Pasqua 2021. Eppure è bella, anima mia, la vita. La congiunzione di Ada Negri

Pasqua 2021. Eppure è bella, anima mia la vita. Il primo verso di una poesia di Ada Negri.
Ovvero dell’impossibile che si avvera in una congiunzione.

Vi ho proposto la poesia Pensiero d’aprile di Ada Negri lo scorso anno, a marzo, sottolineando, già allora, quanto sia contenuto di tutta la nostra vita in quella congiunzione “eppure”, (e vi rimando a quel post per le considerazioni già fatte), ma soprattutto quanto sia grande e bella l’affermazione oggettiva della vita che dentro e dietro e davanti a tutti gli “eppure” esplode.

La mia ulteriore riflessione, nel regalarvi la bellissima lettura che ne fa Mariarosa, dono di Pasqua e dono di aprile, è totalmente “grammaticale”. Pensavo al potere significante che hanno paroline che nella grammatica ormai hanno pochissimo peso, ma che in realtà fanno la differenza, la maestria di mettere una congiunzione avversativa come eppure, che, per l’autrice, e anche per me, significa che l’impossibile nella vita può accadere, è accaduto, come dimostra in modo dirompente la Santa Pasqua.

Pensiero d’aprile di Ada Negri, legge Mariarosa Grieco

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