti in questo anno appena passato, il sostegno nei momenti più duri e difficili, il moto creativo per alzare lo sguardo e guardare la realtà, la vita, il conforto nei momenti bui, la forza per rialzarsi, e mai come in questo nuovo anno appena cominciato auguro che diventi azione, anche politica, e si avveri per tutti. Si fa tutto per i bambini. La più grande speranza di bene.

E dopo le donne e gli uomini che non vollero dimenticare quell’anno 2020, per ultimi e per primi il giorno dopo, vennero i bambini che dissero a tutti qual era il regalo più bello. Il mare, la neve, (Oh my God, la neve!), le ciaspole al posto degli sci, i cervi, stare intorno a un tavolo a giocare se non si può uscire, la mascherina tutto il giorno ma sono coi miei compagni, il bel grembiulino di scuola indossato con cura, anche se sono in quarantena e davanti allo schermo. La piccola Rachele disse Buon Natale in continuazione a tavola, con grande serietà e compostezza, facendo rialzare lo sguardo a quei grandi lì seduti. La piccola Emma disse che era felice perché c’è Gesù Bambino e la maestra Dani. Il regalo per loro era la vita stessa e qualcuno fu così temerario e felice da scriverlo.

Tema. Il mio tesoro
Per me la cosa più importante è la vita perché senza quella non potrei essere amico di Giacomo, Giorgio, Nicolò. Senza la vita non avrei la mia mamma, il mio papà, le mie sorelle, i miei nonni, i miei zii, i miei cugini, non avrei cibo, acqua, pane… Non sarei mai nato, esistito, non avrei la bocca per gustare, le mani per toccare, il naso per annusare, le orecchie per sentire, gli occhi per vedere e il cuore per amare. Essere al mondo per me è un grandissimo regalo che Dio mi ha fatto. Amo la mia vita così come è.

Il mio tesoro

Era solo ieri, ma per le donne e gli uomini non era il giorno prima, era l’anno prima, e lo lasciarono andare, quel vecchio, senza alcun rimpianto che, ad essere sinceri fino in fondo, era proprio quello che facevano ogni anno.
Ma qualcuno continuò a ricordare, continuò a dirlo,… si fa tutto per i bambini. Loro venivano avanti gioiosi come sempre, allegri e tristi come sempre, piangenti e ridenti come sempre, rotolanti, innocenti e seri come sempre. (Qualcuno disse, va bene ma è perché sono bambini e non si rendono conto delle cose brutte, della vita dura… No, non è del tutto giusto dirlo, non è del tutto vero, i bambini si rendono conto delle cose essenziali, loro le vivono, e l’essenziale è amare ed essere amati. Appartenere)

da Charles Peguy

Quando una parola di bambino
Scoppia in mezzo a voi
Voi alzate grida, scoppiate voi stessi di un’ammirazione
Quando una parola di bambino passa nel cerchio della famiglia,
Quando una parola di bambino
Cade
Nel guazzabuglio quotidiano,
Nel fracasso quotidiano
(Nell’improvviso silenzio)
Nel raccoglimento improvviso
Della tavola di famiglia.
O uomini e donne seduti a quella tavola all’improvviso
Curvando il capo voi ascoltate passare
La vostra anima antica.

Per il papà? Siiii

Venivano avanti i bambini e avevano per mano una piccola compagna nuova. La piccola speranza. Avanzava con loro.

Come una bimba che non avesse la forza di camminare.
E che tirasse su quella strada suo malgrado.

E in realtà è lei che fa camminare tutti quanti.
E che li tira.

Perché non si lavora mai che per i bambini.
Così, non altrimenti tutti lavorano per la piccola speranza.
Tutto quel che si fa lo si fa per i bambini.
E sono i bambini che fanno fare tutto.
Così tutto quello che si fa, tutto quello che la gente fa lo si fa per la piccola speranza.
Ora la piccola speranza

È quella che sempre comincia.

Così sono i bambini che non fanno nulla.
Ah, sono in gamba loro, fanno finta di non far nulla,
I birboni,
Sanno bene quel che fanno,
Gli innocenti.
Con la loro aria di non saper nulla;
Di non sapere;
Poiché è per loro che si lavora.
E non si fa nulla se non per loro.
E che tutto quello che si fa nel mondo non si fa che per loro.Viene da questo quella loro aria sicura.
Così piacevole a vedersi.
Quello sguardo franco, quello sguardo insostenibile a vedersi
e che sostiene tutti gli sguardi.
Quella sicurezza che hanno
E che è la sicurezza stessa.

Della speranza.

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