#adaltavoce. Capitolo 21. Ben Weatherstaff

IL GIARDINO SEGRETO, DI FRANCES HODGSON BURNETT #ADALTAVOCE.
LEGGE MARIAROSA GRIECO
Lettura accompagnata da bellissime illustrazioni
leggere #adaltavoce rinnova sempre il mistero contenuto nelle belle storie.

Ricordate il grido di Colin
“Guarirò! Guarirò!”, gridava felice. “Mary! Dickon!… Guarirò! E vivrò a lungo, tanto a lungo, per sempre!”
Questo capitolo è pieno, proprio pieno di quel “per sempre”, di quell’intuizione nata con noi e nascosta nel profondo intimo di ognuno che la vita non muore, che ogni attimo che vivi è legato ad una … “magia” dicono continuamente quei bambini, che si rinnova ogni momento, da migliaia e migliaia di anni, che poi altro non è che il senso misterioso di ogni cosa, anche del cuore che grida “vivrò per sempre”. Una magia fatta “appositamente per me”, e la mamma di Dickon, (chi se non lei?), dirà loro tra qualche pagina il suo nome.
Io credo, e se non è così lo spero proprio, che ognuno di voi abbia vissuto, viva, possa vivere un attimo come quello descritto qui, immediato e stupendamente magico per i bambini, cosciente e stupendamente pieno di senso del mistero per i grandi.

Uno degli aspetti più curiosi della nostra vita è che solo di tanto in tanto ci capita di avere la certezza di vivere a lungo, molto a lungo, forse addirittura per sempre. Succede, a volte, quando ci alziamo all’alba, e usciamo in quell’ora tenera e solenne, da soli. Allora alziamo lo sguardo in alto, verso il cielo pallido che si va colorando di rosa, finchè ciò che scorgiamo a oriente quasi ci strappa un grido, e il cuore sembra arrestarsi dinanzi alla strana e immutabile maestà del sole che sorge: qualcosa che accade ogni mattino da migliaia e migliaia di anni… Allora, per qualche attimo, ci sembra che vivremo per sempre. Ci succede anche quando ci troviamo soli in un bosco, al tramonto, e la pace dorata, misteriosa e profonda che vi regna sembra ripeterci dolcemente qualcosa che non riusciamo a comprendere del tutto… Altre volte, invece è la quiete immensa del cielo notturno con il suo azzurro cupo popolato di milioni di stelle a comunicarci tale certezza; oppure l’eco di una musica lontana; o ancora, lo sguardo che qualcuno ha negli occhi…
Accadde così anche a Colin quando per la prima volta vide e avvertì la primavera tra le quattro mura del giardino segreto. Quel pomeriggio sembrava davvero che il mondo intero volesse apparire perfetto e raggiante di bellezza per gli occhi di un ragazzo. Fu per miracolo, forse, che la primavera raccolse e radunò in quel giardino tutte le meraviglie possibili. Più di una volta Dickon interruppe il lavoro e rimase immobile, con una specie di crescente meraviglia negli occhi, scuotendo piano il capo con dolcezza.
“Eh, è fantastico”, esclamò. “Ho dodici anni, quasi tredici, e in tredici anni ci sono un mucchio di pomeriggi, ma mi pare di non avere mai visto un pomeriggio così stupendo”.
“Oh sì, è davvero meraviglioso”, disse Mary tirando un gran sospiro di gioia. “Scommetto che è il pomeriggio più bello che ci sia mai stato al mondo”.
“Non credi”, disse Colin in tono sognante, parlando lui pure con l’accento dello Yorkshire, “che sia stato creato così bello appositamente per me?”

Certo che sì. E la gioia regnò intorno a loro. E poi … e poi arrivò Ben Weatherstaff e la magia continuò ad agire.

Trovate qui su youtube la lettura del capitolo 21. Ben Weatherstaff

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