#adaltavoce. Capitolo14. Un giovane rajah

IL GIARDINO SEGRETO, DI FRANCES HODGSON BURNETT #ADALTAVOCE.
LEGGE MARIAROSA GRIECO
Lettura accompagnata da bellissime illustrazioni
leggere #adaltavoce rinnova sempre il mistero contenuto nelle belle storie.

Ho scoperto chi era che piangeva… continuiamo a conoscere Colin attraverso quelli che lo vedono, lo conoscono e lo servono, quelli che hanno paura di lui e del suo caratteraccio, quelli che gliele danno tutte vinte per non subire le sue ire.
Quando Martha sa che Mary è stata nella “tana del leone” è sconvolta, nessuno deve sapere che quel bambino esiste … pensa già ad “attacchi, e putiferio”
Pensa a uno che ha sempre fatto quel che voleva lui, un ragazzo troppo viziato “il più viziato del mondo”, e poi malato, sempre stanco, forse gobbo, uno a cui continuamente viene ricordato di essere malato, e che continua a parlare di stare per morire e infine uno che il padre non lo vuole per niente vedere da quando è morta la moglie.. Cosa ne viene fuori?
Eppure quel famoso medico di Londra l’aveva già detto, l’aveva detto per Colin e per tanti ragazzi di oggi, perché la malattia di quel bambino ce l’hanno in tanti: “Il ragazzo può vivere, se vuole. Fategli venire la voglia di vivere”.
Ci vuole proprio qualcosa di potente per farlo cambiare, di molto potente, una magia la si chiama in questo libro.

“Te lo dico io chi potrebbe darti la voglia di vivere”, disse Mary dopo averci pensato un po’, perché sentiva che le sarebbe piaciuto risolvere quella faccenda in un modo o nell’altro. “Dickon credo che ce la farebbe. Parla sempre di cose vive. Non parla mai di cose morte o malate. Guarda sempre in alto per vedere gli uccelli che volano nel cielo, o guarda in basso per vedere cosa sta spuntando dalla terra”…
“Ascolta”, proseguì, “non parliamo più di morire. Non mi piace. Parliamo di vivere, invece. Parliamo di Dickon. E poi magari guardiamo le illustrazioni.”
Era la miglior proposta da fare. Parlare di Dickon significava parlare della brughiera e della piccola casa con dentro quattordici persone che vivevano con sedici scellini la settimana, e dei bimbi che ingrassavano con l’erba della brughiera come cavallini selvaggi. E della mamma di Dickon, e della corda per saltare, e della brughiera inondata dal sole, e delle puntine verdi che spuntavano dalle scure zolle di terra… Tutto era talmente vivo che Mary parlò più di quanto avesse mai parlato prima, e anche Colin un po’ parlava e un po’ ascoltava come non aveva mai fatto in vita sua… Ed entrambi cominciarono a ridere per niente, proprio come fanno di solito tutti i bambini quando sono contenti di stare insieme.

Una magia la si chiama in questo libro, soprattutto nei capitoli a venire. Ma non abbiamo forse già percepito la sua azione? Non la sentite muoversi, anche con la faccia di una bambina con un brutto caratteraccio?

Trovate qui su youtube la lettura del capitolo 14 Un giovane rajah

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