#adaltavoce. Capitolo 18. Non c’è tempo da perdere

IL GIARDINO SEGRETO, DI FRANCES HODGSON BURNETT #ADALTAVOCE.
LEGGE MARIAROSA GRIECO
Lettura accompagnata da bellissime illustrazioni
leggere #adaltavoce rinnova sempre il mistero contenuto nelle belle storie.

E dopo la crisi di pianto che lo lascia, come sempre, completamente sfinito, in Colin subentra, con grande meraviglia di tutti, … la gratitudine. È la prima volta che accade, gratitudine per Mary e i suoi modi strani che però denotano un interesse per lui sconosciuto fino a quel momento e poi… oh sognare di stare in quel giardino segreto che gli ha descritto Mary!

Ma questo è il capitolo in cui si svela ancor più la grandezza, la profondità, l’umanità di Dickon. Questo ragazzo che ha una bella famiglia, che vive in comunione totale con la natura e con gli uomini, amico degli animali, “amico delle cose”, rispettato e amato da tutti, affidabile, semplice e schietto, Dickon, che ti fa sollevare lo sguardo dal tuo ombelico e ti fa guardare e conoscere il mondo, sì anche se è solo quel pezzetto di brughiera e giardino di Misselthwaite, l’apertura dello sguardo di Dickon contagia tutti e tutto, è grande quanto il mondo, Dickon che quando Mary gli racconta della crisi di Colin, si immedesima con lui e il suo dolore, condivide la passione, prova profonda compassione e partecipazione.
E sapete cosa succede quando si prova compassione per un altro? Ci si mette in azione per risolvere, si diventa creativi.


Mary comprese che il ragazzo era dispiaciuto per Colin molto più di lei. Infatti Dickon guardò il cielo e poi si guardò intorno e disse:
“Ascolta il cinguettio degli uccelli… sembra che tutto il mondo ne sia pieno… Fischiano, cinguettano… Guardali come sfrecciano da tutte le parti e come si chiamano fra di loro. Quando arriva la primavera è come se il mondo si risvegliasse: le foglie si schiudono quasi volessero farsi ammirare, e parola mia, che buoni profumi dappertutto!…”. Così dicendo, annusò l’aria con il suo allegro nasetto all’insù. “Invece quel povero ragazzo se ne resta rinchiuso nella sua camera, non vede nulla di tutto questo e pensa solo a cose che lo fanno piangere!… Ah, dobbiamo portarlo qui, dobbiamo fargli vedere, ascoltare ogni cosa, dobbiamo fargli annusare l’aria!… Dobbiamo farlo riscaldare al sole… Non c’è tempo da perdere!”

In azione ragazzi, non c’è tempo da perdere! …quando gli alberi avranno tante foglioline e tanti germogli, lo faremo uscire. Tu lo spingerai sulla sua sedia a rotelle, lo porteremo qui e gli mostreremo ogni cosa. Forza ragazzi, portatelo lì, dove la vita rinasce così semplicemente e splendidamente!

Trovate qui su youtube la lettura del capitolo 18 Non c’è tempo da perdere!

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