#adaltavoce. Capitolo 17. L’attacco

IL GIARDINO SEGRETO, DI FRANCES HODGSON BURNETT #ADALTAVOCE.
LEGGE MARIAROSA GRIECO
Lettura accompagnata da bellissime illustrazioni
leggere #adaltavoce rinnova sempre il mistero contenuto nelle belle storie.

All’apice di un attacco isterico notturno, uno di quegli attacchi violenti che Colin si fa venire da anni come sistema a sua disposizione per ottenere ciò che vuole da un gruppo di adulti spaventati che tiranneggia e che dipendono dai suoi umori, e che lo lascia stremato e sempre più convinto di essere un malato, ecco che una ragazzina che non era mai stata abituata al cattivo umore degli altri, ma soltanto al suo, una bambina che aveva “lo stesso pessimo carattere di Colin”, una bambina tutt’altro che gentile e compassionevole (la scrittrice lo sottolinea ancora, a ricordarci che i “brutti caratteri” servono), gli dice, anzi gli urla in faccia che:

I suoi malanni erano solo frutto della sua immaginazione. Era rimasto a letto per ore, giorni, mesi, anni non pensando ad altro che ai suoi dolori e alla sua stanchezza. E ora che una ragazzina furibonda e antipatica si ostinava a ripetere che le sue malattie non esistevano, cominciò ad avere la sensazione che potesse essere la verità.

Ma soprattutto, all’apice di una notte e di una faccenda “al tempo stesso buffa e orribile. E il lato buffo era che gli adulti fossero tutti spaventati al punto di dover ricorrere a una ragazzina solo perché aveva lo stesso pessimo carattere di Colin.“, all’apice di tutto questo, Mary prova qualcosa che non aveva mai provato prima d’ora, si immedesima con un altro, prova simpatia per lui e il suo dolore per quanto isterico e immaginario esso sia, patisce con lui, prova compassione…, sì urlandogli in faccia la verità, prova compassione, e Colin si acquieta. È una scena drammatica e allo stesso tempo bella che si conclude con l’ immagine di Mary che tiene la mano di Colin, che piano piano si acquieta con la voce suadente della bambina che gli racconta di come “potrebbe essere” il giardino segreto.

“Penso che sia rimasto abbandonato per tanto tempo, e che sia una specie di meraviglioso intrico… Credo che le rose si siano arrampicate ovunque, fino a pendere dai rami degli alberi e strisciare sul terreno formando una specie di strana foschia…Alcune saranno morte, ma tante saranno ancora vive e quando verrà l’estate ci saranno cortine e cascate di rose… E poi credo che sia pieno di asfodeli, di bucaneve, di iris che si stanno aprendo il cammino verso il sole ora che è iniziata la primavera, e forse… forse…
…Forse ce ne sono già in mezzo all’erba, forse si possono vedere piccoli gruppi di crochi porpora e oro, forse le foglioline iniziano già a spuntare e a schiudersi, e forse… forse il grigio sta mutando, sta trasformandosi in un morbido tappeto verde che ricopre ogni cosa… E tutti gli uccelli vengono a guardare il giardino… perché é silenzioso e sicuro… E poi forse… forse”, concluse in un bisbiglio, sempre più lentamente, “… forse il pettirosso ha trovato una compagna e sta costruendo il suo nido”.
Colin si era addormentato.

Trovate qui su youtube la lettura del capitolo 17 L’attacco

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