Giorni della Merla. Tra origini e leggende troviamo anche Dante

29, 30 e 31 Gennaio. Giorni della Merla. Nella ricerca (provocata dai perché di un bambino) di origini e leggende siamo approdati a Dante, e qui ci ristoriamo.

Lo scorso anno avevamo introdotto alcune leggende, e un libro, che raccontano la storia di quelli che sono i tre giorni più freddi dell’anno, 29,30 e 31 gennaio. Ma avete presente quando per la vostra casa gira un qualche bambino 5enne che inizia a tampinarti con perché? perché? perché… ed ecco che racconti una storia e … arrivi al perché sono chiamati i giorni della Merla? Nella ricerca sulle origini delle leggende e dei nomi, che sempre hanno un fondamento nella natura, nel tempo o nella storia, ecco che sul web ho trovato quelle che potrebbero essere delle spiegazioni soddisfacenti, anche se non so se soddisferanno Nico….In effetti ogni spiegazione alla fine apre ad altre…. e si arriva addirittura alla Divina Commedia.

In un libro del 1740, scritto da Sebastiano Pauli, Modi di dire toscani ricercati nella loro origine, vengono presentate due ipotesi, accomunate dal fatto di svolgersi su di un fiume Po completamente gelato.
Stentavo a credere fosse vero, ok il surriscaldamento, ok ci sono altri tempi atmosferici, ma invece trovo che rimane famosa, in tempi più recenti, la gelata del 1929, sì il grande fiume Po è gelato durante l’inverno, febbraio, così come tutta Italia. È proprio successo. Quindi può essere successo anche prima Nico.
Tornando alla prima ipotesi del perché del nome:

I milanesi sogliono ancora oggi chiamare gli ultimi tre giorni di Gennaio “I giorni della Merla” in significazione di giorni freddissimi. L’origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s’aspettò l’occasione di questi giorni: ne’ quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all’altra riva.

Seconda ipotesi:

Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne’ quali passò sovra il fiume gelato.»

… Ma voi ve li immaginate Cannoni e Nobili Signore che passano il Grande Fiume Gelato con un bellissimo Corteo?…Noi sì 🙂

E poi ci sono le leggende, una delle quali si richiama al fatto che, nel calendario romano, il mese di gennaio aveva solo ventinove giorni, che, con il passare degli anni si tramutarono in trentuno.

Una Merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Un anno la Merla decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L’ultimo giorno del mese, la Merla, pensando di aver ingannato Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo e pioggia. La Merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la Merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così essa rimase per sempre con le piume nere”.

Questa leggenda ha anche un altro significato, sapete quel motto popolare che si riferisce alla stoltezza di cantar troppo presto vittoria? Ovvero quel che fa quel genio di Merla con un tipo astuto e freddo come Gennaio… Non ricordavo affatto, anche questo fa parte delle ricerche, che un verso di Dante nel XIII canto del Purgatorio, girone degli invidiosi, ne facesse riferimento.

tanto ch’io volsi in sù l’ardita faccia,
gridando a Dio: “Omai più non ti temo!”,
come fé ‘l merlo per poca bonaccia.

E direi che con il sommo poeta anche un tipetto furbo come Nico possa ritenersi soddisfatto.

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