#adaltavoce. Capitolo 23. Magia

IL GIARDINO SEGRETO, DI FRANCES HODGSON BURNETT #ADALTAVOCE.
LEGGE MARIAROSA GRIECO
Lettura accompagnata da bellissime illustrazioni
leggere #adaltavoce rinnova sempre il mistero contenuto nelle belle storie.

Una pausa di riflessione per Mary e Colin, e la constatazione dei due bambini è quella cara a tutti i personaggi dei libri interessanti, e potrebbe essere riassunta con un bel: Siamo tutti strani, siamo tutti diversi


“Hai sempre ottenuto tutto quello che volevi, ecco perché sei diventato così strano”, proseguì Mary pensando ad alta voce.
Colin si voltò con aria preoccupata.
“Sono tanto strano?”, chiese.
“Sì, e anche parecchio”, rispose Mary. “Però non devi arrabbiarti se te lo dico”, aggiunse in tono imparziale, “perché io pure sono stana, e anche Ben Weatherstaff lo è… Ma io sono un po’ meno strana di prima da quando ho cominciato a trovare simpatiche le persone e ho scoperto il giardino”.
… “Non sarò più strano”, disse, “se andrò ogni giorno nel giardino. C’è una magia laggiù, Mary, una magia buona… Sono sicuro che c’è”.
“Anch’io ne sono sicura”.
“E se anche non fosse una vera magia”, aggiunse Colin, “noi possiamo sempre considerarla tale… Ma c’è qualcosa laggiù, c’è sicuramente qualcosa”.

Ed ecco dove si possono incontrare le nostre stranezze e diversità, nell’iniziare a guardare con simpatia l’altro e nella bellezza misteriosa e nascosta che ci apre gli occhi sulla realtà.
E certo c’è anche lei, “magia” la chiamano quei bambini che ne percepiscono la potenza buona e misteriosa.

Seguitarono sempre a chiamarla magia, e tale sembrò davvero nei mesi successivi: mesi meravigliosi, mesi luminosi, mesi stupefacenti!… Oh, le cose che accaddero in quel giardino!…
… I semi piantati da Dickon e da Mary crebbero come se li avessero curati le fate.
… Colin si sdraiava sull’erba e “guardava crescere le cose”, come diceva lui. Se si guardava abbastanza a lungo, sosteneva, era possibile vedere i germogli nel momento in cui si schiudevano.

L’avevamo già scoperto ma il cambiamento di quei bambini è la magia più grande.

“Le grandi scoperte scientifiche che voglio fare”, cominciò Colin, “riguarderanno la Magia.”…
… “Quando Mary lo trovò, questo giardino sembrava totalmente morto”, riprese Colin, “poi qualcosa ha cominciato a spingere le piantine fuori dal terreno facendole spuntare dal nulla. Un giorno non c’erano e l’indomani eccole lì. Io non avevo mai visto niente del genere, e la cosa mi ha parecchio incuriosito. Gli uomini di scienza sono sempre curiosi, e io sarò per l’appunto un uomo di scienza. Continuo a chiedermi: “Cos’è questo? Cos’è?”… Sarà pur sempre qualcosa, perché non può essere nulla! Non ho mai visto sorgere il sole, ma Mary e Dickon lo hanno visto, e da quanto mi raccontano sono sicuro anche in quel caso si tratti di Magia. Qualcosa lo spinge dal basso e qualcosa lo tira verso l’alto. Da quando vengo qui in giardino, tante e tante volte ho guardato il cielo attraverso i rami degli alberi, e ogni volta ho provato la strana sensazione di essere felice, come se qualcosa si agitasse nel mio petto facendomi respirare più velocemente. La Magia è forte, e non fa che spingere e tirare e creare le cose dal nulla. Tutto è creato dalla Magia, le foglie e gli alberi, gli uccelli e i fiori, i tassi e le volpi, gli scoiattoli e le persone…

E il caro Colin, quel bambino che fino al giorno prima giaceva nel letto malaticcio e schizzava isterico, continua a parlare incantando tutti e l’azione di quella magia che descrive così bene mi è sempre sembrato l’approccio primo dell’uomo col mistero: senso religioso mi hanno insegnato a chiamarlo.  

Trovate qui su youtube la lettura del capitolo 23. Magia

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