LA FIABA DI RESILIENZA. LA REGINA DELLE NEVI, DI ANDERSEN

LA REGINA DELLE NEVI, di Hans Christian Andersen, è proprio, se devo sceglierne una, la Regina delle fiabe di resilienza. LA FIABA DI RESILIENZA. Perché? I motivi sono tanti, tanti quanti i temi della vita. Per questo è la fiaba che accompagna, in ogni storia che la compone, anche i giorni drammatici che stiamo vivendo. Leggetela o fatela sentire ai vostri bambini nella bellissima interpretazione di Carabelli. Io cercherò di accompagnare ogni storia con qualche suggerimento per meglio immedesimarci.

La prima grandezza di questa fiaba è che tratta tutti i temi della vita, e poi ne vedremo qualcuno, ma se la guardiamo, solo per un attimo, in superficie, alla prima lettura, già si schiudono le porte di un mondo fatto di bellezza, poesia, ironia, e ci troviamo d’improvviso a partecipare della vita dei protagonisti, soprattutto Gerda, a sentirci coinvolti da subito, a camminare per magnifici luoghi, a voler conoscere anche noi il linguaggio degli animali e della natura, a ridere delle gioie e piangere del loro dolore. Come non commuoversi per la tristezza di Gerda, piccola e sola davanti al vasto mondo, e subito dopo rallegrarsi della sua allegria, perché trova la forza che la fa rialzare (tra poco daremo anche un nome a questa forza).

La fiaba è divisa in sette storie, ed ognuna di esse ci accompagna attraverso la vita della piccola Gerda che parte alla ricerca dell’amico Kay, fino alla conquista della sua identità e al ridestare quella dell’amico. La fiaba dura il cammino di una vita, ci racconta la resilienza di fronte alle difficoltà, gli incontri, le paure, l’intraprendenza, il coraggio, l’amicizia, l’amore. E ancora, il male che ghiaccia il cuore, il dolore, la perdita e anche la morte, la rinascita, il coraggio, il potere regale, la libertà, il rapporto con Dio padre, l’Eternità, fino al prodigio più grande, la magia più grande, la grandezza di questa fiaba: la bontà di Gerda. 
SI’, IL PIU’ GRANDE ATTO DI RESILIENZA E’ LA BONTA’. (…e forse non solo nelle fiabe). Bontà da sempre unita indissolubilmente a bellezza e verità.
Gerda è buona, ha per fine il bene, suo e degli altri, tende al bene, per questo si muove sempre in modo efficace e positivo, di fronte a lei il male arretra, le persone cattive, se pur non si pentono, cercano di imitarla. Non solo gli uomini, ma tutta la natura partecipa della sua strada e fa il tifo per lei, tanto che, se dobbiamo parlare di amore per questa bambina,  potremmo osare dire con il poeta che in lei c’è un amore “che move il sole e l’altre stelle”.
Gerda
è accompagnata da una forza che la muove, sì ma quale? Il rapporto col Mistero, con il Destino che fa ogni cosa. Da una parte è accompagnata dalle preghiere, la religiosità pura e innocente insegnatale dalla nonna, che la salva dal male che incontra sulla strada, dall’altra è accompagnata dalle schiere degli Angeli e probabilmente dei santi, da Dio stesso.
Diciamo due parole anche sull’autore: Hans Christian Andersen, il più grande di tutti gli scrittori di fiabe, il più geniale, il poeta che sa far parlare uomini, animali, piante e fiori e fin le cose. Riesce a costruire la storia di Gerda e Kay, tutta la loro vita e la loro avventura, come una fiaba, in cui il sommo prodigio, il dono magico che viene fatto alla protagonista Gerda è l’imprinting con cui uno nasce, il cuore donato da Dio. 

Per LE FIABE DEI GIORNI SOSPESI, l’attore Andrea Carabelli leggerà le sette storie della fiaba, “a puntate”, una per ogni sera. Accompagnerò le sue letture con qualche riflessione. Chi volesse partecipare e contribuire con le proprie, può farlo nei commenti.

Utile

 

 

 

 

 

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